Redapolis Music Blog | Il blog di Luca Redapolis esplora la musica di ieri e di oggi con un focus su dischi recenti, usciti per etichette indipendenti o autoprodotti.
Tra sospiri e
tensioni, un viaggio dove le emozioni prendono forma sonora
Ascoltare Aphonia dei Treetops significa
immergersi in un organismo vivo che respira insieme alla band. L’album prende
forma attorno all’idea di afonia: la perdita della voce, l’incapacità di
produrre suoni vocali, che può derivare da cause fisiche o da stress e traumi,
riducendo la voce a un sussurro o annientandola del tutto. È proprio da questa
assenza che nasce questo lavoro, trasformando il silenzio in materia musicale e
aprendo uno spazio in cui ogni suono diventa racconto.
Kosmos & Chaos di Pierluigi Balducci & Badrya Razem è un album
che respira, vibra e sorprende, invitando a perdersi in spazi sonori
inaspettati.Il basso di Pierluigi Balducci non si limita a
sostenere: apre varchi, disegna percorsi, guida il racconto e diventa voce tra
le voci, capace di modellare atmosfere e suggerire gesti invisibili. La
cantante italo-algerina Badrya Razem fluttua tra sospensioni eteree e
accenti profondi, intrecciando testi che sono piccoli frammenti di poesia e
impressioni intime, senza mai spiegare troppo, lasciando all’ascoltatore il
piacere di completare il racconto con le proprie emozioni.
I testi, scritti da Badrya Razem insieme alla poetessa
Rossella Piccarreta, tessono un filo poetico che dialoga con la musica
senza mai illustrarla, mantenendo viva la tensione tra parola e suono. Il
sostegno dell’organizzazione statunitense PathosTo Jazz – Music For Love, che
ha scelto il progetto tra numerose proposte europee, conferma l’ampiezza e la
solidità di un disegno artistico attento e coerente.
L’album si sviluppa attraverso undici episodi costruiti su
due quintetti distinti ma complementari, nei quali il dialogo tra strumenti e
voce crea mondi differenti che si incontrano. Accanto ai due ideatori, la
presenza di Gabriele Mirabassi al clarinetto, Fabrizio Savino alla
chitarra elettrica e Roberto Taufic alla chitarra classica, Vitantonio
Gasparro al vibrafono e Dario Congedo o Israel Varela alla
batteria arricchisce ogni pagina sonora, definendo un equilibrio delicato tra
ordine e disordine, Kosmos e Chaos.
Le composizioni originali sono profonde e stratificate: temi
fluidi e cantabili si intrecciano con armonie che guardano al jazz ma anche
alla tradizione europea e mediterranea, mentre la ritmica modulata plasma
energia e attesa senza mai imporre uno schema rigido. L’improvvisazione è
metafora di dialogo, ascolto reciproco e tensione vitale, dove ogni elemento –
dal gesto strumentale alla parola cantata – contribuisce a un racconto
collettivo.
Oltre ai brani originali, l’album si apre a suggestioni di
Jan Garbarek e Keith Jarrett, introducendo atmosfere più rarefatte e melodie
che si distendono, in cui lo spazio sonoro invita l’ascoltatore a seguire con
attenzione ogni dettaglio e ogni respiro della musica.
L’apertura di Kosmos & Chaos con My Favorite
Wings è subito un invito a immergersi in un paesaggio sonoro sospeso.
Il clarinetto di Gabriele Mirabassi disegna arcate melodiche leggere ma
precise, mentre la voce di Badrya Razem si intreccia agli strumenti con
naturale continuità: non è ornamento, ma parte integrante della costruzione
musicale, in un dialogo dove armonia e registro modulano lo spazio con
attenzione quasi architettonica.
Breathing porta l’ascoltatore in uno spazio più naturale: la voce si
muove con il ritmo fluido, mentre le armonie cambiano lentamente. La musica
mantiene un equilibrio tra tensione e rilassamento, lasciando che ogni nota
scorra con delicatezza.
In Fado emergono delicati richiami
mediterranei, senza mai trasformarsi in citazioni dirette: le note fluttuano
tra pause sospese e progressioni sfumate, evocando nostalgia e ricordi, mentre
voce e strumenti si avvicinano gradualmente, mantenendo una tensione sottile e
mai completamente risolta.
Con Antonio e il mare la musica si muove come
un viaggio: armonie fluttuanti e modulazioni leggere aprono lo spazio, mentre
voce e clarinetto dialogano tra loro, creando un intreccio dinamico che dà vita
a un paesaggio sonoro ricco e coinvolgente.
La title track Kosmos & Chaos conduce
l’ascoltatore in un mondo tra ordine e disordine: gli strumenti si intrecciano
liberamente e la voce si muove libera, facendo emergere piccole tensioni e
incontri inattesi tra i suoni.
Il suono dell’universo si muove su toni più leggeri: voce e
clarinetto si intrecciano delicatamente, creando profondità e armonie che
cambiano continuamente, mantenendo l’ascolto sempre vivo e sospeso.
Con Blue Sky la musica si apre e gli accordi
ampi creano spazio, mentre la melodia risulta chiara e cantabile, ben integrata
con l’armonia. Ghost invece lavora con suoni che vanno e vengono,
invitando a percepire gli spazi tra le note e il confine tra suono e silenzio.
Con Niño, l’ascoltatore viene trasportato in un
paesaggio sonoro intimo e sospeso, dove il basso di Balducci disegna movimenti
profondi e la voce della Razem si muove con naturalezza tra carezze e tensioni
delicate. Gli strumenti – vibrafono, chitarre e batteria – dialogano con
attenzione, creando spazi pieni di respiro e momenti di sottile sorpresa.
Light and Dark esplora invece atmosfere più cupe: le armonie si
muovono liberamente, gli intervalli scelti creano un leggero senso di
disorientamento, mentre la voce rimane trattenuta e quasi interiore, e gli
strumenti costruiscono tensione e sottile attrito.
Per chiudere, Prayer crea un’atmosfera calma e
meditativa: il brano procede lentamente, con solo il basso e la voce. La voce
ripete le stesse linee con piccole variazioni, e insieme al basso dà la
sensazione di un momento raccolto e intenso, senza mai risultare esagerato …
emozione pura.
Pierluigi Balducci e Badrya Razem
In questi undici episodi, Kosmos & Chaos
costruisce un racconto fatto di respiri, silenzi e frammenti sonori, dove ogni
gesto musicale partecipa a un dialogo vivo tra ordine e disordine, tra voce e
strumenti, in un flusso sempre in movimento.
Alla fine, il disco lascia la sensazione di essere entrati in
un universo pulsante, dove ogni nota e ogni pausa sembrano respirare insieme,
raccontando qualcosa di unico e irripetibile. È un viaggio tra poli opposti che
si attraggono, dove la musica non si limita a suonare, ma pulsa, respira, vive.
L’ascolto diventa esperienza condivisa, invito a perdersi nelle atmosfere
sospese, a scoprire i dettagli nascosti, a seguire i dialoghi silenziosi che si
intrecciano tra gli strumenti.
Quando l’album si chiude, rimane la percezione di aver
attraversato qualcosa di profondo: un luogo sonoro in cui Kosmos e Chaos non
sono più concetti astratti, ma sensazioni, emozioni, memorie che continuano a
vibrare dentro chi ascolta, lasciando dietro di sé un’eco che non si spegne
mai.
Kosmos & Chaos by Pierluigi Balducci & Badrya Razem is an album that breathes, vibrates, and surprises, inviting the listener to lose themselves in unexpected sonic spaces. Pierluigi Balducci’s bass does more than support: it opens paths, shapes journeys, guides the narrative, and becomes a voice among voices, capable of molding atmospheres and suggesting invisible gestures. The Italian-Algerian singer Badrya Razem floats between ethereal suspensions and deep accents, weaving lyrics that are small fragments of poetry and intimate impressions, never over-explaining, leaving the listener free to complete the story with their own emotions.
The lyrics, written by Badrya Razem together with poet Rossella Piccarreta, weave a poetic thread that dialogues with the music without illustrating it, keeping alive the tension between word and sound. The support of the U.S. organization PathosTo Jazz – Music For Love, which selected the project among numerous European proposals, confirms the breadth and solidity of a carefully thought-out artistic vision.
The album unfolds across eleven episodes built around two distinct but complementary quintets, where the dialogue between instruments and voice creates different worlds that meet. Alongside the two creators, the presence of Gabriele Mirabassi on clarinet, Fabrizio Savino on electric guitar and Roberto Taufic on classical guitar, Vitantonio Gasparro on vibraphone, and Dario Congedo or Israel Varela on drums enriches every sonic page, establishing a delicate balance between order and disorder, Kosmos and Chaos.
The original compositions are deep and layered: flowing, singable themes intertwine with harmonies that draw from jazz as well as European and Mediterranean traditions, while the modulated rhythm shapes energy and anticipation without ever imposing a rigid pattern. Improvisation becomes a metaphor for dialogue, mutual listening, and vital tension, where every element – from instrumental gestures to sung words – contributes to a collective story.
Alongside the original tracks, the album opens to the influences of Jan Garbarek and Keith Jarrett, introducing more spacious atmospheres and melodies that unfold, where the sonic space invites the listener to follow every detail and every breath of the music attentively.
The opening track, My Favorite Wings, immediately invites immersion into a suspended soundscape. Gabriele Mirabassi’s clarinet traces light yet precise melodic arcs, while Badrya Razem’s voice weaves naturally with the instruments: not decoration, but an integral part of the musical construction, in a dialogue where harmony and register shape space with an almost architectural care.
Breathing brings the listener into a more natural space: the voice moves with fluid rhythm while harmonies shift slowly. The music balances tension and relaxation, letting each note flow gently.
In Fado evokes delicate Mediterranean hints, without ever turning into direct quotations: notes float between suspended pauses and subtle progressions, evoking nostalgia and memories, while voice and instruments gradually approach each other, maintaining a subtle, unresolved tension.
With Antonio e il mare, the music moves like a journey: floating harmonies and gentle modulations open up space, while voice and clarinet engage in a dialogue, creating a dynamic weave that brings to life a rich and engaging soundscape.
The title track, Kosmos & Chaos, leads the listener into a world between order and disorder: instruments intertwine freely, and the voice moves unrestricted, bringing out small tensions and unexpected encounters among the sounds.
The sound of the universe moves in lighter tones: voice and clarinet delicately intertwine, creating depth and harmonies that constantly shift, keeping the listening experience alive and suspended.
With Blue Sky, the music opens up, and broad chords create space, while the melody is clear and singable, well integrated with the harmony. Ghost works with sounds that come and go, inviting the listener to perceive the spaces between notes and the boundary between sound and silence.
With Niño, the listener is transported into an intimate, suspended soundscape, where Balducci’s bass traces deep movements and Razem’s voice moves naturally between caresses and subtle tensions. The instruments – vibraphone, guitars, and drums – converse attentively, creating spaces full of breath and moments of subtle surprise.
Light and Dark explores darker atmospheres: harmonies move freely, chosen intervals create a slight sense of disorientation, while the voice remains restrained and almost inward, and the instruments build tension and delicate friction.
To close, Prayer creates a calm, meditative atmosphere: the track moves slowly, with only bass and voice. The voice repeats the same lines with slight variations, and together with the bass gives a sense of a focused and intense moment, never exaggerated … pure emotion.
Across these eleven episodes, Kosmos & Chaos builds a story made of breaths, silences, and sonic fragments, where every musical gesture participates in a living dialogue between order and disorder, between voice and instruments, in an ever-moving flow.
In the end, the album leaves the impression of entering a pulsating universe, where every note and every pause seem to breathe together, telling something unique and unrepeatable. It is a journey between opposing poles that attract, where music does not merely play, but pulses, breathes, and lives. Listening becomes a shared experience, an invitation to lose oneself in suspended atmospheres, to discover hidden details, to follow the silent dialogues intertwined between instruments.
When the album closes, there remains the sense of having traversed something profound: a sonic place where Kosmos and Chaos are no longer abstract concepts, but sensations, emotions, and memories that continue to resonate within the listener, leaving behind an echo that never fades.