Redapolis Music Blog | Il blog di Luca Redapolis esplora la musica di ieri e di oggi con un focus su dischi recenti, usciti per etichette indipendenti o autoprodotti.
Tra poesia e jazz, un viaggio sonoro
che attraversa il tempo e lascia tracce
Ci sono dischi che nascono da un’urgenza, altri da un
incontro. Cantares di Mariapia Gobbi e del Gabriele Zanchini
Trio appartiene a entrambe le categorie. Pubblicato da Dodicilune, questo
lavoro è il frutto di un percorso iniziato nel 2019 in ambito teatrale e
maturato lentamente, come certe idee che hanno bisogno di silenzio prima di
trovare la propria forma.
Ruben Coppolella – Best Of (Vrec
Music Label, 2025)
Ai crocevia del tempo, tra canzoni
che restano
Best Of di Ruben Coppolella, nome d’arte di Pierfrancesco Coppolella, è
stato pubblicato il 12 Dicembre 2025 da Vrec Music Label, e segna una
tappa importante del suo percorso: venticinque anni di musica, di parole e di
incontri che hanno lasciato un segno. Non l’ho percepito come una semplice
raccolta, ma come un momento di consapevolezza, quasi uno sguardo allo
specchio.
Per Coppolella, cantautore veronese che ha sempre intrecciato
la scrittura musicale con la professione forense, questo disco non rappresenta
un riassunto della carriera, bensì un ritorno alle proprie radici artistiche,
uno sguardo indietro capace però di parlare con voce pienamente presente.
Dentro queste canzoni si avverte il tempo che è passato, le
esperienze accumulate, le storie attraversate. È come se Ruben Coppolella
avesse scelto di riaprire alcune stanze della sua memoria per condividerle di
nuovo, con la stessa intensità di allora ma con uno sguardo oggi più maturo.
Sedici tracce rimasterizzate ripercorrono gli album
pubblicati tra il 2008 e il 2018, arricchite da due novità. L’inedito Madonna
del crocevia, rimasto nascosto per un quarto di secolo, cattura in
musica l’atmosfera sospesa dei crocicchi italiani e dei loro capitelli votivi,
evocando con delicatezza la leggenda di Robert Johnson e quei momenti in cui il
destino sembra intrecciarsi con le scelte che compiamo. A questa si aggiunge la
nuova versione de Il rogo della vespa, una rilettura che
restituisce al brano uno spirito fresco e al tempo stesso fedele alla sua
essenza originale.
Il disco mette in luce le collaborazioni che hanno
accompagnato la carriera di Ruben: da Veronica Marchi, che duetta in Sotto
lo stesso cielo (Lettera da Kabul), a Michele Gazich al violinoin Dare e avere,
passando per Francesca “Petramante” Dragoni, Pippo Guarnera, Carlo
Poddighe, Luca Tacconi e Ceck Franceschetti. Ognuno di questi
ospiti contribuisce a dare un colore unico ai brani, mostrando come la musica
di Ruben sia sempre stata un dialogo, non solo con chi ascolta, ma anche con
chi la interpreta insieme a lui.
Tra le tracce che restano più impresse ci sono piccole storie
di vita, racconti sospesi tra ironia e sentimento. Disoccupato
dipinge la precarietà del lavoro con un sorriso amaro, come se ogni parola
fosse un passo leggero su un terreno difficile. Vinceremo! (un avvocato)
e Primo maggio (un sindacalista) invece ci portano nel cuore dei
mondi professionali e politici, senza mai giudicare, con la leggerezza di chi
sa osservare e raccontare.
E poi c’è lo spazio più intimo, quello delle emozioni che si
nascondono tra le pieghe della vita: Un grande amore e L’angolo
del letto, scritti insieme a Sandro Pedicini, brillano come
piccole gemme ritrovate, rivelando oggi tutta la loro delicatezza e la forza
dei sentimenti che attraversano il tempo. Ascoltarle è come entrare in stanze
private, illuminate da una luce calda, in cui le parole di Coppolella diventano
compagne silenziose di chi ascolta.
Ruben Coppolella non dimentica nemmeno le influenze esterne: la cover di
Spezzacuoridi Massimo Bubola, inclusa nel disco-omaggio
del 2014, si inserisce naturalmente tra i suoi pezzi originali, dimostrando
come la sua voce sappia reinterpretare senza copiare. E poi ci sono pezzi come Les
jeux sont faits(Morte di un giocatore) e Mi
parlano di te (Morte di un pigmalione), dove la narrazione diventa
poetica e sospesa, quasi cinematografica, invitando l’ascoltatore a perdersi
nei dettagli dei timbri e delle parole.
Ruben Coppolella
Best Of non è quindi solo una raccolta: è un piccolo universo di esperienze e
suggestioni, un’occasione per ascoltare un cantautore che ha saputo coniugare
vita professionale e musica, senza perdere coerenza, ironia o attenzione per le
storie che incontra lungo la strada. Ogni brano, ogni parola, porta con sé
frammenti di vita vissuta, incontri che hanno lasciato un segno e momenti di
riflessione che diventano universali.
Per chi lo segue da sempre, è un modo per ritrovare vecchi
compagni di viaggio, riascoltare emozioni familiari e riscoprire dettagli che
forse erano sfuggiti al primo ascolto. Per chi lo scopre ora, è un invito a
entrare in una discografia viva, fatta di incontri, suggestioni e racconti che
restano addosso, che parlano di scelte, di destini incrociati e di quella
tensione sottile tra il quotidiano e ciò che ci fa sentire davvero vivi.
Ascoltarlo significa lasciarsi attraversare dalla sua musica, sentire il respiro
delle storie che porta con sé e ritrovare, in ciascun verso, un frammento di
noi stessi.
English version
Ruben Coppolella – Best Of (Vrec
Music Label, 2025)
At the Crossroads of Time, Among Songs That Remain
Best Of by Ruben Coppolella, the stage name of Pierfrancesco Coppolella, was released on December 12, 2025, by Vrec Music Label, marking an important milestone in his journey: twenty-five years of music, words, and encounters that have left a lasting mark. I didn’t see it as just a greatest hits collection, but as a moment of awareness, almost like looking into a mirror.
For Coppolella, a singer-songwriter from Verona who has always combined his musical writing with a career in law, this album is not a summary of his career, but a return to his artistic roots, a look back that still speaks with a fully present voice.
In these songs, you can feel the passage of time, the experiences accumulated, the stories lived. It’s as if Ruben Coppolella chose to reopen some rooms of his memory to share them again, with the same intensity as before, but with a gaze that is now more mature.
Sixteen remastered tracks revisit albums released between 2008 and 2018, enriched by two new pieces. The previously unreleased Madonna del crocevia, hidden away for a quarter of a century, captures in music the suspended atmosphere of Italian crossroads and their votive shrines, gently evoking the legend of Robert Johnson and those moments when destiny seems to intertwine with the choices we make. Alongside it is a new version of Il rogo della vespa, a reinterpretation that gives the song a fresh spirit while remaining faithful to its original essence.
The album highlights the collaborations that have accompanied Ruben’s career: from Veronica Marchi, who duets on Sotto lo stesso cielo (Lettera da Kabul), to Michele Gazich on violin in Dare e avere, and including Francesca “Petramante” Dragoni, Pippo Guarnera, Carlo Poddighe, Luca Tacconi, and Ceck Franceschetti. Each guest adds a unique color to the tracks, showing how Ruben’s music has always been a dialogue—not only with those who listen, but also with those performing alongside him.
Among the most striking tracks are small stories of life, suspended between irony and feeling. Disoccupato portrays work insecurity with a bitter smile, as if every word were a light step on difficult ground. Vinceremo! (un avvocato) and Primo maggio (un sindacalista) take us into the heart of professional and political worlds, without judgment, with the lightness of someone who observes and tells stories.
Then there is the more intimate space, where emotions hide in the folds of life: Un grande amore and L’angolo del letto, written with Sandro Pedicini, shine like rediscovered gems, revealing today all their delicacy and the enduring strength of feelings that transcend time. Listening to them is like entering private rooms, lit by a warm light, where Coppolella’s words become silent companions to the listener.
Ruben Coppolella also honors his external influences: the cover of Massimo Bubola’s Spezzacuori, included in the 2014 tribute album, fits naturally among his original pieces, showing how his voice can reinterpret without copying. Then there are songs like Les jeux sont faits (Morte di un giocatore) and Mi parlano di te (Morte di un pigmalione), where the narrative becomes poetic and suspended, almost cinematic, inviting the listener to lose themselves in the details of timbres and words.
Best Of is therefore more than just a collection: it is a small universe of experiences and impressions, an opportunity to hear a singer-songwriter who has been able to combine professional life with music, without losing coherence, irony, or attention to the stories encountered along the way. Every track, every word, carries fragments of lived life, encounters that left a mark, and moments of reflection that become universal.
For longtime listeners, it is a way to reconnect with old traveling companions, to relive familiar emotions, and to rediscover details that might have been missed the first time. For those discovering him now, it is an invitation to enter a living discography, full of encounters, impressions, and stories that linger—speaking of choices, intersecting destinies, and that subtle tension between everyday life and what truly makes us feel alive. Listening to it means letting his music pass through you, feeling the breath of the stories he carries, and finding, in each verse, a fragment of ourselves.