Roz Vitalis - Quia Nesciunt Quid Faciunt (Lizard Records, 2023)
Ecco una bella novità da casa Lizard Records che farà felici tutti gli amanti del rock progressivo.
Roz Vitalis - Quia Nesciunt Quid Faciunt (Lizard Records, 2023)
Ecco una bella novità da casa Lizard Records che farà felici tutti gli amanti del rock progressivo.
Gong - Gazeuse! (Virgin, 1976)
I Gong lasciano il loro pianeta (Planet Gong) e fanno ritorno sulla terra.
Delle teiere volanti (Flying Teapot) stanno lasciando lo spazio per ritornare sulla terra.
A bordo quello che rimane di un gruppo di “omini verdi” (Pot Head Pixies) che hanno popolato quello strano pianeta (Planet Gong) con suoni psichedelici, Zappiani e di Space rock quasi teutonico.
Gong - Flying Teapot
Ventisettesimo appuntamento con 50 dischi del prog dopo 50 anni dall’uscita.
All’interno dell’articolo ogni volta ci sarà il link per la playlist Youtube creata con l’album all’interno del canale dell’associazione culturale Trasimeno Prog (iscrivetevi se potete, grazie), corredato da una descrizione per il lavoro in oggetto e dalla tracklist del disco.
“Flying Teapot”, pubblicato il 25 maggio del 1973, è il terzo album degli inglesi Gong.
Di Alfredo Buonumori - Vivo Umbria
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“Seven”, pubblicato il 27 ottobre del 1973, è il settimo lavoro degli inglesi Soft Machine.
Di Alfredo Buonumori - Vivo Umbria
Camel - S/T (MCA records, 1973)
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“Camel” è l’eponimo album d’esordio della formazione inglese, pubblicato nel febbraio del 1973.
Il gruppo si era formato negli anni sessanta come "The Phantom Four", divenuta poi “Strange Brew”, “Brew” ed infine “Camel” e suonerà come opener dei Wishbone Ash nel dicembre del 1971.
Il disco arriva nel momento in cui il progressive rock aveva espresso forse buona parte del suo potenziale ma mostra una band molto interessante con una proposta elegante dall’invidiabile tecnica individuale.
Il primo brano è “Slow yourself down”, ottima partenza con sonorità coinvolgenti; più tranquilla è la successiva “Mystic queen”, quasi interamente strumentale con ottimi intrecci di chitarra e tastiere.
Con “Six ate” si gioca su cambi di tempo ed aperture di derivazione jazzistica; un altro ottimo brano.
Il primo lato si conclude con “Separation”, con più spazio al canto ed un bell’assolo di chitarra.
“Never let go” apre la seconda facciata ed è la traccia che caratterizza l’intero lavoro; chitarra acustica e basso nella parte iniziale, quindi intrecci con le tastiere, la voce di Peter Bardens ed un ottima sezione ritmica formano un quadro che rasenza la perfezione.
Con “Curiosity” ci si avvicina alla fine del disco; sempre i cambi di ritmo ad imperversare mentre protagonisti sono il pianoforte, le tastiere e la chiatarra nel finale.
Chiude lo strumentale “Arubaluba”, brano che diverrà un caposaldo dei concerti della band; tra suoni sinfonici e ritmica possente davvero le idee non mancano.
Un debutto importante per una delle formazioni perno della proposta progressive della Terra d’Albione; assolutamente da riscoprire.
La tracklist dell’album: Lato A: Slow yourseldf down; Mystic queen; Six ate; Separation / Lato B: Never let go; Curiosity; Arubaluba
La formazione che suona nell’album comprendeva: Andy Latimer, chitarra + voce solista nei brani: Slow yourself down e Separation; Peter Bardens, organo, mellotron, pianoforte, sintetizzatore (Vcs3) + voce solista nel brano: Never let go; Doug Ferguson, basso + voce solista nei brani: Mystic queen e Curiosity; Andy Ward, batteria e percussioni / Ospite: Eddie, congas nel brano: Slow yourself down.
Di Alfredo Buonumori di Vivo Umbria
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“For girls who grow plump in the night”, pubblicato il 5 ottobre del 1973, è il quinto album degli inglesi Caravan.
Il disco combina jazz, rock progressivo ed influenze folk, creando un suono unico e distintivo che ha ispirato molti altri artisti del genere.
Si inizia con "Memory lain, Hugh”, seguita da “Headloss”, con un ritmo frenetico di batteria e basso, seguito da una sezione di fiati incalzanti e tastiere jazzate; la breve "Hoedown" ha una struttura ritmica veloce ed un uso creativo delle tastiere.
Mood malinconico per la successiva "Surprise, surprise", con la voce del cantante Pye Hastings in evidenza ed una delicata sezione d’archi.
Il primo lato si chiude con “C'thlu thlu”, la cui sezione strumentale centrale si sviluppa in modo lento e delicato, prima di esplodere in un finale trionfante.
Nella seconda facciata "The dog, the dog, he's at it again” si apre con un'atmosfera misteriosa e suggestiva, per poi esplodere in un crescendo di archi e tastiere.
Seguono due medley, “Be all right / Chance of a lifetime" e "L'Auberge du sanglier / A hunting we shall Gg / Pengola / Backwards / A hunting we shall go (reprise)”.
Più rockeggiante la prima, almeno nella fase d’apertura mentre nella parte centrale è presente un bell’assolo alla viola.
Un’introduzione acustica caratterizza invece il brano finale ma è di di breve durata perché grazie ai numerosi cambi di ritmo diviene il brano più interessante tra tastiere, archi e chitarra elettrica.
Un buon album della scuola di Canterbury anche se non al
livello delle precedenti prove del gruppo.
La tracklist dell’album: Lato A:
Memory Lain, hugh; Headloss; Hoedown; Surprise, surprise; C'thlu Thlu / Lato B:
The dog, the dog, he's at it again; Be all right / Chance of a lifetime;
L'auberge du sanglier / A hunting we shall go / Pengola / Backwards / A hunting
shall we go (reprise).
La formazione che suona nell’album comprendeva: Pye Hastings, voce e chitarra; Dave Sinclair, tastiere; Geoffrey Richardson, viola e violino; John Perry, basso, percussioni e voce; Richard Coughlan, batteria e percussioni / Musicisti aggiunti: Jimmy Hastings, direzione musicale strumenti a fiato, arrangiamenti strumenti a fiato; Harry Klein, sax baritono e clarinetto; Tommy Whittle e Tony Coe, clarinetto, sax tenore; Barry Robinson, flauto; Pete King, flauto e sax alto; Rupert Hine, tastiere e congas; Henry Lowther, tromba, Chris Pyne, trombone; Frank Ricotti, congas; Jill Pryor, voce; Paul Buckmaster, violoncello elettrico; John Bell, arrangiamenti orchestra; Martyn Ford, arrangiamenti e conduttore orchestra.
Ascolta Caravan – For girls who grow plump inthe night