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sabato 14 marzo 2026

Hunka Munka – Demoni e Dei (2026): prog italiano tra luce e ombra | Redapolis Music

Hunka Munka – Demoni E Dei

Hunka Munka – Demoni E Dei (M.P. & Records, 2026) 

Tra memoria, energia e visioni del prog italiano

A cinque anni da Foreste Interstellari, torna Hunka Munka con Demoni e Dei, un album che apre le porte a un universo sonoro in cui luce e buio, bene e male, si intrecciano continuamente. Hunka Munka, progetto storico di Roberto Carlotto, oggi si presenta definitivamente come band stabile grazie alla presenza costante e determinante di Joey Mauro, tastierista, direttore d’orchestra e arrangiatore che conferisce potenza e visione orchestrale al suono. Completano l’ensemble Marcantonio Quinto alla batteria e percussioni, Gianluca Quinto alle chitarre, Andrea Arcangeli al basso, Barbara Rubin con viola, violino e voce, e Tony Minerba ai cori; l’assolo di chitarra di Andrea Rinaldi in Cavalli Alati aggiunge un ulteriore elemento di brillantezza. 

venerdì 25 novembre 2022

50prog72_12 – Hunka Munka / Dedicato a Giovanna G.

l'immagine della copertina mostra un water dal quale escono delle rose.
 Di Alfredo Buonumori - Vivo umbria

50prog72_12 -  Hunka Munka / Dedicato a Giovanna G.
 

Dodicesimo appuntamento con 50 dischi del prog dopo 50 anni dall’uscita.

All’interno dell’articolo il link per la playlist Youtube creata con l’album sul canale dell’associazione culturale Trasimeno Prog (non dimenticate di visitare il canale in ogni caso e di iscrivervi, se potete).

“Dedicato a Giovanna G.”, pubblicato nel 1972, è il primo album degli Hunka Munka.

Sotto questo strano nome si cela il tastierista Roberto Carlotto, all’epoca un perfetto sconosciuto, almeno finché non è stato – tra il 1974 ed il 1977 – un membro dei Dik Dik.

Il musicista si era fatto valere in Inghilterra dove era riuscito ad aprire concerti per Rod Stewart ed i Colosseum; nel nostro paese, una volta rientrato, ha fatto parte dei Big 66 e i Cuccioli e per un breve periodo dell'Anonima Sound di Ivan Graziani.

Quindi ha pubblicato per l’etichetta Ricordi il suo primo 45 giri "Fino a non poterne più" nel 1970 e

nel 1972 l’album “Dedicato a Giovanna G.”, con lo pseudonimo Hunka Munka; il disco si distingue già dalla copertina dove è raffigurato un water.

Carlotto incrocia nuovamente Ivan Graziani ed è presente anche Nunzio "Cucciolo" Fava degli Osage Tribe.

Capisaldi del lavoro sono la voce particolare ed espressiva dell’artista e la sua perizia tecnica come tastierista, anche se decisamente magniloquente.

Dal disco viene estratto il 45 giri "Io canterò per te/Cattedrali di bambù", che sono tra gli episodi migliori; per quanto riguarda gli altri brani riascoltando il lavoro traspare questo carattere melodico della voce che ricorda a tratti lo scomparso Demis Roussos degli Aphrodite’s Child, che tanto successo riscosse in Italia, e sinceramente non trovo altro da segnalare.

Un buon album melodico, ma il termine prog è forse un po' forzato se escludiamo l’impiego dello strumento principale, le tastiere, ed il buon uso che ne fa Carlotto.

La formazione che suona nell’album comprendeva: Hunka Munka / Roberto Carlotto, voce e tastiere; Ivan Graziani, basso, chitarra e cori; Nunzio “Cucciolo” Fava, batteria.

Buon Ascolto !

 

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