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giovedì 24 settembre 2026

Prison Songbook – 5049 (2026) – Voci dal Blues Carcerario

Prison Songbook – 5049

Prison Songbook – 5049 (Autoproduzione, 2026)

Il blues carcerario tra storie e voci

Un altro bel disco di blues arriva sulle pagine di Redapolis. Dopo essermi occupato dell’ottimo Fango dei Delta Mud (leggi qui), torno a parlare di Marco Vignazia, questa volta insieme a Sara Piolanti, per raccontare un progetto che affronta il blues da una prospettiva particolare: quella del blues carcerario, delle sue storie e delle persone che le hanno vissute.

sabato 15 agosto 2026

Delta Mud – Fango (2026): quando il blues racconta la vita | Redapolis Music

Delta Mud – Fango

Delta Mud – Fango (Barly Records, 2026)

Il blues delle radici incontra storie di terra, lavoro e memoria

Ci sono dischi che ascolti e capisci subito che dietro la musica c’è qualcosa di più. Fango dei Delta Mud è uno di questi. È un disco che nasce da un’esperienza vissuta sulla propria pelle e che trova nel blues il modo più naturale per trasformarla in racconto.

lunedì 3 agosto 2026

GTO – Boomer (Music Force, 2026): energia folk-rock e ricordi in movimento | Redapolis Music

GTO – Boomer

GTO – Boomer (Music Force, 2026)

Un viaggio tra rock, folk e memoria generazionale

Pubblicato da Music Force, Boomer rappresenta il nuovo capitolo della lunga storia dei GTO, formazione umbra nata nel 1993 che, in oltre trent'anni di attività, ha costruito un'identità musicale personale, sospesa tra rock, folk, ska, reggae e canzone d'autore. Il disco arriva dopo un percorso ricco di esperienze che ha visto la band pubblicare The Best Of (2000), GTOClub (2002), GTOSpecial (2007), Mondial (2010), Little Italy (2013), Super (2018) e la raccolta celebrativa GO GTO GO (1993-2023), realizzata per festeggiare i trent'anni di carriera. Un cammino fatto di centinaia di concerti in Italia e all'estero, sempre all'insegna di una musica genuina, profondamente legata al palco e al contatto diretto con il pubblico.

giovedì 19 febbraio 2026

MamaBaba – Blues Hotel: vite sospese tra blues, soul e cantautorato italiano | Redapolis Music

MamaBaba - Blues Hotel

MamaBaba - Blues Hotel (Lotus Music Production, 2026)

Un viaggio tra blues, soul e cantautorato italiano, tra vite sospese che si incontrano

Ci sono dischi che si limitano a farsi ascoltare e altri che chiedono di essere attraversati, quasi abitati. Blues Hotel di Barbara Linzarini in arte MamaBaba appartiene a questa seconda dimensione: un luogo simbolico in cui si entra in punta di piedi, percorrendo corridoi e stanze dove le vite si sfiorano, si osservano, si sfidano e si consumano senza mai davvero fermarsi. È un albergo-mondo, uno spazio di passaggio che diventa metafora dell’esistenza, dove ogni incontro lascia un’ombra, un’eco, un frammento di verità.

martedì 17 febbraio 2026

Mario Donatone & Bluesman Latino – Futura Umanità: note tra terre e culture | Redapolis Music

Mario Donatone & Bluesman Latino – Futura Umanità

Mario Donatone & Bluesman Latino – Futura Umanità (Groove Master Editions, 2026)

Un canto corale tra blues, ritmi latini e visioni mediterranee

Futura Umanità di Mario Donatone & Bluesman Latino, uscito il 16 Gennaio per Groove Master Editions è un disco che nasce dal viaggio ma diventa subito incontro. Un lavoro che intreccia blues, ritmi afro-latini e melodie mediterranee, lasciando che siano quattro voci soliste, due maschili e due femminili, a guidare l’ascolto con un’empatia palpabile, quasi fisica. Le voci non si limitano a cantare: si cercano, si sostengono, si intrecciano agli strumenti, dando forma a un blues latino e mediterraneo dal respiro corale e profondamente identitario.

venerdì 30 gennaio 2026

202 di Roberto Formignani: Un viaggio tra blues, memoria ed emozioni | Redapolis Music

Roberto Formignani – 202

Roberto Formignani – 202 (AMF, 2026)

Blues, ricordi e emozioni in un viaggio musicale

202 di Roberto Formignani nasce dall’incontro tra ricordo e presente, tra una memoria personale che affiora e la storia più ampia del blues. L’ascolto restituisce la sensazione di un viaggio condiviso con l’artista, fatto di intuizioni catturate al momento giusto, riff istintivi e melodie in sospensione, che trovano forma quando la chitarra incontra il silenzio dello studio. Ogni brano si apre come un racconto a sé, tra echi di epoche mai vissute, strade percorse in solitudine, emozioni trattenute e riflessioni sull’identità e sul senso di appartenenza.

lunedì 12 gennaio 2026

Nick The Freak racconta la città tra rock, funk e blues | Redapolis Music

Nick The Freak - Il Rumore della Città Volume 1

Nick The Freak - Il Rumore della Città Volume 1 (Trulletto Records, 2025)

Tra le strade di Bari, la città raccontata con rock, funk e blues

Il rumore della città non resta mai sullo sfondo: entra nelle giornate, si infila nei pensieri, diventa compagnia e ostacolo allo stesso tempo. Uscito per Trulletto Records, Il Rumore della Città – Vol. 1 nasce dalla visione di Nicola Quarto, in arte Nick The Freak, cantautore e musicista pugliese che qui firma testi e musiche e si muove tra voce, chitarre, basso, synth e percussioni come dentro un racconto personale. Ad aiutarlo ci sono Nicola De Liso alla batteria, Valeria Quarto ai cori e Paolo Palmieri al synth.

mercoledì 5 novembre 2025

Matt Pascale & The Stomps – Home: un viaggio tra groove, passione e autenticità | Redapolis Music Blog

Matt Pascale & The Stomps – Home

Matt Pascale & The Stomps – Home (Dixiefrog Records, 2025)

Note che scorrono sulle strade della vita

Stomps riesce in entrambe le cose: è un disco che sa di esperienza e di istinto, di studio e di libertà. Registrato a Los Angeles negli studi di Fabrizio Grossi, Home segna il passo di una band che guarda oltre i confini del blues, intrecciandolo con pop, rock, funk e soul, in un equilibrio che restituisce un suono moderno, curato e sorprendentemente sincero.

mercoledì 22 ottobre 2025

Mora & Bronski – Underdogs Vol. 1: dieci canzoni che tornano a vivere | Redapolis Music Blog

Mora & Bronski - Underdogs Vol. 1

Mora & Bronski - Underdogs Vol. 1 (Autoproduzione, 2025)

Un viaggio sonoro dove il passato incontra il presente, e ogni nota racconta un’emozione ritrovata

Ci sono dischi che non nascono per stupire, ma per ritrovare una voce. Underdogs, Vol. 1 è uno di questi: un ritorno silenzioso e insieme potente, con cui Mora & Bronski riprendono il filo della loro storia dopo Naif (2014), 2 (2016) e 50/50 (2018), tre tappe che avevano già mostrato la loro voglia di spogliarsi, di cercare autenticità. Qui rimettono le mani nella terra della musica e tornano a sentirne l’odore: il legno, le corde, le storie che non invecchiano mai.

mercoledì 23 luglio 2025

Bonny Jack - Somewhere, Nowhere | Un viaggio acustico nei deserti dell’anima | Redapolis Music Blog

Immagine della copertina del disco.
 

Bonny Jack - Somewhere, Nowhere (Autoprodotto, 2025)

Un viaggio acustico nei deserti dell’anima

Ci sono dischi che non cercano di impressionarti: ti parlano a bassa voce, ti avvolgono e poi, senza accorgertene, ti portano altrove. Somewhere, Nowhere, il nuovo lavoro di Bonny Jack, ha la forza silenziosa di un tramonto nel deserto. L’ho ascoltato in una mattina d’estate, con il sole già alto e l’aria ferma, e mi sono ritrovato in un altro tempo, in un altro spazio: quello delle strade polverose, delle frontiere invisibili e delle anime erranti.

Bonny Jack, al secolo Matteo Senese, è un poliedrico one man band capace di muoversi con disinvoltura tra blues, folk e country, mescolandoli in un linguaggio tutto suo che guarda alla tradizione americana senza risultare mai derivativo. Dopo Bone River Blues (2020) e Night Lore Blues (2021), arriva al terzo album con Somewhere, Nowhere, pubblicato il 27 giugno: undici tracce originali che confermano la maturità artistica e la capacità di evocare paesaggi sonori pieni di ombre e luce.

Bonny Jack è avvezzo a calcare i palchi – non solo in Italia, ma anche in molte nazioni europee e in Sud America – esibendosi spesso da solo, ma per questo nuovo lavoro ha arricchito la sua scrittura con interventi preziosi di altri musicisti: Guido Jandelli (armonica, chitarra elettrica, slide), Andrea Vettor (percussioni), Angelica Foshi (fisarmonica), Ren Vas Terul (armonica), Tyler R. (tromba), Alia (voce) e Brian D. (violino). Ne risulta un sound più stratificato, che resta però fedele all’essenzialità e all’intensità della sua cifra stilistica.

Fin dal primo ascolto, con Uncle Jack, chiudendo gli occhi, ci si ritrova immersi nelle atmosfere polverose di un western: il banjo scandisce il ritmo, la voce graffia come polvere secca e ti trascina in una storia di radici e memoria. La stessa sensazione ritorna nei brani successivi, dove la scrittura si fa evocativa e ipnotica, come se ogni canzone fosse la scena di un film immaginario.

Le undici tracce scorrono come capitoli di un diario on the road. Carnival Valley ammalia con la sua energia scura e ipnotica; DamaJuana introduce sapori sudamericani, mentre Tell Me si mostra come una ballata intima, con la voce di Bonny Jack che si fa confessione. Me & My Allies ha l’andatura lenta e polverosa di una marcia sotto il sole cocente, mentre Mexican Standoff alza la tensione come un duello sonoro da western crepuscolare.

C’è spazio per l’incanto in Mother Moon, dove la fisarmonica di Angelica Foshi accarezza la notte, e per atmosfere sospese in The Glacier, un brano dal respiro gelido e contemplativo. Wake Up porta un’energia più diretta e istintiva, e Devil’s Saddle rallenta in un passo svogliato e malinconico, con il banjo e il violino di Brian D. che disegnano un paesaggio sonoro dolente e fragile. Chiude Post Apocalypse Song, che ha il sapore di una resa dei conti: la voce si dissolve come vento tra le rocce, lasciando un’eco di solitudine.

E poi c’è il packaging: una piccola scatola di cartone chiusa da uno spago, che contiene – oltre al CD – gadget e un foglio pieghevole con l’immagine originale della copertina. Un dettaglio che racconta la cura artigianale e la poetica analogica di Bonny Jack.

Somewhere, Nowhere non ha bisogno di etichette. È un disco che ti prende per mano e ti porta lontano, tra cieli infiniti e strade battute dal vento. Non importa se lo chiamerete blues, folk o country: queste canzoni sono storie sussurrate all’orecchio, cariche di polvere e di verità.

C’è una bellezza ruvida in questo lavoro, una forza silenziosa che ti resta dentro anche quando la musica si spegne. Non è solo un album da ascoltare: è un luogo in cui tornare ogni volta che avete bisogno di perdervi per ritrovarvi.

Bonny Jack (Matteo Senese)

Track list:
Uncle Jack
Carnival Valley
DamaJuana
Tell Me
Me & My Allies
Mexican Standoff
Mother Moon
The Glacier
Wake Up
Devil’s Saddle
Post Apocalypse Song

Bonny Jack – voce, chitarra acustica, banjo, armonica
Guido Jandelli – armonica, chitarre elettriche e slide
Andrea Vettor – percussioni
Ren Vas Terul – armonica
Angelica Foshi – fisarmonica
Tyler R. – tromba
Alia – voce
Brian D. – violino

Registrato e autoprodotto da Bonny Jack


 English version

 Bonny Jack - Somewhere, Nowhere (Autoprodotto, 2025) 

An acoustic journey through the deserts of the soul

There are albums that don’t try to impress you: they speak in a low voice, they wrap around you and, before you know it, take you elsewhere. Somewhere, Nowhere, the new work by Bonny Jack, has the silent strength of a desert sunset. I listened to it on a summer morning, with the sun already high and the air perfectly still, and suddenly I found myself in another time, another place: dusty roads, invisible borders, and wandering souls.

Bonny Jack, aka Matteo Senese, is a versatile one-man band who moves effortlessly between blues, folk and country, blending them into his own language that looks to American tradition without ever sounding derivative. After Bone River Blues (2020) and Night Lore Blues (2021), he arrives at his third album with Somewhere, Nowhere, released on June 27: eleven original tracks that confirm his artistic maturity and his ability to evoke soundscapes filled with shadows and light.

Bonny Jack is no stranger to the stage – not only in Italy, but across many European countries and in South America – often performing solo. But for this new work, he has enriched his writing with the valuable contributions of other musicians: Guido Jandelli (harmonica, electric guitar, slide guitar), Andrea Vettor (percussion), Angelica Foshi (accordion), Ren Vas Terul (harmonica), Tyler R. (trumpet), Alia (vocals), and Brian D. (violin). The result is a more layered sound that remains faithful to the essential, intense character of his style.

From the very first listen, Uncle Jack pulls you into dusty western-like atmospheres: the banjo keeps the pace, the voice scratches like dry dust and drags you into a story of roots and memory. That same feeling lingers in the following tracks, where the writing becomes evocative and hypnotic, as if each song were a scene from an imaginary film.

The eleven tracks unfold like chapters in a road diary. Carnival Valley entrances with its dark, hypnotic energy; DamaJuana brings subtle South American flavors, while Tell Me emerges as an intimate ballad, with Bonny Jack’s voice turning into a whispered confession. Me & My Allies has the slow, dusty gait of a march under a scorching sun, while Mexican Standoff raises the tension like a sonic duel in a twilight western.

There’s room for enchantment in Mother Moon, where Angelica Foshi’s accordion caresses the night, and for suspended atmospheres in The Glacier, a track with a frozen, contemplative breath. Wake Up delivers more direct, instinctive energy, and Devil’s Saddle slows down into a languid, melancholic pace, with banjo and Brian D.’s violin painting a sorrowful, fragile soundscape. The album closes with Post Apocalypse Song, which carries the flavor of a final reckoning: the voice dissolves like wind on the rocks, leaving behind an echo of solitude.

And then there’s the packaging: a small cardboard box tied with string, containing – besides the CD – some gadgets and a folded sheet with the original cover artwork. A detail that speaks to Bonny Jack’s artisanal care and analog poetry.

Somewhere, Nowhere doesn’t need labels. It’s an album that takes you by the hand and carries you far away, across endless skies and wind-beaten roads. Whether you call it blues, folk or country doesn’t really matter: these songs are whispered stories, full of dust and truth.

There’s a raw beauty in this work, a silent strength that stays with you even when the music fades. It’s not just an album to listen to: it’s a place to return to whenever you need to lose yourself in order to be found.

Track list:
Uncle Jack
Carnival Valley
DamaJuana
Tell Me
Me & My Allies
Mexican Standoff
Mother Moon
The Glacier
Wake Up
Devil’s Saddle
Post Apocalypse Song 

Credits
Bonny Jack – vocals, acoustic guitar, banjo, harmonica
Guido Jandelli – harmonica, electric guitars, slide guitar
Andrea Vettor – percussion
Ren Vas Terul – harmonica
Angelica Foshi – accordion
Tyler R. – trumpet
Alia – vocals
Brian D. – violin

Recorded and self-produced by Bonny Jack