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sabato 7 febbraio 2026

Aphonia dei Treetops: un jazz-rock vivo e in continua trasformazione | Redapolis Music

Treetops – Aphonia

Treetops – Aphonia (Ipe / Maladisco Music, 2026)

Tra sospiri e tensioni, un viaggio dove le emozioni prendono forma sonora 

Ascoltare Aphonia dei Treetops significa immergersi in un organismo vivo che respira insieme alla band. L’album prende forma attorno all’idea di afonia: la perdita della voce, l’incapacità di produrre suoni vocali, che può derivare da cause fisiche o da stress e traumi, riducendo la voce a un sussurro o annientandola del tutto. È proprio da questa assenza che nasce questo lavoro, trasformando il silenzio in materia musicale e aprendo uno spazio in cui ogni suono diventa racconto.

lunedì 6 maggio 2024

Simone Sessa Genetic - Space Echo | Redapolis Music Blog

Ritratto della band.
Foto: Gino Giovannelli

 Simone Sessa Genetic - Space Echo (Dodicilune, 2024)

Prosegue l'ottimo lavoro di divulgazione e produzione di musica di qualità da parte dell'etichetta pugliese Dodicilune con il secondo lavoro del chitarrista e compositore Simone Sessa, qui col suo progetto Genetic che vede Umberto Lepore al basso elettrico e contrabbasso e Marco Castaldo alla batteria, compagni di viaggio di lunga data presenti anche in veste di co-arrangiatori.

martedì 11 luglio 2023

Ventiseiesimo appuntamento con 50 dischi del prog dopo 50 anni dall’uscita - Abbiamo Tutti Un Blues Da Piangere del Perigeo

Copertina del disco
Di Alfredo Buonumori - Vivo Umbria

 Perigeo - Abbiamo Tutti Un Blues Da Piangere (1973)

All’interno dell’articolo ogni volta ci sarà il link per la playlist Youtube creata con l’album all’interno del canale dell’associazione culturale Trasimeno Prog (iscrivetevi se potete, grazie), corredato da una descrizione per il lavoro in oggetto e dalla tracklist del disco.

Abbiamo tutti un blues da piangere”, pubblicato il 31 maggio del 1973, è il secondo album del Perigeo.

lunedì 19 dicembre 2022

“Matching Mole”, pubblicato l’8 aprile del 1972, è l’album d’esordio degli inglesi Matching Mole.

Il disegno della copertina mostra due talpe cheb si guardano.

Di Alfredo Buonumori - Vivo Umbria

 

 Matching Mole - Matching Mole (1972)

Ventinovesimo appuntamento con 50 dischi del prog dopo 50 anni dall’uscita.

All’interno dell’articolo il link per la playlist Youtube creata con l’album sul canale dell’associazione culturale Trasimeno Prog (non dimenticate di visitare il canale in ogni caso e di iscrivervi, se potete).

Il gruppo, fondato da Robert Wyatt dopo la sua uscita dai Soft Machine, nel 1971 è una delle migliori espressioni della scena di Canterbury.

Non a caso il nome è un'omofonia dell'espressione francese Machine Molle (macchina molle), che è la traduzione letterale di Soft Machine.

L’album è composto da 8 brani e l’atmosfera che vi si respira è di una certa pacatezza; la triade dei brani che aprono il disco, “O Caroline”, “Instant Pussy” e “Signed curtain” è esemplificativa in tal senso.

Più movimentata è la lunga e strumentale “Part of the dance” tra prog e jazz-rock, nella migliore tradizione del genere canterburyano.

Molto interessante è l’uso della voce di Wyatt come se fosse uno strumento; da segnalare inoltre “Instant kitten” con un bel lavoro alle tastiere

Un disco che sarebbe un delitto non annoverare in una collezione del progressive rock che si rispetti.

La formazione che suona nell’album comprendeva: Robert Wyatt, voce, batteria, tastiere e pianoforte su “Signed Curtain"; Phil Miller, chitarra; Bill MacCormick, basso; David Sinclair, tastiere / Ospite: Dave MacRae, piano elettrico.

Buon Ascolto !

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