Visualizzazione post con etichetta Folk Rock. Mostra tutti i post
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mercoledì 2 settembre 2026

Also Eden – Holy Books and Credit Cards 1 & 2: Promises / Waves (2026) – Quando il progressive diventa racconto | Redapolis Music

Also Eden – Holy Books and Credit Cards 1: Promises

Also Eden – Holy Books and Credit Cards 1 & 2: Promises / Waves (EP 2026) 

Due onde di progressive rock 

Ci sono band che tornano dopo parecchi anni e sembrano voler recuperare il tempo perduto. Altre, invece, utilizzano quel tempo per ripensare il proprio modo di fare musica. Gli Also Eden appartengono, almeno per come li ascolto oggi, alla seconda categoria. Dopo una lunga pausa discografica, il 2026 segna il loro ritorno con un progetto particolare: Holy Books and Credit Cards, una trilogia di EP pensata come un unico percorso, nel quale osservazioni personali e sguardi più ampi sulla realtà diventano materia musicale. La band stessa descrive il progetto come una riflessione sul modo in cui la nostra percezione degli eventi, dal personale al globale, contribuisce a formarci.

venerdì 28 agosto 2026

Jordsjø – Pestkrønikene (2026): il progressive norvegese che sa ancora sorprendere | Redapolis Music

Jordsjø – Pestkrønikene
 

 Jordsjø – Pestkrønikene (Dying Victims Productions, 2026)

Un progressive dal cuore scandinavo

Durante il mio peregrinare estivo tra le uscite di questo periodo, mi sono imbattuto in un progetto che ha subito attirato la mia attenzione. I Jordsjø un duo che arriva dalla Norvegia e, fin dai primi lavori, che ho potuto ascoltare, hanno saputo costruire un linguaggio personale, dove progressive rock, folk scandinavo, psichedelia e hard rock si incontrano creando atmosfere sospese tra passato e presente. Una di quelle band che, dopo tanti anni di ascolti, riescono ancora a ricordarmi perché continuo a cercare nel progressive qualcosa capace di sorprendermi.

lunedì 3 agosto 2026

GTO – Boomer (Music Force, 2026): energia folk-rock e ricordi in movimento | Redapolis Music

GTO – Boomer

GTO – Boomer (Music Force, 2026)

Un viaggio tra rock, folk e memoria generazionale

Pubblicato da Music Force, Boomer rappresenta il nuovo capitolo della lunga storia dei GTO, formazione umbra nata nel 1993 che, in oltre trent'anni di attività, ha costruito un'identità musicale personale, sospesa tra rock, folk, ska, reggae e canzone d'autore. Il disco arriva dopo un percorso ricco di esperienze che ha visto la band pubblicare The Best Of (2000), GTOClub (2002), GTOSpecial (2007), Mondial (2010), Little Italy (2013), Super (2018) e la raccolta celebrativa GO GTO GO (1993-2023), realizzata per festeggiare i trent'anni di carriera. Un cammino fatto di centinaia di concerti in Italia e all'estero, sempre all'insegna di una musica genuina, profondamente legata al palco e al contatto diretto con il pubblico.

martedì 23 giugno 2026

Albert Eno – II (2026) tra folk rock e tensione emotiva | Redapolis Music

Albert Eno – II

Albert Eno – II (Filibusta Records / Romolo Dischi, 2026)

Un viaggio essenziale tra voce, silenzi e fragilità condivise

Ci sono dischi che nascono da un'urgenza espressiva immediata e altri che sembrano maturare lentamente, attraverso un processo di sottrazione e ricerca interiore. II, da Filibusta Records / Romolo Dischi , appartiene a questa seconda dimensione. Albert Eno sceglie infatti di ridurre il superfluo per avvicinarsi a una forma di racconto più essenziale, dove la relazione tra voce, strumenti e silenzio diventa il vero centro del disco.Non è un lavoro che cerca l'impatto istantaneo o la soluzione melodica più evidente. Al contrario, II costruisce un dialogo progressivo con l'ascoltatore, fatto di tensioni trattenute, spazi aperti e atmosfere sospese, nelle quali ogni brano sembra interrogare il rapporto tra vicinanza e distanza, presenza e assenza.

mercoledì 1 aprile 2026

Mandalamarra – Graffio Libero (2026) folk rock d’autore tra Irlanda e contaminazioni world | Redapolis Music

Mandalamarra – Graffio Libero

Mandalamarra – Graffio Libero (Radici Music Records, 2026)

Folk rock d’autore che cresce tra parole, radici e visione collettiva

C’è un senso di continuità ma anche di maggiore consapevolezza in Graffio Libero, secondo lavoro in studio dei Mandalamarra, uscito il 5 marzo per Radici Music Records. La band laziale, nata a Bolsena attorno al sodalizio tra il compositore Stefano “Billy” Belardi e il poeta e scrittore Domenico “Picas” Pesci, sembra qui trovare un equilibrio più definito tra urgenza espressiva e costruzione sonora, muovendosi dentro un folk rock d’autore che non resta mai fermo su coordinate prevedibili.

martedì 9 dicembre 2025

Dentro Black & White: il nuovo viaggio musicale di SirJoe Polito | Redapolis Music Blog

SirJoe Polito - Black & White

SirJoe Polito - Black & White (Gutenberg Music, 2025)

Un viaggio tra sogni, ricordi e atmosfere americane: la musica di SirJoe Polito che cresce dentro di noi

Ci sono dischi che parlano subito, e altri che crescono lentamente dentro di noi, accompagnandoci come vecchi amici. Black & White, nuovo lavoro di Sergio “SirJoe” Polito, appartiene alla seconda categoria. Quattro anni dopo My Friend Ry, una rilettura personale e inedita dell’universo creativo di Ry Cooder, SirJoe torna con un album ancora più personale, un diario musicale che parte dalla quotidianità per trasformarsi in riflessione sui sogni, le difficoltà e la bellezza della vita.

giovedì 7 agosto 2025

Turnpike Troubadours – The Price of Admission | Un ritorno senza clamore, ma con tutta la forza di chi ha imparato a stare in piedi anche quando fa male | Redapolis Music Blog

Immagine della copertina del disco.
 

Turnpike Troubadours – The Price of Admission (Bossier City Records, 2025)

Un ritorno senza clamore, ma con tutta la forza di chi ha imparato a stare in piedi anche quando fa male

Certe uscite arrivano senza preavviso, eppure sembrano qualcosa che aspettavamo da tempo. The Price of Admission, il settimo album dei Turnpike Troubadours, è proprio questo: musica che irrompe all’improvviso, come un vecchio amico che torna quando meno te lo aspetti, ma al momento giusto.

martedì 24 giugno 2025

Lavinia Blackwall – The Making | Redapolis Music Blog

Copertina del disco.
 

Lavinia Blackwall – The Making (The Barne Society, 2025)

Una luce che filtra tra le crepe: sogni, perdite e nuova forza creativa

Ci sono dischi che sembrano arrivare come fotografie a sviluppo lento: più li ascolti, più affiorano dettagli, stratificazioni emotive, frasi lasciate in sospeso che solo il tempo sa riempire. The Making, secondo album solista di Lavinia Blackwall, è uno di questi. Un lavoro nato nel silenzio delle attese e nell'urgenza della trasformazione, tra lutti personali e nuova consapevolezza artistica.

Cafuné - Tra Le Corde Dei Racconti | Redapolis Music Blog

Copertina del disco.
 

Cafuné - Tra Le Corde Dei Racconti (M.P. & Records / G.T. Music Distribution, 2025)

Storie sussurrate tra arpe, flauti e passi perduti nel tempo

Ci sono dischi che non chiedono di essere capiti, ma semplicemente vissuti. Che non si fanno spiegare, ma sognare. Tra Le Corde Dei Racconti dei Cafuné è uno di questi. 

martedì 2 maggio 2023

Sedicesimo appuntamento con 50 dischi del prog dopo 50 anni dall’uscita - Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto di Alan Sorrenti

Copertina disco
Di Alfredo Buonumori - Vivo Umbria

Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto  - Alan Sorrenti (1973)

All’interno dell’articolo ogni volta ci sarà il link per la playlist Youtube creata con l’album all’interno del canale dell’associazione culturale Trasimeno Prog (iscrivetevi se potete, grazie), corredato da una descrizione per il lavoro in oggetto e dalla tracklist del disco.

"Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto" è il secondo album di Alan Sorrenti, pubblicato nel 1973.

E’ passato soltanto un anno dall’esordio con “Aria”,  del 1972 ed il cantautore torna sulle scene con un lavoro altrettanto importante, come a voler proseguire il discorso iniziato poco tempo prima.

Sei tracce compongono il lavoro, cinque nel primo lato mentre il secondo è occupato interamente dalla suite che porta il titolo dell’opera.

Ed è proprio questa, con i suoi ventitré minuti abbondanti, che rappresenta il fulcro dell’album; nella prima parte la fa da padrone un’improvvisazione vocale a cui segue un’atmosfera sospesa tra sperimentazione e psichedelia.

Tra gli altri brani da ricordare “Serenesse”, “Angelo” (con le ottime percusioni di Tony Esposito), e l’acustica “A te che dormi”.

Nel lavoro sono presenti  David Jackson dei Van Der Graaf Generator, Francis Monkman dei Curved Air, ed il violinista americano Toni Marcus.

Un album che richiede un ascolto attento per le innovazioni musicali e l'arte sperimentale che chiude il periodo legato al rock progressive ed alla ricerca vocale dell’artista italo-gallese.

La tracklist dell’album: Lato A: Angelo; Serenesse; Una luce si accende; Oratore; A te che dormi / Lato B: Come un vecchio incensiere all’alba di un villaggio deserto

La formazione che suona nell’album comprendeva: Alan Sorrenti, voce, chitarra acustica, sintetizzatore (nel brano Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto); Tony Esposito, batteria e percussioni; Francis Monkman, sintetizzatore (nei brani Angelo e Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto), pianoforte, chitarra elettrica (nel brano Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto); Mario D'Amora, pianoforte (nei brani Angelo, Una luce si accende ed Oratore); Ron Mathienson, contrabbasso (nei brani Angelo, Serenesse ed Oratore); Tony Marcus, violino (nei brani Serenesse, Una luce si accende, Oratore e Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto), viola (nei brani Una luce si accende ed Oratore); Victor Bell, violoncello (nel brano Oratore); David Jackson, flauto (nei brani Serenesse ed Oratore).

Ascolta Alan Sorrenti – Come un vecchio incensiere all’alba di un villaggio deserto

venerdì 14 aprile 2023

Compie 50 anni uno dei capolavori del country rock. Desperado degli Eagles

Ritratto della band col produttore
 

Eagles - Desperado (Asylum,1973)

Desperado degli Eagles è un album iconico del 1973 che offre una miscela unica di country rock, folk rock. Il Disco, che prende il nome da una delle sue tracce, ha un tema coerente: la figura del bandito solitario che vagabonda per il West americano. Questo racconto di solitudine e disperazione permea tutte le canzoni dell'album, creando un'esperienza di ascolto commovente e coinvolgente.

UN PO DI STORIA:

Gli Eagles sono una band country pop rock americana formata nel 1971 a Los Angeles, in California, da Don Henley, Glenn Frey, Randy Meisner e Bernie Leadon. Originariamente, i quattro musicisti facevano parte di altre band, ma la loro collaborazione e la loro amicizia li ha spinti a combinare le loro diverse influenze musicali e formare una nuova band.

Il gruppo ha ottenuto il successo commerciale nel 1972 con il loro primo album, "Eagles", che ha raggiunto la seconda posizione della classifica Billboard 200 e ha ottenuto il disco di platino. Il loro secondo album, "Desperado" del 1973, si concentrava sui banditi del vecchio West e ha contribuito ad aumentare l'immagine distintiva e unica della band.

Nel 1974, Bernie Leadon lascia la band ed il suo posto è stato preso da Joe Walsh, ex membro dei James Gang. Con Walsh, la band ha incorporato un suono più duro al loro repertorio, dando vita al loro terzo album, "On the Border", che includeva i singoli di successo "Already Gone" e "Best of My Love".

Nel 1976, gli Eagles pubblicano l'album "Hotel California", il loro lavoro più famoso e acclamato. L'album ha raggiunto la prima posizione della classifica Billboard 200, ha venduto oltre 32 milioni di copie in tutto il mondo ed è stato insignito di due Grammy Awards. La title track dell'album, "Hotel California", è diventata uno dei più grandi successi degli Eagles e ha raggiunto la prima posizione della classifica Billboard Hot 100.

Dopo il successo di "Hotel California", gli Eagles hanno subito un altro cambiamento di formazione. Randy Meisner ha lasciato il gruppo nel 1977 e il suo posto è stato preso da Timothy B. Schmit già nella band dei Poco. Nel 1979, la band ha pubblicato "The Long Run", il loro ultimo album in studio per quasi 30 anni.

Nel 1980, gli Eagles si sono sciolti a causa di divergenze tra i membri della band, ma si sono riuniti nel 1994 per il tour "Hell Freezes Over". Il tour ha ottenuto un grande successo e ha portato alla realizzazione di un album live che ha vinto un Grammy Award.

Nel 2016, dopo la morte di Glenn Frey, gli Eagles hanno annunciato che avrebbero continuato a esibirsi con Vince Gill e Glenn Frey Jr. al posto di Frey. La band ha continuato a contribuire alla scena musicale americana, vendendo più di 150 milioni di dischi in tutto il mondo e ottenendo un posto nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1998.

IL DISCO:

Fin dall'inizio, l'album cattura l'ascoltatore con la sua traccia d'apertura, "Doolin-Dalton". La canzone narra la storia di quattro banditi noti come i Doolin-Dalton Gang, che si sono uniti insieme per compiere rapine. La canzone è la perfetta introduzione per l'album, con la sua melodia coinvolgente e il testo che mette in risalto la solitudine del bandito. Seguono altre tracce degni di nota, come "Twenty-One", che presenta una performance vocale solida di Don Henley, nonché la traccia omonima "Desperado", che è diventata uno dei classici del repertorio degli Eagles.

Le altre canzoni dell'album seguono il tema del bandito, ma si concentrano anche sulle relazioni personali, l'amore e la perdita. "Tequila Sunrise", ad esempio, parla di un uomo che cerca di tornare dalla sua ragazza, solo per scoprire che lei lo ha lasciato. "Outlaw Man" descrive l'adrenalina che un bandito provava durante una rapina. "Certain Kind of Fool" presenta un'atmosfera più malinconica, invitando l'ascoltatore a riflettere sulla propria vita e sulle decisioni che ha preso.

Il sound è molto ben curato, con l'uso sapiente di diversi strumenti, tra cui chitarre acustiche, armonica, piano e violino, che contribuiscono a creare l'atmosfera di un'epoca passata e a trasmettere l'esperienza del bandito solitario. La band dimostra grande abilità e intesa nella realizzazione di questo album, non perdendo mai il ritmo o l'energia, mantenendo l'ascoltatore coinvolto dall'inizio alla fine.

Desperado non solo ha stabilito gli Eagles come una delle band più importanti dell'epoca, ma ha anche mostrato la loro capacità di creare un album tematico coeso e coinvolgente. L'album è diventato un classico del rock e della musica americana in generale, dimostrando la capacità della band di scrivere canzoni che, anche a distanza di decenni, continuano ad emozionare e influenzare generazioni di ascoltatori.

In conclusione, Desperado degli Eagles è un album di grande qualità, con la produzione di Glyn Johns curata e una tematica solida. Le canzoni sono ben scritte e interpretate, e sono un tributo all'epoca d'oro del country rock. 

Copertina

 Lineup:

                Glenn Frey – acoustic and electric guitars, vocals; keyboards, harmonica

                Don Henley – drums, vocals; acoustic guitar

                Bernie Leadon – electric and acoustic guitars, vocals; banjo, mandolin, dobro

                Randy Meisner – bass guitar, vocals

Production

                Glyn Johns – producer, engineer

                Howard Kilgour – assistant engineer

                Barry Diament – mastering

                Ted Jensen – remastering

                Jim Ed Norman – string arrangements, conductor, piano ("Saturday        Night"), electric piano ("Outlaw Man")