Redapolis Music Blog | Il blog di Luca Redapolis esplora la musica di ieri e di oggi con un focus su dischi recenti, usciti per etichette indipendenti o autoprodotti.
Also Eden – Holy Books and Credit Cards 1: Promises
Also Eden – Holy
Books and Credit Cards 1 & 2: Promises / Waves (EP 2026)
Due onde di progressive rock
Ci sono band che tornano dopo parecchi anni e sembrano voler
recuperare il tempo perduto. Altre, invece, utilizzano quel tempo per ripensare
il proprio modo di fare musica. Gli Also Eden appartengono, almeno per
come li ascolto oggi, alla seconda categoria. Dopo una lunga pausa
discografica, il 2026 segna il loro ritorno con un progetto particolare: Holy
Books and Credit Cards, una trilogia di EP pensata come un unico percorso,
nel quale osservazioni personali e sguardi più ampi sulla realtà diventano
materia musicale. La band stessa descrive il progetto come una riflessione sul
modo in cui la nostra percezione degli eventi, dal personale al globale,
contribuisce a formarci.
Durante il mio peregrinare estivo tra le uscite di questo
periodo, mi sono imbattuto in un progetto che ha subito attirato la mia
attenzione. I Jordsjø un duo che arriva dalla Norvegia e, fin dai primi
lavori, che ho potuto ascoltare, hanno saputo costruire un linguaggio
personale, dove progressive rock, folk scandinavo, psichedelia e hard rock si
incontrano creando atmosfere sospese tra passato e presente. Una di quelle band
che, dopo tanti anni di ascolti, riescono ancora a ricordarmi perché continuo a
cercare nel progressive qualcosa capace di sorprendermi.
Pubblicato da Music Force, Boomer rappresenta
il nuovo capitolo della lunga storia dei GTO, formazione umbra nata nel
1993 che, in oltre trent'anni di attività, ha costruito un'identità musicale
personale, sospesa tra rock, folk, ska, reggae e canzone d'autore. Il disco
arriva dopo un percorso ricco di esperienze che ha visto la band pubblicare The
Best Of (2000), GTOClub (2002), GTOSpecial (2007), Mondial
(2010), Little Italy (2013), Super (2018) e la raccolta
celebrativa GO GTO GO (1993-2023), realizzata per festeggiare i
trent'anni di carriera. Un cammino fatto di centinaia di concerti in Italia e
all'estero, sempre all'insegna di una musica genuina, profondamente legata al
palco e al contatto diretto con il pubblico.
Albert Eno – II (Filibusta
Records / Romolo Dischi, 2026)
Un viaggio
essenziale tra voce, silenzi e fragilità condivise
Ci sono dischi che nascono da
un'urgenza espressiva immediata e altri che sembrano maturare lentamente,
attraverso un processo di sottrazione e ricerca interiore. II, da Filibusta
Records / Romolo Dischi , appartiene a questa seconda dimensione. Albert
Eno sceglie infatti di ridurre il superfluo per avvicinarsi a una forma di
racconto più essenziale, dove la relazione tra voce, strumenti e silenzio
diventa il vero centro del disco.Non è un lavoro che cerca
l'impatto istantaneo o la soluzione melodica più evidente. Al contrario, II
costruisce un dialogo progressivo con l'ascoltatore, fatto di tensioni
trattenute, spazi aperti e atmosfere sospese, nelle quali ogni brano sembra
interrogare il rapporto tra vicinanza e distanza, presenza e assenza.
Mandalamarra – Graffio Libero (Radici
Music Records, 2026)
Folk rock d’autore
che cresce tra parole, radici e visione collettiva
C’è un senso di continuità ma anche di maggiore
consapevolezza in Graffio Libero, secondo lavoro in studio dei Mandalamarra,
uscito il 5 marzo per Radici Music Records. La band laziale, nata a
Bolsena attorno al sodalizio tra il compositore Stefano “Billy” Belardi
e il poeta e scrittore Domenico “Picas” Pesci, sembra qui trovare un
equilibrio più definito tra urgenza espressiva e costruzione sonora, muovendosi
dentro un folk rock d’autore che non resta mai fermo su coordinate prevedibili.
SirJoe Polito - Black & White
(Gutenberg Music, 2025)
Un viaggio tra
sogni, ricordi e atmosfere americane: la musica di SirJoe Polito che cresce
dentro di noi
Ci sono dischi che parlano subito, e altri che crescono
lentamente dentro di noi, accompagnandoci come vecchi amici. Black &
White, nuovo lavoro di Sergio “SirJoe” Polito, appartiene alla
seconda categoria. Quattro anni dopo My Friend Ry, una rilettura
personale e inedita dell’universo creativo di Ry Cooder, SirJoe torna con un
album ancora più personale, un diario musicale che parte dalla quotidianità per
trasformarsi in riflessione sui sogni, le difficoltà e la bellezza della vita.
Turnpike Troubadours – The Price of
Admission (Bossier City Records, 2025)
Un ritorno senza clamore, ma con
tutta la forza di chi ha imparato a stare in piedi anche quando fa male
Certe uscite arrivano senza preavviso, eppure sembrano
qualcosa che aspettavamo da tempo. The Price of Admission, il settimo
album dei Turnpike Troubadours, è proprio questo: musica che irrompe
all’improvviso, come un vecchio amico che torna quando meno te lo aspetti, ma
al momento giusto.
Lavinia Blackwall – The Making (The
Barne Society, 2025)
Una luce che filtra tra le crepe:
sogni, perdite e nuova forza creativa
Ci sono dischi che sembrano arrivare come fotografie a
sviluppo lento: più li ascolti, più affiorano dettagli, stratificazioni
emotive, frasi lasciate in sospeso che solo il tempo sa riempire. The Making,
secondo album solista di Lavinia Blackwall, è uno di questi. Un lavoro
nato nel silenzio delle attese e nell'urgenza della trasformazione, tra lutti
personali e nuova consapevolezza artistica.
Cafuné - Tra Le Corde Dei Racconti (M.P.
& Records / G.T. Music Distribution, 2025)
Storie sussurrate tra arpe, flauti e
passi perduti nel tempo
Ci sono dischi che non chiedono di essere capiti, ma
semplicemente vissuti. Che non si fanno spiegare, ma sognare. Tra Le Corde Dei
Racconti dei Cafuné è uno di questi.
Come un vecchio incensiere
all'alba di un villaggio deserto - Alan Sorrenti (1973)
All’interno dell’articolo
ogni volta ci sarà il link per la playlist Youtube creata con l’album
all’interno del canale dell’associazione culturale Trasimeno Prog(iscrivetevi se potete, grazie), corredato da una descrizione per
il lavoro in oggetto e dalla tracklist del disco.
"Come un vecchio incensiere
all'alba di un villaggio deserto" è il secondo album di Alan Sorrenti,
pubblicato nel 1973.
E’ passato soltanto un anno
dall’esordio con “Aria”, del 1972 ed il
cantautore torna sulle scene con un lavoro altrettanto importante, come a voler
proseguire il discorso iniziato poco tempo prima.
Sei tracce compongono il lavoro,
cinque nel primo lato mentre il secondo è occupato interamente dalla suite che
porta il titolo dell’opera.
Ed è proprio questa, con i suoi
ventitré minuti abbondanti, che rappresenta il fulcro dell’album; nella prima
parte la fa da padrone un’improvvisazione vocale a cui segue un’atmosfera
sospesa tra sperimentazione e psichedelia.
Tra gli altri brani da ricordare
“Serenesse”, “Angelo” (con le ottime percusioni di Tony Esposito), e l’acustica
“A te che dormi”.
Nel lavoro sono presentiDavid Jackson dei Van Der Graaf Generator,
Francis Monkman dei Curved Air, ed il violinista americano Toni Marcus.
Un album che richiede un ascolto
attento per le innovazioni musicali e l'arte sperimentale che chiude il periodo
legato al rock progressive ed alla ricerca vocale dell’artista italo-gallese.
La tracklist dell’album: Lato A:
Angelo; Serenesse; Una luce si accende; Oratore; A te che dormi / Lato B: Come
un vecchio incensiere all’alba di un villaggio deserto
La formazione che suona nell’album
comprendeva: Alan Sorrenti, voce, chitarra acustica, sintetizzatore (nel brano
Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto); Tony Esposito,
batteria e percussioni; Francis Monkman, sintetizzatore (nei brani Angelo e
Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto), pianoforte,
chitarra elettrica (nel brano Come un vecchio incensiere all'alba di un
villaggio deserto); Mario D'Amora, pianoforte (nei brani Angelo, Una luce si
accende ed Oratore); Ron Mathienson, contrabbasso (nei brani Angelo, Serenesse
ed Oratore); Tony Marcus, violino (nei brani Serenesse, Una luce si accende,
Oratore e Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto), viola (nei brani Una luce si accende
ed Oratore); Victor Bell, violoncello (nel brano Oratore); David Jackson,
flauto (nei brani Serenesse ed Oratore).
Desperado degli Eagles è un album iconico del
1973 che offre una miscela unica di country rock, folk rock. Il Disco, che
prende il nome da una delle sue tracce, ha un tema coerente: la figura del
bandito solitario che vagabonda per il West americano. Questo racconto di
solitudine e disperazione permea tutte le canzoni dell'album, creando
un'esperienza di ascolto commovente e coinvolgente.
UN PO DI STORIA:
Gli Eagles sono una band country pop rock americana formata nel 1971 a Los Angeles, in California, da Don Henley, Glenn Frey, Randy Meisner e Bernie Leadon. Originariamente, i quattro musicisti facevano parte di altre band, ma la loro collaborazione e la loro amicizia li ha spinti a combinare le loro diverse influenze musicali e formare una nuova band.
Il gruppo ha ottenuto il successo commerciale nel 1972 con il loro primo album, "Eagles", che ha raggiunto la seconda posizione della classifica Billboard 200 e ha ottenuto il disco di platino. Il loro secondo album, "Desperado" del 1973, si concentrava sui banditi del vecchio West e ha contribuito ad aumentare l'immagine distintiva e unica della band.
Nel 1974, Bernie Leadon lascia la band ed il suo posto è stato preso da Joe Walsh, ex membro dei James Gang. Con Walsh, la band ha incorporato un suono più duro al loro repertorio, dando vita al loro terzo album, "On the Border", che includeva i singoli di successo "Already Gone" e "Best of My Love".
Nel 1976, gli Eagles pubblicano l'album "Hotel California", il loro lavoro più famoso e acclamato. L'album ha raggiunto la prima posizione della classifica Billboard 200, ha venduto oltre 32 milioni di copie in tutto il mondo ed è stato insignito di due Grammy Awards. La title track dell'album, "Hotel California", è diventata uno dei più grandi successi degli Eagles e ha raggiunto la prima posizione della classifica Billboard Hot 100.
Dopo il successo di "Hotel California", gli Eagles hanno subito un altro cambiamento di formazione. Randy Meisner ha lasciato il gruppo nel 1977 e il suo posto è stato preso da Timothy B. Schmit già nella band dei Poco. Nel 1979, la band ha pubblicato "The Long Run", il loro ultimo album in studio per quasi 30 anni.
Nel 1980, gli Eagles si sono sciolti a causa di divergenze tra i membri della band, ma si sono riuniti nel 1994 per il tour "Hell Freezes Over". Il tour ha ottenuto un grande successo e ha portato alla realizzazione di un album live che ha vinto un Grammy Award.
Nel 2016, dopo la morte di Glenn Frey, gli Eagles hanno annunciato che avrebbero continuato a esibirsi con Vince Gill e Glenn Frey Jr. al posto di Frey. La band ha continuato a contribuire alla scena musicale americana, vendendo più di 150 milioni di dischi in tutto il mondo e ottenendo un posto nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1998.
IL DISCO:
Fin dall'inizio, l'album cattura l'ascoltatore con la sua
traccia d'apertura, "Doolin-Dalton". La canzone narra
la storia di quattro banditi noti come i Doolin-Dalton Gang, che si sono uniti
insieme per compiere rapine. La canzone è la perfetta introduzione per l'album,
con la sua melodia coinvolgente e il testo che mette in risalto la solitudine
del bandito. Seguono altre tracce degni di nota, come "Twenty-One",
che presenta una performance vocale solida di Don Henley, nonché la traccia
omonima "Desperado", che è diventata uno dei classici del repertorio
degli Eagles.
Le altre canzoni dell'album seguono il tema del bandito, ma
si concentrano anche sulle relazioni personali, l'amore e la perdita. "Tequila
Sunrise", ad esempio, parla di un uomo che cerca di tornare dalla
sua ragazza, solo per scoprire che lei lo ha lasciato. "Outlaw Man"
descrive l'adrenalina che un bandito provava durante una rapina. "Certain
Kind of Fool" presenta un'atmosfera più malinconica, invitando
l'ascoltatore a riflettere sulla propria vita e sulle decisioni che ha preso.
Il sound è molto ben curato, con l'uso sapiente di diversi
strumenti, tra cui chitarre acustiche, armonica, piano e violino, che
contribuiscono a creare l'atmosfera di un'epoca passata e a trasmettere
l'esperienza del bandito solitario. La band dimostra grande abilità e intesa
nella realizzazione di questo album, non perdendo mai il ritmo o l'energia,
mantenendo l'ascoltatore coinvolto dall'inizio alla fine.
Desperado non solo ha stabilito gli Eagles come una delle
band più importanti dell'epoca, ma ha anche mostrato la loro capacità di creare
un album tematico coeso e coinvolgente. L'album è diventato un classico del
rock e della musica americana in generale, dimostrando la capacità della band
di scrivere canzoni che, anche a distanza di decenni, continuano ad emozionare
e influenzare generazioni di ascoltatori.
In conclusione, Desperado degli Eagles è un album di grande
qualità, con la produzione di Glyn Johns
curata e una tematica solida. Le canzoni sono ben scritte e interpretate, e
sono un tributo all'epoca d'oro del country rock.
Lineup:
Glenn
Frey – acoustic and electric guitars, vocals; keyboards, harmonica
Don
Henley – drums, vocals; acoustic guitar
Bernie
Leadon – electric and acoustic guitars, vocals; banjo, mandolin, dobro
Randy
Meisner – bass guitar, vocals
Production
Glyn
Johns – producer, engineer
Howard
Kilgour – assistant engineer
Barry
Diament – mastering
Ted
Jensen – remastering
Jim Ed
Norman – string arrangements, conductor, piano ("Saturday Night"),
electric piano ("Outlaw Man")