venerdì 4 agosto 2023

Recensione | Live Shots - Joe Ely Band

Ritratto dell'artista
Photo by Milton Adams
 

 JOE ELY BAND-LIVE SHOTS (MCA, 1980)

Ci sono dischi che hanno lasciato un'impronta indelebile sulla mia vita di ascoltatore e non solo, quei lavori che porteresti nella oramai affollata "isola deserta".

Uno di questi è sicuramente Live Shots della Joe Ely Band.

In quegli anni, correva il 1980, amavo ascoltare molto la musica Americana.

Finita l’indigestione Prog. del decennio precedente ed in periodo Punk, ero ritornato al mio vecchio amore: la chitarra!

Insomma, il buon vecchio Rock’n’Roll era tornato di prepotenza a girare sul mio piatto.

Mi imbattei per la prima volta con questo texano DOC sotto consiglio del mio negoziante di fiducia.

Oggi suona strano ma all’epoca era per me un rito passare ore a spulciare dischi e scambiare impressioni con amici ammalati di musica come me.

“Luca ascolta questo Live! E’ country ma con un tiro notevole”

Perplesso dalla copertina in stile New Wave lo portai a casa.

Tutto vero, un fantastico Rock’n’Roll insaporito dalla stupenda fisarmonica di Ponty Bone e dalla pedal steel di Lloyd Maines.

Ma soprattutto dalla chitarra in gran spolvero di Jesse Taylor!

Registrato dal vivo a Londra durante la tourneè Inglese al seguito dei Clash ne assorbì i suoni che in quel periodo spopolavano in terra d’Albione.

Quindi, lo ripeto,tanto Rock’n’Roll! 

Quarto album della sua discografia solista, e brusca virata verso suoni più attuali e più rock.

Si ritagliò uno spazio anche fra chi il country non lo ascoltava.

Si parte subito alla grande con “Fingernails” un Rock’n’Roll con piano e chitarra sugli scudi seguito dal Country’n Roll di “Midnight Shift” in puro Texas style.

Honky Tonk Masquerade” spezza la tensione e ci presenta una stupenda ballata con pedal steel a condire la stupenda melodia.

“Honky Tonkin”, brano di Hank Williams, viene qui eseguita in coppia con Carlene Carter  con grande grinta ed una splendida fisa di Ponty Bone, Long Snake Moan con la voce di Joe che fa faville e  l’arsenale Rock Country a condire il tutto.

Il lato B si apre  con I Had My Hopes up Hight tirato quanto basta a non permetterci di fermare il nostro piede che tiene il ritmo: She Never Spoke Spanish To Me è il primo brano proposto a firma Butch Hancock , suo grande amico, per una ballata di confine dal grande pathos!

Altro Country Rock cantato molto bene con le chitarre protagonista è Johnny’s blues.

Siamo agli sgoccioli, giusto il tempo di proporci ancora due splendidi brani dell’amico Hancok Fool Fall in Love è una ballata meravigliosa qui proposta con un arrangiamento molto attuale dove la fisarmonica fa’ sognare e le chitarre ci ricordano che il rock si è impadronito di Joe!

Chiusura: su lp originale, affidata a Boxcars brano ancora di frontiera e che ci ricorda che il Messico è proprio lì vicino.

La ristampa cd contiene quattro brani extra all’epoca usciti come bonus mini lp abbinato al vinile.

In conclusione un grande album live dove il Country convive in modo perfetto col Blues ed il Rock! (Luca Redapolis Paoli)

Immagina della copertina

 

Joe Ely — electric guitar & vocals 

Ponty Bone — accordion

Robert Marquam — drums

Jesse Taylor — electric lead guitar

Gregg Wright (credited as "Greg Wright") — bass

Lloyd Maines — pedal steel and background vocal

Guest musicians

Carlene Carter — vocals on "Honky Tonkin'"

Mick Gallagher — keyboards

Reese Wynans — keyboards

Tracklist:

"Fingernails" — 3:00

"Midnight Shift" (Jimmie Ainsworth, Earl Lee) — 3:00

"Honky Tonk Masquerade" — 3:49

 "Honky Tonkin'" (Hank Williams) — 3:12

 "Long Snake Moan" (Arranged and adapted by Ely) — 5:10

 "I Had My Hopes up High" — 3:13

"She Never Spoke Spanish to Me" (Butch Hancock) — 3:53

"Johnny's Blues" — 4:48

"Fools Fall in Love" (Butch Hancock) — 4:37

"Boxcars" (Butch Hancock) — 4:37