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sabato 14 marzo 2026

Hunka Munka – Demoni e Dei (2026): prog italiano tra luce e ombra | Redapolis Music

Hunka Munka – Demoni E Dei

Hunka Munka – Demoni E Dei (M.P. & Records, 2026) 

Tra memoria, energia e visioni del prog italiano

A cinque anni da Foreste Interstellari, torna Hunka Munka con Demoni e Dei, un album che apre le porte a un universo sonoro in cui luce e buio, bene e male, si intrecciano continuamente. Hunka Munka, progetto storico di Roberto Carlotto, oggi si presenta definitivamente come band stabile grazie alla presenza costante e determinante di Joey Mauro, tastierista, direttore d’orchestra e arrangiatore che conferisce potenza e visione orchestrale al suono. Completano l’ensemble Marcantonio Quinto alla batteria e percussioni, Gianluca Quinto alle chitarre, Andrea Arcangeli al basso, Barbara Rubin con viola, violino e voce, e Tony Minerba ai cori; l’assolo di chitarra di Andrea Rinaldi in Cavalli Alati aggiunge un ulteriore elemento di brillantezza. 

martedì 24 giugno 2025

Cafuné - Tra Le Corde Dei Racconti | Redapolis Music Blog

Copertina del disco.
 

Cafuné - Tra Le Corde Dei Racconti (M.P. & Records / G.T. Music Distribution, 2025)

Storie sussurrate tra arpe, flauti e passi perduti nel tempo

Ci sono dischi che non chiedono di essere capiti, ma semplicemente vissuti. Che non si fanno spiegare, ma sognare. Tra Le Corde Dei Racconti dei Cafuné è uno di questi. 

mercoledì 7 maggio 2025

Marco Mattei – Age of Fragility | Redapolis Music Blog

Copertina del disco.
 

Marco Mattei – Age of Fragility (M.P. & Records / G.T. Music Distribution, 2025)

Ho avuto l'onore e il piacere di ascoltare questo disco in anteprima, grazie alla fiducia dell'etichetta M.P. & Records. Un ascolto che conferma ancora una volta l'altissima qualità artistica e produttiva delle sue pubblicazioni.

Age of Fragility non è solo un album; è il respiro di un'epoca che si aggira tra luci tremolanti e ombre lunghe. Con questo lavoro, Marco Mattei si immerge nel cuore pulsante della fragilità umana, raccontandoci storie di solitudine, di desiderio di cambiamento e di quella dolorosa consapevolezza che, troppo spesso, l'equilibrio tra l'uomo e il mondo si frantuma. È un'opera audace, che mescola worldbeat, progressive rock e art rock, radicandosi nelle esperienze dei grandi maestri come Peter Gabriel, Pink Floyd, Radiohead, King Crimson, ma riuscendo a tracciare una via profondamente personale.