martedì 19 settembre 2023

Memories: Solaris - Marsbéli Krónikák (The Martian Chronicles) | Redapolis Music Blog

Copertina del disco

 

Solaris - Marsbéli Krónikák (The Martian Chronicles), 1984

Ho avuto modo, in questi giorni, di ascoltare il disco d'esordio della band ungherese Solaris così sono andato a leggermi varie notizie su questo album e riporto quanto ho letto a riguardo in rete e le mie impressioni.

Gli anni '80 furono un periodo difficile per il progressive e la buona musica in generale. Ma a metà di questo decennio arriva lo sfarzo sinfonico de - Marsbéli Krónikák (The Martian Chronicles) dei Solaris.

Questi ragazzi suonano con la stessa maestria sinfonica che Genesis e Yes hanno avuto prima di loro, intrecciando senza intoppi flauto, sintetizzatore e tutti gli altri strumenti in un piacevole intreccio di melodie.

Il loro disco di debutto è un autentico gioiello del progressive rock degli anni '80 che purtroppo è rimasto sconosciuto a molti. Questa band ungherese aveva tutte le carte in regola per conquistare il mondo già negli anni '80, ma il destino ha voluto che la loro acclamazione arrivasse solo negli anni '90, nella seconda fase della loro straordinaria carriera.

La loro musica è intrisa di sinfonia, caratterizzata da uno splendore e una maestosità che solo musicisti di grande cultura possono offrire. Tuttavia, i Solaris non sono semplicemente degli emuli dei loro eroi degli anni '70; al contrario, il loro repertorio offre un'ampia gamma di idee innovative che rinnovano in modo unico l'ideologia del progressive sinfonico.

Nell'album troverete passaggi ricchi di sintetizzatori, suggestioni del folklore dell'Europa orientale e persino potenti riff di chitarra che, sebbene più robusti di quelli dell'hard rock tradizionale, sono un elemento distintivo del loro suono. La band funziona in modo impeccabile come ensemble, con il lavoro di squadra che guida le esecuzioni e gli arrangiamenti delle loro complesse idee musicali. Va sottolineato il contributo significativo di Erdész Róbert con le sue orchestrazioni al sintetizzatore, che forniscono un solido supporto armonico alla band. Inoltre, il personale flauto di Attila Kollár è spesso il fulcro sonoro principale della band.

L'album si apre con una suite in tre parti dal titolo omonimo, che occupa l'intero lato A del vinile. La prima parte sembra provenire da un album da album di musica elettronica dei primi '70 , introducendo adeguatamente il tema di fantascienza menzionato nel titolo della suite. Le cinque sezioni successive rappresentano in modo emblematico l'approccio sinfonico prog dei Solaris. La band transita fluidamente da un tema all'altro e da un'atmosfera all'altra, garantendo che la successione di motivi diversi rimanga coesa.

Tracce come “M'ars Poetica” si concentrano sul lato più intenso della musica dei Solaris, mentre “Ha Felszáll a Köd” ci trasporta in un terreno più sereno, entrambe con un livello appropriato di complessità progressiva. Altre tracce come “Apokalipszis” e “Legyözhetetlen” abbracciano il lato più rock della band, con un breve e inquietante intermezzo suonato da Kollár con i suoi flauti sovraincisi nel mezzo. La traccia che prende il nome dal disco chiude l'album con uno splendore epico completo, rappresentando in modo prototipico il suono distintivo dei Solaris.

In sintesi, questo album è un autentico tesoro nascosto degli anni '80 che ora finalmente può essere apprezzato per ciò che è stato e sarà sempre: un'opera che ha ravvivato l'eredità del progressive sinfonico per gli anni '80. Se amate la musica progressive con un tocco sinfonico, non dovete assolutamente perdervelo.

 
Retro copertina

 

Track List:

1. Marsbéli krónikák I. (The Martian Chronicles I.) (3:34)

2. Marsbéli krónikák II.-III. (The Martian Chronicles II.-III.) (6:32)

3. Marsbéli krónikák IV.-VI. (The Martian Chronicles IV.-VI.) (13:15)

4. M'ars poetica (6:39)

5. Ha felszáll a köd (If the Fog Ascends) (3:58)

6. Apokalipszis (Apocalypse) (3:44)

7. E-moll elõjáték (Prelude in E Minor) (0:29)

8. Legyõzhetetlen (Undefeatable) (2:46)

9. Solaris (4:53)

 

Line-up:

István Cziglán - electric & acoustic guitars, synthesizer, Fx, percussion

Róbert Erdész - piano, organ, synthesizer, Fx

Attila Kollár - flute, recorder, synthesizer, Fx, percussion, vocals

Tamás Pócs - bass, co-producer

László Gömör - drums, percussion, synthesizer, co-producer

With:

Csaba Bogdán - guitar

Gábor Kisszabó - bass

Ferenc Raus - drums, percussion

Vilmos Tóth - percussion

Aida Búzás - vocals

Tibor Fábián - vocals

András Fónagy - vocals

Judit Hampl - vocals

István Vass - vocals

Bea Mándy - vocals