mercoledì 4 novembre 2026

Dangerous Encounters Trio – Milonga do Mar (2026): Jazz, musica latina e suggestioni classiche

Dangerous Encounters Trio – Milonga do Mar

Dangerous Encounters Trio – Milonga do Mar 

(Dodicilune Records, 2026)

Quando gli incontri musicali diventano emozioni inattese

Ci sono dischi che attirano la mia attenzione per gli accostamenti musicali meno scontati, per quella capacità di mettere insieme esperienze e tradizioni differenti senza che il risultato sembri un semplice esercizio di stile. Milonga do Mar, esordio discografico del Dangerous Encounters Trio, appartiene proprio a questa categoria. Fin dal titolo e dal nome scelto per il progetto si intuisce la volontà di esplorare territori diversi, lasciando che siano gli incontri tra i musicisti e le loro sensibilità a suggerire nuove possibilità espressive.

Il trio riunisce il sassofonista Fiorenzo Zeni, impegnato al soprano e al tenore, il fisarmonicista Matteo Facchin e il pianista Marco Facchin. Tre musicisti italiani con esperienze consolidate in ambito jazz e classico, accomunati anche dall'attività di compositori e arrangiatori. Una formazione particolare, nella quale il sassofono, la fisarmonica e il pianoforte diventano protagonisti di un dialogo che non si limita a seguire un unico percorso stilistico, ma si apre a contaminazioni e soluzioni sempre diverse.

La tracklist comprende tredici brani e propone un percorso nel quale composizioni originali e riletture convivono con naturalezza. Si parte da Libertango di Astor Piazzolla, scelta significativa per entrare immediatamente nello spirito dell'album. La title track Milonga do Mar, insieme a Piraterien e Stille, porta invece la firma di Matteo Facchin, mentre Fiorenzo Zeni è autore di Scorrere e Waltz for Astor. Non manca il dialogo con la musica da film attraverso Il Postino, legato alle musiche di Luis Enrique Bacalov, Riccardo Del Turco e Paolo Margheri, e Nuovo Cinema Paradiso, composto da Ennio Morricone e Andrea Morricone.

Un capitolo particolare è riservato ad Antonio Vivaldi, del quale vengono riprese Primavera, Estate, Autunno e Inverno. Quattro composizioni che rappresentano forse la sfida più evidente per il trio, chiamato a confrontarsi con un patrimonio musicale conosciutissimo attraverso arrangiamenti firmati da Fiorenzo Zeni, Matteo Facchin e Marco Facchin. Il risultato si inserisce coerentemente nella filosofia del disco: non una semplice riproposizione, ma un incontro tra la scrittura originale e una sensibilità che lascia spazio al dialogo e all'improvvisazione.

È questa varietà di linguaggi a rendere Milonga do Mar particolarmente interessante. Le atmosfere del jazz si aprono alla musica latina, le melodie delle colonne sonore incontrano la ricchezza della tradizione classica e barocca, dando vita a un percorso musicale ricco di sfumature. Mi piace soprattutto il modo in cui sassofono, fisarmonica e pianoforte si confrontano, alternando momenti di maggiore intensità ad altri più raccolti. Le composizioni originali e le riletture trovano così un equilibrio naturale, nel quale la scrittura e l'improvvisazione lasciano spazio alla personalità dei tre musicisti e alla loro voglia di esplorare.

Tra le composizioni originali merita una segnalazione Sagra d'estate di Giovanni Iorio, uno dei maggiori specialisti italiani di bandoneon. Il brano richiama i ritmi della candombe e della milonga, aggiungendo un'interessante sfumatura latinoamericana al percorso musicale. A seguire, la conclusiva Stille di Matteo Facchin cambia atmosfera, lasciando spazio a una dimensione più intima e romantica che accompagna dolcemente alla fine dell'ascolto.

Dangerous Encounters Trio

Il titolo Milonga do Mar suggerisce già un'immagine nella quale si incontrano culture e suggestioni diverse, mentre il nome Dangerous Encounters sembra racchiudere bene lo spirito dell'intero progetto. In fondo, sono proprio gli incontri inattesi, anche quelli che sulla carta potrebbero sembrare azzardati, a riservare talvolta le sorprese più belle. Ho trovato particolarmente riuscita questa libertà di attraversare repertori e linguaggi senza perdere coerenza, con una musica che sa essere raffinata ma anche vivace e coinvolgente.

Un esordio che mi sento di consigliare, soprattutto a chi ama il jazz aperto alle contaminazioni e non ha paura di uscire dai percorsi più abituali. Milonga do Mar dimostra quanto possa essere stimolante mettere in comunicazione mondi musicali differenti, lasciando che sia la sensibilità dei musicisti a trasformare ogni incontro in qualcosa di nuovo.

Tracklist: Libertango, Milonga do Mar, Piraterien, Il Postino, Primavera, Estate, Autunno, Inverno, Scorrere, Waltz for Astor, Nuovo Cinema Paradiso, Sagra d’estate, Stille 

English version 

Dangerous Encounters Trio – Milonga do Mar 

(Dodicilune Records, 2026)

When musical encounters become unexpected emotions

There are albums that catch my attention through their unconventional musical combinations, through their ability to bring together different experiences and traditions without making the result feel like a mere exercise in style. Milonga do Mar, the debut album by the Dangerous Encounters Trio, belongs to this category. From the title and the name chosen for the project, one can sense a desire to explore different musical territories, allowing the encounters between the musicians and their individual sensibilities to suggest new expressive possibilities.

The trio brings together saxophonist Fiorenzo Zeni, on soprano and tenor saxophones, accordionist Matteo Facchin, and pianist Marco Facchin. Three Italian musicians with extensive experience in both jazz and classical music, who are also active as composers and arrangers. An unusual lineup in which saxophone, accordion and piano become the protagonists of a musical dialogue that refuses to follow a single stylistic direction, instead embracing influences and ever-changing approaches.

The tracklist features thirteen pieces, creating a journey in which original compositions and reinterpretations coexist naturally. The album opens with Astor Piazzolla's Libertango, a meaningful choice that immediately introduces its musical spirit. The title track, Milonga do Mar, together with Piraterien and Stille, is written by Matteo Facchin, while Fiorenzo Zeni contributes Scorrere and Waltz for Astor. Film music also finds its place through Il Postino, credited to Luis Enrique Bacalov, Riccardo Del Turco and Paolo Margheri, and Nuovo Cinema Paradiso, composed by Ennio Morricone and Andrea Morricone.

A special place is reserved for Antonio Vivaldi, whose Primavera, Estate, Autunno and Inverno are revisited by the trio. These four compositions perhaps represent the most evident challenge, as the musicians take on such a familiar musical heritage through arrangements by Fiorenzo Zeni, Matteo Facchin and Marco Facchin. The result fits naturally into the album's overall vision: rather than simply reproducing the originals, the trio creates an encounter between the original compositions and a fresh sensibility that leaves room for dialogue and improvisation.

It is this variety of musical languages that makes Milonga do Mar particularly interesting. Jazz atmospheres open up to Latin music, while film melodies meet the richness of the classical and Baroque traditions, creating a musical journey full of nuances. I particularly enjoy the way saxophone, accordion and piano interact, alternating moments of greater intensity with more intimate passages. The original compositions and reinterpretations find a natural balance, allowing the musicians' individual personalities and their desire to explore to emerge through the interplay of written passages and improvisation.

Among the original compositions, Sagra d'estate by Giovanni Iorio deserves special mention. Iorio is one of Italy's leading bandoneon specialists, and the piece draws on the rhythms of candombe and milonga, adding an interesting Latin American flavour to the musical journey. It is followed by Matteo Facchin's closing piece, Stille, which changes the mood, introducing a more intimate and romantic atmosphere that gently brings the listening experience to an end.

The title Milonga do Mar already evokes an image in which different cultures and musical suggestions come together, while the name Dangerous Encounters perfectly captures the spirit of the project. After all, unexpected encounters, even those that might seem unlikely on paper, can sometimes lead to the most beautiful surprises. I particularly appreciate the freedom with which the trio moves between different repertoires and musical languages without losing its coherence. The result is refined music that is also lively and engaging.

A debut album I wholeheartedly recommend, especially to those who enjoy jazz that embraces different influences and are not afraid to venture beyond familiar musical paths. Milonga do Mar shows just how stimulating it can be to bring different musical worlds together, allowing the musicians' sensitivity to transform every encounter into something new.

Tracklist: Libertango, Milonga do Mar, Piraterien, Il Postino, Primavera, Estate, Autunno, Inverno, Scorrere, Waltz for Astor, Nuovo Cinema Paradiso, Sagra d’estate, Stille.