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| Davide DeaR Riccio Feat. MaaS – amAI? / Ake Moke Reke |
Davide DeaR Riccio Feat. MaaS – amAI? / Ake Moke Reke (Music Force, 2026)
Quando la tecnologia ascolta, e l’uomo continua a cercare
amAI?, / Ake Moke Reke di Davide DeaЯ Riccio Feat. MaaS aggiunge un nuovo capitolo a un percorso artistico che nel tempo ha sempre evitato etichette rigide, restando fedele a una visione personale e a una curiosità mai sopita.
Artista torinese già presente su queste pagine, attivo dagli anni Ottanta, Riccio è polistrumentista, cantante, autore e instancabile animatore culturale. Il suo cammino attraversa band, progetti collettivi e lavori solisti, per estendersi poi alla scrittura, alla radio e alla divulgazione musicale. Un percorso non lineare ma profondamente coerente, segnato da continue esplorazioni e dal desiderio di spingersi oltre confini già tracciati.
Pubblicato da Music Force, amAI? / Ake Moke Reke nasce dall’incontro con Mauro Sanna, in arte MaaS, musicista e compositore da tempo impegnato nella sperimentazione con l’Intelligenza Artificiale. Qui la tecnologia non è fine a se stessa né sostituisce la creatività: diventa uno strumento da utilizzare con misura, integrandosi con naturalezza nel processo compositivo e contribuendo a costruire paesaggi sonori coerenti con l’identità di DeaЯ, senza mai distogliere l’ascoltatore dalla forza della scrittura e della voce.
L’apertura è affidata a Capo Chimera, che richiama immediatamente le coordinate New Wave: ritmica elettronica ben definita, tessiture sintetiche e un cantato controllato ma incisivo, sostenuto da doppie vocalità. La melodia si fissa con naturalezza, confermando una delle qualità più riconoscibili di DeaЯ, quella capacità di scrivere linee vocali dirette senza rinunciare alla profondità.
Con Anche Io In Arcadia il clima si fa più rarefatto: atmosfere spaziali accompagnano un cantautorato essenziale e privo di fronzoli, dove ogni nota e parola sembra misurata con cura, lasciando spazio all’ascolto e alla riflessione.
Valentina cambia registro, aprendosi a una dimensione più luminosa e immediata, con un uso delle coralità che sostiene un brano dal respiro dichiaratamente pop, quasi radiofonico, ma mai superficiale.
Il lato più intimista del disco affiora in Anima Nuda, costruita su un andamento minimale che lascia spazio al testo, qui vero fulcro del brano. La scelta di un arrangiamento sobrio non è casuale: serve a non disturbare una scrittura attenta, dettagliata, che chiede ascolto.
Weltschmerz recupera suggestioni disco anni Ottanta contaminate da umori post-punk, mentre Shigata Ga Nai sposta lo sguardo verso un Oriente evocato soprattutto dalle liriche, mantenendo però una struttura e una sensibilità profondamente italiane. Misantropia gioca invece su contrasti più marcati, alternando momenti danzanti ad aperture più distese.
Sindrome della Pagina Bianca mette al centro la chitarra, elemento che guida il brano e valorizza una scrittura più diretta, in un territorio in cui Riccio si muove con particolare naturalezza.
Il disco si chiude con una suite di quasi sette minuti, dove l’elettronica accompagna un parlato denso, concentrato sulla fragilità del pianeta e sul percorso autodistruttivo della specie umana. Dall’asteroide che pose fine all’era dei dinosauri fino a un presente che continua a consumarsi, il testo si muove su un piano colto e riflessivo, lasciando all’ascoltatore il tempo di entrare nel racconto.
amAI? / Ake Moke Reke è un lavoro che non pretende risposte definitive, ma preferisce muoversi nel territorio delle domande. Domande sulla tecnologia e sul suo rapporto con l’uomo, ma anche su come oggi sia ancora possibile fare canzone d’autore senza rinunciare alla ricerca, al dubbio, alla sperimentazione.
È un ascolto che chiede tempo e attenzione, che non si consuma in superficie, ma che passo dopo passo restituisce un senso di coerenza profonda. Un disco che trova la propria forza nella capacità di tenere insieme visione, misura e identità, lasciando spazio alla riflessione e, soprattutto, all’ascolto.
English version
Davide DeaR Riccio Feat. MaaS – amAI? / Ake Moke Reke (Music Force, 2026)
When technology listens, and humanity keeps searching
amAI? / Ake Moke Reke by Davide DeaЯ Riccio Feat. MaaS adds a new chapter to an artistic journey that has always resisted rigid labels, staying true to a personal vision and an unceasing curiosity. The Turin-born artist, already featured on these pages, has been active since the 1980s. Riccio is a multi-instrumentalist, singer, songwriter, and tireless cultural instigator. His path spans bands, collective projects, and solo works, extending to writing, radio, and music education. A non-linear journey, yet deeply coherent, marked by constant exploration and a desire to push beyond familiar boundaries.
Released by Music Force, amAI? / Ake Moke Reke emerged from Riccio’s collaboration with Mauro Sanna, known as MaaS, a musician and composer long engaged in experimenting with Artificial Intelligence. Here, technology is neither an end in itself nor a replacement for creativity: it becomes a tool used with care, naturally integrated into the compositional process, shaping soundscapes consistent with DeaЯ’s identity, without ever distracting the listener from the power of his writing and voice.
The album opens with Capo Chimera, immediately evoking New Wave references: precise electronic rhythms, synthetic textures, and a controlled yet incisive vocal delivery supported by dual vocals. The melody asserts itself effortlessly, confirming one of DeaЯ’s most recognizable qualities—the ability to craft direct vocal lines without sacrificing depth.
With Anche Io In Arcadia, the atmosphere becomes more rarefied: spacious, ethereal sounds accompany an essential, unadorned singer-songwriter approach, where every note and word is carefully measured, leaving room for reflection and attentive listening.
Valentina shifts the tone, opening into a brighter and more immediate dimension, with harmonies supporting a track that breathes with a decidedly pop sensibility—almost radio-ready—yet never superficial.
The album’s most intimate side emerges in Anima Nuda, built on a minimalist progression that leaves space for the lyrics, the true centerpiece of the song. The choice of a restrained arrangement is deliberate, ensuring that careful, detailed writing is never overshadowed, inviting deep listening.
Weltschmerz revisits ’80s disco influences tinged with post-punk moods, while Shigata Ga Nai turns the gaze toward an evocative East, suggested mainly through the lyrics, yet retaining a distinctly Italian structure and sensibility. Misantropia plays on stronger contrasts, alternating danceable moments with more expansive passages.
Sindrome della Pagina Bianca places the guitar at the center, guiding the track and highlighting a more direct songwriting approach—a territory in which Riccio moves with notable ease.
The album concludes with a suite of almost seven minutes, where electronics support a dense spoken word focused on the planet’s fragility and humanity’s self-destructive trajectory. From the asteroid that ended the age of dinosaurs to a present that continues to consume itself, the lyrics operate on a reflective and learned plane, giving the listener time to enter the narrative.
amAI? / Ake Moke Reke is a work that does not seek definitive answers but prefers to dwell in the realm of questions—questions about technology and its relationship with humanity, and about how it is still possible today to create singer-songwriter music without giving up inquiry, doubt, and experimentation.
It is a listening experience that demands attention and patience, one that does not unfold superficially, but gradually rewards with a profound sense of coherence. The album’s strength lies in its ability to unite vision, restraint, and identity, leaving space for reflection and, above all, for attentive listening.


