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| Luca Zennaro – Stua Scura |
Luca Zennaro – Stua Scura (Caligola Records, 2026)
Un viaggio tra calore, ombre e identità nel jazz contemporaneo
Ci sono dischi che colpiscono per il virtuosismo e altri che conquistano con la loro capacità di creare atmosfere. Stua Scura, quinto lavoro a proprio nome del chitarrista e compositore Luca Zennaro, appartiene decisamente alla seconda categoria. È un album che non cerca effetti spettacolari, ma accompagna l'ascoltatore dentro un mondo fatto di silenzi, sfumature e dialoghi musicali, dove ogni nota trova il proprio spazio con naturalezza.
Classe 1997, Zennaro continua a costruire un percorso artistico sempre più riconoscibile nel panorama del jazz italiano. Dopo Javaskara (2018), When Nobody Is Listening (2020), ZENMUSIC (2022) e Altera Limes (2023), conferma una scrittura che mette al centro la composizione e l'espressività, senza rinunciare alla libertà dell'improvvisazione. Anche l'esperienza maturata con il trio HackOut! emerge in questo lavoro, contribuendo a una visione musicale aperta e ricca di personalità.
Le dieci composizioni originali seguono un filo conduttore preciso, unendo jazz contemporaneo, ricerca timbrica e un forte legame con la propria terra. Il titolo dell'album racchiude già il senso dell'intero progetto. Stua, termine di origine germanica entrato nel dialetto veneto, richiama il tradizionale ambiente rivestito in legno dove il fuoco crea un'atmosfera di intimità e raccoglimento. Scura descrive invece il carattere sonoro della musica: timbri profondi e vellutati, capaci di trasmettere calore più che oscurità. È proprio da questo equilibrio che nasce l'identità dell'album.
Anche l'uso del dialetto chioggiotto in molti titoli rafforza il legame con la città natale del chitarrista. Emblematico è Stravedamento, presente in due versioni: una prima interpretazione e una delicata reprise che riappare verso la conclusione del disco. Il termine indica quel raro fenomeno per cui, nelle giornate più limpide, dalla laguna si possono scorgere le Dolomiti. Un'immagine che Zennaro trasforma in musica con grande sensibilità, lasciando che siano le melodie, gli spazi e le sfumature a evocare quel paesaggio sospeso tra cielo e acqua.
Accanto alle chitarre acustiche ed elettriche di Luca Zennaro trovano spazio il sax tenore di Francesco Panconesi, il clarinetto basso di Federico Calcagno e la batteria di Mattia Galeotti. L'assenza di uno strumento armonico tradizionale come il basso rende il suono ancora più aperto e dinamico, permettendo ai quattro musicisti di dialogare con grande libertà. Ognuno contribuisce alla costruzione di un equilibrio sonoro nel quale nessuna voce prevale sulle altre.
L'intesa del quartetto emerge fin dall'inizio. Play It Louder, Next Time apre il disco con un'atmosfera riflessiva che introduce perfettamente il clima dell'intero lavoro. Straniarse parte con un delicato arpeggio della chitarra, per poi crescere gradualmente grazie all'intenso intervento del sax tenore di Panconesi. Entering the Party, breve ma significativa, rappresenta una pausa narrativa prima che Sweet Techno Raver si distingue per una diversa energia espressiva, inserendo nel percorso dell'album una sfumatura più aperta e contemporanea, senza allontanarsi dall'atmosfera profonda e ricercata che caratterizza Stua Scura.
Con Ciàcole, Cioxa e la title track Stua Scura, il quartetto entra ancora più nel cuore del progetto, alternando momenti raccolti a passaggi di maggiore intensità emotiva. Ciàcole conserva quel carattere intimo e riflessivo che attraversa l'intero album, mentre Cioxa mette in evidenza un dialogo strumentale più intenso, nel quale la chitarra, i fiati e la batteria si incontrano in un continuo scambio di sensibilità. La title track Stua Scura rappresenta il punto centrale del viaggio, racchiudendo quella ricerca di calore, profondità e mistero che dà identità all'intero lavoro.
La scrittura di Zennaro lascia spazio all'improvvisazione senza mai perdere equilibrio, permettendo a ogni frase musicale e a ogni silenzio di avere il proprio significato. Il percorso si conclude con Gemina Arbor, una chiusura delicata e suggestiva che lascia una piacevole sensazione di continuità, come se il viaggio sonoro potesse ricominciare da capo con un nuovo ascolto.
La registrazione, realizzata al Magister Studio di Preganziol, insieme al mix e al mastering curati da Stefano Bechini, mette in risalto il suono caldo e naturale del quartetto. Ogni strumento trova il proprio spazio senza coprire gli altri, permettendo ai musicisti di dialogare con equilibrio e dando forza al carattere condiviso del progetto.
Con Stua Scura, Luca Zennaro conferma una maturità artistica sorprendente, realizzando un album capace di parlare con delicatezza e profondità. È un lavoro che non ha bisogno di alzare la voce per lasciare il segno, perché la sua forza nasce dalla sincerità della scrittura, dall'intesa tra i musicisti e dalla capacità di trasformare ricordi, luoghi e radici personali in un linguaggio musicale aperto a tutti.
Ogni brano sembra custodire una piccola storia, fatta di atmosfere sospese, colori timbrici e momenti di intensa comunicazione tra gli strumenti. Stua Scura è un viaggio che invita all'ascolto attento, dove le emozioni emergono lentamente e ogni dettaglio trova il proprio significato. Un disco autentico e profondo, che racconta molto senza mai eccedere, lasciando all'ascoltatore il piacere di entrarci dentro poco alla volta e di scoprire, ascolto dopo ascolto, tutte le sue sfumature.
Tracklist: Play It Louder, Next Time, Straniarse, Entering the Party, Sweet Techno Raver, Stravedamento, Ciàcole, Cioxa, Stua Scura, Stravedamento (Reprise), Gemina Arbor.
English version
Luca Zennaro – Stua Scura (Caligola Records, 2026)
A journey through warmth, shadows and identity in contemporary jazz
There are albums that impress through virtuosity and others that captivate through their ability to create atmospheres. Stua Scura, the fifth album under his own name by guitarist and composer Luca Zennaro, definitely belongs to the second category. It is a record that does not seek spectacular effects, but instead leads the listener into a world made of silences, nuances and musical dialogues, where every note naturally finds its own space.
Born in 1997, Zennaro continues to build an increasingly recognizable artistic path within the Italian jazz scene. After Javaskara (2018), When Nobody Is Listening (2020), ZENMUSIC (2022) and Altera Limes (2023), he confirms a compositional style that places writing and expressiveness at the centre, while still preserving the freedom of improvisation. His experience with the trio HackOut! also emerges in this work, contributing to an open musical vision full of personality.
The ten original compositions follow a precise common thread, combining contemporary jazz, timbral research and a strong connection with his own roots. The album title already contains the essence of the entire project. Stua, a term of Germanic origin that entered the Venetian dialect, refers to the traditional wood-panelled room where the fire creates an atmosphere of intimacy and warmth. Scura, on the other hand, describes the sonic character of the music: deep and velvety tones, able to convey warmth rather than darkness. It is precisely from this balance that the identity of the album is born.
The use of the Chioggia dialect in many of the titles further strengthens the connection with the guitarist’s hometown. A key example is Stravedamento, featured in two versions: an initial interpretation and a delicate reprise that returns near the end of the album. The term refers to that rare phenomenon in which, on the clearest days, the Dolomites can be seen from the lagoon. Zennaro transforms this image into music with great sensitivity, allowing melodies, spaces and nuances to evoke a landscape suspended between sky and water.
Alongside Luca Zennaro’s acoustic and electric guitars, the quartet features Francesco Panconesi on tenor saxophone, Federico Calcagno on bass clarinet and Mattia Galeotti on drums. The absence of a traditional harmonic instrument such as bass gives the music an even more open and dynamic quality, allowing the four musicians to interact with great freedom. Each element contributes to a sonic balance in which no voice dominates the others.
The quartet’s chemistry emerges from the very beginning. Play It Louder, Next Time opens the album with a reflective atmosphere that perfectly introduces the overall mood of the work. Straniarse begins with a delicate guitar arpeggio, gradually developing through the intense contribution of Panconesi’s tenor saxophone. Entering the Party, brief yet meaningful, acts as a narrative interlude before Sweet Techno Raver introduces a different expressive energy, adding a more open and contemporary shade to the album’s journey without moving away from the deep and carefully crafted atmosphere that defines Stua Scura.
With Ciàcole, Cioxa and the title track Stua Scura, the quartet moves even deeper into the heart of the project, alternating intimate moments with passages of greater emotional intensity. Ciàcole preserves the reflective and personal character that runs throughout the album, while Cioxa highlights a more intense instrumental dialogue, where guitar, winds and drums meet in a continuous exchange of sensitivity. The title track Stua Scura represents the central point of the journey, embracing that search for warmth, depth and mystery that gives the entire work its identity.
Zennaro’s writing leaves room for improvisation without ever losing balance, allowing every musical phrase and every silence to have its own meaning. The journey ends with Gemina Arbor, a delicate and evocative closing piece that leaves a pleasant sense of continuity, as if the sonic journey could begin again with another listen. The recording, made at Magister Studio in Preganziol, together with the mixing and mastering work by Stefano Bechini, highlights the quartet’s warm and natural sound. Each instrument finds its own space without overpowering the others, allowing the musicians to interact with balance and reinforcing the shared spirit of the project.
With Stua Scura, Luca Zennaro confirms a remarkable artistic maturity, creating an album capable of speaking with delicacy and depth. It is a work that does not need to raise its voice to leave a mark, because its strength comes from the sincerity of the writing, the connection between the musicians and the ability to transform memories, places and personal roots into a musical language open to everyone.
Each track seems to preserve a small story, made of suspended atmospheres, timbral colours and moments of intense communication between the instruments. Stua Scura is a journey that invites careful listening, where emotions slowly emerge and every detail finds its own meaning. An authentic and profound album that tells a great deal without ever being excessive, leaving the listener the pleasure of gradually entering its world and discovering, listen after listen, all of its nuances.
Tracklist: Play It Louder, Next Time, Straniarse, Entering the Party, Sweet Techno Raver, Stravedamento, Ciàcole, Cioxa, Stua Scura, Stravedamento (Reprise), Gemina Arbor.

