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| ThreeGoria - 30’ Live at Altera / Fanfulla 5/A |
ThreeGoria - 30’ Live at Altera / Fanfulla 5/A (Filibusta Records, 2026)
Paesaggi sonori in trasformazione
Ci sono dischi che nascono in studio e altri che sembrano emergere direttamente da uno spazio vissuto, quasi impregnati dell’aria, delle tensioni e delle relazioni che li hanno generati. 30’ Live at Altera / Fanfulla 5/A dei ThreeGoria appartiene chiaramente alla seconda categoria. Pubblicato da Filibusta Records, questo esordio documenta un incontro che non ha nulla di programmatico e proprio per questo riesce a trasmettere una sensazione rara di necessità espressiva.
Il contesto da cui nasce il progetto è quello di ALTERA, rassegna ospitata al Fanfulla 5/a nel quartiere romano del Pigneto. Più che una semplice serie di concerti, ALTERA sembra funzionare come uno spazio di collisione creativa: musicisti provenienti da percorsi differenti vengono messi nelle condizioni di costruire, nel tempo limitato di trenta minuti, un linguaggio comune fondato sull’ascolto reciproco e sull’improvvisazione radicale.
Ed è forse proprio qui che il progetto trova la sua forza più autentica: nella convergenza di esperienze molto diverse tra loro. Eugenio Renzetti, trombonista, compositore e ricercatore, arriva da un percorso che attraversa tanto la scrittura contemporanea quanto la sperimentazione improvvisativa, tra ensemble come GroupZero e collaborazioni che vanno dal pop di Daniele Silvestri alle esperienze più avanzate della musica contemporanea italiana. Daniele Fiaschi porta invece nel trio una visione chitarristica estremamente personale, costruita negli anni attraverso un continuo attraversamento di linguaggi differenti come jazz, rock, elettronica, songwriting e consolidata nelle collaborazioni con artisti come Max Gazzè, Diodato e ancora Silvestri. Pino Pecorelli, oltre all’attività di contrabbassista e compositore, aggiunge al progetto una sensibilità maturata tra cinema, teatro e grandi ensemble multiculturali come Orchestra di Piazza Vittorio, mantenendo sempre forte il legame con la scrittura orchestrale e la produzione artistica.
La cosa più interessante di 30’ è che non prova mai a rassicurare l’ascoltatore. Il disco si muove dentro un paesaggio sonoro instabile, quasi post-industriale, fatto di distorsioni, fratture, riverberi metallici e linee melodiche che appaiono e scompaiono senza mai fissarsi davvero. La chitarra di Fiaschi lavora spesso sulla materia e sulla texture più che sul fraseggio tradizionale, creando superfici abrasive o improvvise aperture atmosferiche. Il trombone di Renzetti entra invece come una voce mobile, a tratti lirica e subito dopo spezzata, capace di insinuarsi tra le frequenze della chitarra senza mai cercare una posizione dominante. Pecorelli, dal canto suo, tiene insieme il tutto con un contrabbasso che non si limita alla funzione ritmica ma diventa corpo sonoro, attrito, vibrazione fisica.
Suddiviso in cinque segmenti consecutivi, il disco evita deliberatamente qualsiasi appartenenza definita. Jazz d’avanguardia, improvvisazione radicale, rumorismo ed elettronica sembrano attraversarsi continuamente senza mai stabilizzarsi in una forma precisa. Più che costruire un genere, i ThreeGoria lavorano sulla ridefinizione continua dello spazio sonoro e del dialogo tra gli strumenti, come se ogni sezione aprisse nuove possibilità di relazione e ascolto. In questo senso, anche il legame con il quartiere Pigneto non appare casuale: le tensioni, le trasformazioni e il carattere irregolare del quartiere sembrano riflettersi direttamente nella musica, che trasforma l’ascolto in qualcosa che va oltre la semplice esperienza estetica, assumendo quasi il valore di una presa di posizione collettiva e condivisa.
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| ThreeGoria |
La musica non segue temi chiari, ma cresce e si riduce come materia in movimento. A volte il trio suona in modo molto delicato e quasi da musica da camera, altre volte tutto si rompe in suoni più caotici e rumorosi, vicini alla libera improvvisazione e alla sperimentazione elettronica. Nonostante questo continuo cambiare, si sente sempre un forte dialogo tra i musicisti. Ogni suono sembra nascere dalla risposta immediata a quello che accade nel momento.
Uno degli aspetti più riusciti del disco è proprio il rapporto con lo spazio sonoro. L’impressione è quella di assistere non tanto a una performance chiusa quanto a una continua ridefinizione dell’ambiente acustico: silenzi, risonanze e vuoti diventano parte integrante del racconto quanto i suoni stessi. In questo senso 30’ riesce davvero a trasformare l’improvvisazione in un’esperienza collettiva, quasi rituale, mantenendo viva quella dimensione comunitaria evocata dal progetto ALTERA.
Il lavoro di Carlo Cimmino, citato dagli stessi musicisti come figura fondamentale nella nascita del progetto, si percepisce anche nella coerenza della registrazione: il live conserva tutta la sua ruvidità ma senza perdere definizione, lasciando emergere le sfumature più sottili del dialogo tra gli strumenti.
30’ Live at Altera / Fanfulla 5/A non è un disco che cerca strutture stabili o punti di riferimento immediati. Preferisce abitare la trasformazione continua, il rischio dell’istante e la fragilità dell’ascolto reciproco. Ed è proprio in questa instabilità che i ThreeGoria trovano la loro identità più autentica.
English version
ThreeGoria - 30’ Live at Altera / Fanfulla 5/A (Filibusta Records, 2026)
Soundscapes in transformation
There are albums that are born in the studio and others that seem to emerge directly from a lived space, almost soaked in the air, tensions, and relationships that generated them. 30’ Live at Altera / Fanfulla 5/A by ThreeGoria clearly belongs to the second category. Released by Filibusta Records, this debut documents an encounter that has nothing programmatic about it and precisely for this reason conveys a rare sense of expressive urgency.
The project originates from ALTERA, a series hosted at Fanfulla 5/a in Rome’s Pigneto district. Rather than a simple concert series, ALTERA functions as a space of creative collision: musicians from different backgrounds are placed in conditions where, within a limited time span of thirty minutes, they must build a shared language based on mutual listening and radical improvisation.
It is perhaps here that the project finds its most authentic strength: in the convergence of very different experiences. Eugenio Renzetti, trombonist, composer, and researcher, comes from a path that moves between contemporary composition and improvisational experimentation, from ensembles such as GroupZero to collaborations ranging from the pop world of Daniele Silvestri to the most advanced areas of Italian contemporary music. Daniele Fiaschi brings into the trio a highly personal guitar vision, shaped over years through a constant crossing of languages such as jazz, rock, electronics, and songwriting, and strengthened through collaborations with artists like Max Gazzè, Diodato, and Silvestri himself. Pino Pecorelli, beyond his work as a double bassist and composer, adds a sensitivity shaped by cinema, theatre, and large multicultural ensembles such as the Orchestra di Piazza Vittorio, while maintaining a strong connection with orchestral writing and artistic production.
What makes 30’ most compelling is that it never tries to reassure the listener. The album moves through an unstable sonic landscape, almost post-industrial in character, made of distortions, fractures, metallic reverberations, and melodic lines that appear and disappear without ever fully settling. Fiaschi’s guitar often works on texture and material rather than traditional phrasing, creating abrasive surfaces or sudden atmospheric openings. Renzetti’s trombone enters like a shifting voice, sometimes lyrical and immediately fractured, slipping between frequencies without ever claiming a fixed position. Pecorelli holds everything together with a double bass that goes beyond rhythmic function, becoming sound-body, friction, and physical vibration.
Structured in five consecutive segments, the album deliberately avoids any fixed stylistic identity. Avant-garde jazz, radical improvisation, noise practices, and electronics constantly intersect without ever stabilising into a defined form. Rather than building a genre, ThreeGoria continuously redefine sonic space and instrumental dialogue, as if each section opened new possibilities of relation and listening. In this sense, the connection with the Pigneto district is far from incidental: its tensions, transformations, and irregular character seem to directly reflect themselves in the music, turning listening into something that goes beyond aesthetic experience and takes on the value of a collective, shared stance.
The music does not follow clear themes, but grows and contracts like matter in motion. At times the trio plays in a very delicate, almost chamber-like way; at others everything breaks into more chaotic, noisy sounds close to free improvisation and electronic experimentation. Despite this constant shifting, a strong sense of dialogue is always present. Every sound seems to arise as an immediate response to what is happening in the moment.
One of the most successful aspects of the album is precisely its relationship with sonic space. The impression is not that of a closed performance, but of a continuous redefinition of the acoustic environment: silences, resonances, and voids become as important as the sounds themselves. In this sense, 30’ truly transforms improvisation into a collective, almost ritual experience, preserving the communal dimension evoked by the ALTERA project.
The work of Carlo Cimmino, cited by the musicians as a key figure in the project’s emergence, is also evident in the coherence of the recording: the live performance retains its rawness without losing clarity, allowing the most subtle nuances of the instrumental dialogue to emerge.
30’ Live at Altera / Fanfulla 5/A is not an album that seeks stable structures or immediate reference points. It prefers to inhabit continuous transformation, the risk of the instant, and the fragility of mutual listening. And it is precisely within this instability that ThreeGoria find their most authentic identity.

