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| Felice Clemente New Quartet – Le Nuvole E Il Fulmine |
Felice Clemente New Quartet – Le Nuvole E Il Fulmine (Da Vinci Jazz, 2026)
Tra lirismo e interplay
Ci sono musicisti che attraversano il tempo inseguendo le mode e altri che, con discrezione, costruiscono un linguaggio riconoscibile senza mai allontanarsi da ciò che li ha formati. Felice Clemente appartiene a questa seconda categoria. Da quasi trent'anni è una presenza costante del jazz italiano, collaborando con numerosi protagonisti della scena nazionale e internazionale e sviluppando, parallelamente, una ricerca personale che disco dopo disco ha definito un'identità sempre più nitida.
Il legame con la tradizione non è mai stato un semplice esercizio di stile. Clemente ha raccontato più volte quanto l'incontro con Sonny Rollins, dopo un concerto al Teatro Valli di Reggio Emilia nel 2001, abbia segnato il suo percorso umano e artistico. Quel dialogo con il suo punto di riferimento gli fece comprendere definitivamente quale sarebbe stata la sua strada. Oggi, mentre il mondo del jazz continua a confrontarsi con il mito rollinsiano, è impossibile non ritrovare in Le Nuvole e il Fulmine la stessa idea di jazz fondata sul suono, sulla libertà e soprattutto sulla forza della melodia.
Pubblicato da Da Vinci Jazz, il nuovo lavoro vede il saxofonista e compositore Felice Clemente scegliere la formula del quartetto senza pianoforte, soluzione che lascia ampio respiro ai dialoghi fra i fiati e rende ancora più evidente il peso creativo della sezione ritmica. Al suo fianco troviamo Alberto Mandarini alla tromba e al flicorno, musicista di straordinaria versatilità, mentre Giulio Corini al contrabbasso e Massimo Manzi alla batteria rappresentano una coppia ormai consolidata nel percorso del sassofonista. L'assenza dello strumento armonico non impoverisce il suono, ma apre spazi che vengono riempiti con naturalezza dall'intreccio continuo tra sax e tromba, sostenuti da un accompagnamento dinamico e sempre ricco di sfumature.
Fin dalle prime battute di Sparkling Blue emerge il carattere del disco. Il groove costruito da Corini e Manzi imprime energia al brano, mentre Clemente e Mandarini si rincorrono con frasi che alternano unisoni e contrappunti senza perdere immediatezza. È un inizio che definisce subito il linguaggio dell'intero album: accessibile, melodico, ma mai prevedibile.
Awakening rallenta il passo rispetto all'apertura del disco e introduce un clima più lirico e contemplativo. Il sax soprano di Clemente disegna una melodia elegante e naturale, sostenuta da un accompagnamento discreto che lascia emergere tutta la qualità della scrittura, mai appesantita da virtuosismi fini a sé stessi.
Con Le Nuvole e il Fulmine, la composizione che dà il titolo all'album, il quartetto raggiunge uno dei suoi vertici espressivi. Un lungo preludio del sax tenore apre la strada a un tema di grande intensità, arricchito dall'ingresso della tromba di Mandarini. La ballad si sviluppa attraverso continui cambi di tensione e distensione, mentre il solo di contrabbasso di Corini rappresenta il punto di snodo che conduce verso una seconda parte nella quale improvvisazione e scrittura convivono con assoluta naturalezza.
L'energia torna a salire con Dark Glow, costruita su un tema dalle leggere inflessioni blues che valorizza il continuo alternarsi di sax e tromba. Il successivo Living Light offre invece uno dei momenti più intensi e melodicamente ispirati del disco: Clemente affida al quartetto una composizione di grande eleganza, interpretata con sensibilità e profonda partecipazione da tutti i musicisti.
Whispered Beginnings si apre con un evocativo solo di contrabbasso che crea un'atmosfera sospesa prima dell'ingresso dei due fiati. Da questo dialogo prende forma un brano ricco di sfumature, che prepara naturalmente il terreno a Red Or Blues, dove il linguaggio blues emerge con maggiore evidenza e culmina in un serrato botta e risposta tra Clemente e Mandarini, testimonianza della perfetta intesa raggiunta dal quartetto.
Con Urban Groove il ritmo torna protagonista. Il titolo descrive efficacemente il carattere del brano, costruito su un groove incisivo, sugli unisoni dei fiati e sulla solida spinta della sezione ritmica, all'interno della quale Manzi trova anche lo spazio per un agile e misurato intervento solistico.
La conclusione è affidata a Il Sogno Profondo, composizione firmata da Alberto Mandarini che apre il quartetto a territori più liberi e vicini all'estetica di Ornette Coleman. Le suggestioni free non spezzano la coerenza dell'album, ma ne ampliano gli orizzonti, chiudendo il percorso con uno sguardo aperto verso nuove possibilità espressive.
In Le Nuvole e il Fulmine la melodia rimane il centro di ogni scelta compositiva, ma intorno ad essa si sviluppa un lavoro collettivo ricco di dettagli, ascolto reciproco e continua interazione. È proprio questa dimensione condivisa a dare forza al disco, che evita qualsiasi effetto facile per privilegiare una scrittura matura, essenziale e profondamente personale.
Felice Clemente firma così uno dei lavori italiani più convincenti dell'anno: un album che guarda alla tradizione senza nostalgia, costruisce il presente con intelligenza e dimostra come il jazz possa ancora emozionare semplicemente affidandosi alla qualità delle idee, del suono e del dialogo fra musicisti.
Tracklist: Sparkling Blue, Awakening, Le Nuvole e il Fulmine, Dark Glow, Living Light, Whispered Beginnings, Red Or Blues, Urban Groove, Il Sogno Profondo
English version
Felice Clemente New Quartet – Le Nuvole E Il Fulmine (Da Vinci Jazz, 2026)
Between Lyricism and Interplay
There are musicians who move through time chasing trends, and others who, with quiet determination, build a recognizable language without ever drifting away from their roots. Felice Clemente belongs to this second category. For almost thirty years he has been a constant presence on the Italian jazz scene, collaborating with many leading figures in both national and international jazz, while gradually shaping a personal artistic voice that has become clearer and more defined from album to album.
His relationship with tradition has never been a mere stylistic exercise. Clemente has often spoken about how his encounter with Sonny Rollins, after a concert at the Teatro Valli in Reggio Emilia in 2001, marked a turning point in his artistic and human journey. That dialogue with his reference point made him fully understand his path. Today, as the jazz world continues to engage with the Rollins legacy, it is impossible not to hear in Le Nuvole e il Fulmine the same idea of jazz rooted in sound, freedom, and above all the power of melody.
Released by Da Vinci Jazz, the new work sees saxophonist and composer Felice Clemente opting for a piano-less quartet format, a choice that gives greater space to the dialogue between the horns and further highlights the creative role of the rhythm section. Alongside him are Alberto Mandarini on trumpet and flugelhorn, a musician of remarkable versatility, while Giulio Corini on double bass and Massimo Manzi on drums form a long-established partnership within the saxophonist’s projects. The absence of a harmonic instrument does not thin the sound; instead, it opens up space that is naturally filled by the continuous interplay between sax and trumpet, supported by a dynamic and richly nuanced rhythmic foundation.
From the opening bars of Sparkling Blue, the album’s identity immediately emerges. The groove created by Corini and Manzi drives the piece forward with energy, while Clemente and Mandarini engage in lines that alternate unisons and counterpoint without losing immediacy. It is an opening that clearly defines the album’s language: accessible and melodic, yet never predictable.
Awakening slows the pace after the opening track, introducing a more lyrical and contemplative mood. Clemente’s soprano saxophone shapes an elegant and natural melody, supported by a restrained accompaniment that allows the quality of the writing to emerge fully, never weighed down by technical display for its own sake.
With Le Nuvole e il Fulmine, the album’s title track, the quartet reaches one of its expressive peaks. A long tenor sax introduction opens the way to a deeply evocative theme, enriched by the entry of Mandarini’s trumpet. The ballad unfolds through continuous shifts between tension and release, while Giulio Corini’s double bass solo becomes a turning point leading into a second section where improvisation and composition blend with striking coherence.
Energy rises again with Dark Glow, built on a theme with subtle blues inflections that highlights the constant exchange between sax and trumpet. Living Light follows, offering one of the album’s most emotionally resonant and melodically inspired moments: Clemente entrusts the quartet with a composition of rare elegance, performed with sensitivity and deep involvement by all the musicians.
Whispered Beginnings opens with an evocative double bass solo that creates a suspended atmosphere before the entrance of the horns. From this dialogue emerges a richly textured piece that naturally leads into Red Or Blues, where the blues language becomes more explicit and culminates in a tight call-and-response between Clemente and Mandarini, a clear testament to the quartet’s deepening rapport.
With Urban Groove, rhythm once again takes center stage. The title aptly describes the track’s character, built on a driving groove, horn unisons, and a solid rhythmic push, within which Manzi also finds space for a brief but well-judged solo contribution.
The album closes with Il Sogno Profondo, a composition by Alberto Mandarini that opens the quartet to freer territories closer to Ornette Coleman’s aesthetic. These freer elements do not disrupt the album’s coherence; instead, they expand its horizons, bringing the journey to a close with an open vision toward new expressive possibilities.
Throughout Le Nuvole e il Fulmine, melody remains at the core of every compositional choice, but around it unfolds a collective interplay rich in detail, mutual listening, and constant interaction. It is precisely this shared dimension that gives the album its strength, avoiding any easy effects in favor of a mature, essential, and deeply personal writing approach.
Felice Clemente thus delivers one of the most compelling Italian jazz albums of the year: a work that looks to tradition without nostalgia, builds the present with intelligence, and shows how jazz can still move listeners simply through the quality of ideas, sound, and musical dialogue.
Tracklist: Sparkling Blue, Awakening, Le Nuvole e il Fulmine, Dark Glow, Living Light, Whispered Beginnings, Red Or Blues, Urban Groove, Il Sogno Profondo

