venerdì 3 luglio 2026

Aner Andros – The Chakra Symphony 2026 world music e musica meditativa | Redapolis Music

Aner Andros – The Chakra Symphony

Aner Andros – The Chakra Symphony (Blue Seal, 2026)

La musica come percorso interiore

Ci sono dischi che raccontano una storia e altri che cercano di creare uno spazio in cui immergersi. The Chakra Symphony,  nuovo lavoro di Aner Andros, appartiene decisamente alla seconda categoria. Pubblicato da Blue Seal, il concept album nasce dall'incontro tra world music, composizione contemporanea, sound healing e pratiche meditative, dando vita a un percorso musicale che prende come riferimento i sette chakra della tradizione orientale.

Dietro il nome Aner Andros si cela Andrea Romanazzo, musicista, compositore, polistrumentista e liutaio romano. Diplomato in contrabbasso classico e jazz presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, nel corso della sua carriera ha attraversato linguaggi come jazz, rock e fusion, affiancando all'attività concertistica una lunga ricerca sulla vibrazione del suono e sul suo rapporto con la percezione. Da oltre quindici anni si dedica anche alla costruzione e al restauro di contrabbassi, un'esperienza che ha alimentato la sua sensibilità verso la risonanza e la materia sonora. Con il progetto Aner Andros porta questa ricerca in una dimensione in cui composizione contemporanea, world music, meditazione e sound healing convergono in un unico percorso artistico.

Più che una raccolta di composizioni autonome, The Chakra Symphony è pensato come un flusso continuo. Le otto tracce seguono un preciso percorso simbolico che parte dal radicamento del Muladhara, il chakra della radice, attraversa emozioni, volontà, compassione, comunicazione e intuizione, fino ad arrivare alla trascendenza di Sahasrara, concludendosi nell'epilogo luminoso di A New World.

Ogni movimento possiede una propria identità timbrica e compositiva. Tonalità, ritmo, frequenze, tessiture vocali e strumenti vengono scelti per evocare le caratteristiche del centro energetico a cui sono dedicati, costruendo una narrazione musicale che procede senza interruzioni e invita a un ascolto integrale.

L'aspetto più convincente del disco è probabilmente la varietà degli strumenti impiegati. Il basso fretless, le tastiere, il pianoforte e l'arpa sinfonica convivono con didgeridoo, gong, campane tibetane e di cristallo, sintetizzatori analogici e numerose percussioni, creando un equilibrio tra strumenti acustici e atmosfere ambient.

Le voci, distribuite tra interventi maschili, femminili e cori rituali, non assumono quasi mai un ruolo da protagoniste nel senso tradizionale, ma diventano parte integrante del paesaggio sonoro, contribuendo a rafforzare il carattere contemplativo dell'opera.

La presenza di Gaia Possenti al pianoforte e voce, Jacopo Barbato alle chitarre e voce, Chiara Santoro all’arpa sinfonica e Marina De Sanctis alla voce solista femminile, insieme ai contributi di Eva Sarzi Puttini (gong, percussioni, campane e voce), Luca Bernardini (sintetizzatori analogici), Karen Gomez (percussioni e voce), Ambrogio Feudi (didgeridoo e percussioni), Andy Bartolucci (batteria, percussioni e voce) e Santo Tringali ai cori, amplia ulteriormente la tavolozza timbrica dell’album, mantenendo però una forte coerenza interna e una chiara unità di visione sonora.

Aner Andros e band

L'apertura affidata a Muladhara stabilisce immediatamente il tono del progetto. Le pulsazioni profonde, il didgeridoo e le percussioni costruiscono un'atmosfera primordiale che richiama il battito della terra e introduce il tema del radicamento.

Con Swadhisthana la musica si fa più melodica e intima, mentre Manipura porta maggiore dinamismo grazie al dialogo tra pianoforte e arpa e all'alternanza ritmica che rompe gli equilibri senza perdere fluidità.

Uno dei momenti più delicati arriva con Anahata, dove l'arpa e il pianoforte costruiscono un clima di grande serenità, seguito da Vishuddha, che mette maggiormente in evidenza il dialogo tra le linee vocali maschili e femminili.

Nella parte conclusiva il disco rallenta progressivamente il proprio respiro. Ajna amplia gli spazi sonori attraverso lunghe sospensioni armoniche, mentre Sahasrara riduce quasi completamente l'elemento ritmico, lasciando che sintetizzatori e gong accompagnino l'ascoltatore verso una dimensione più astratta. A New World chiude il percorso con un pianoforte dal carattere rassicurante, offrendo una conclusione che restituisce il senso di un viaggio compiuto.

Aner Andros 

The Chakra Symphony richiede tempo, presenza e una reale disponibilità all’ascolto. Non inseguе il singolo episodio immediatamente riconoscibile né la costruzione di melodie pensate per restare impresse al primo passaggio, ma si sviluppa come un flusso continuo, in cui ogni brano trova senso e profondità solo dentro l’intero percorso.

È un’opera che chiede di essere attraversata più che ascoltata, come un viaggio graduale tra stati interiori e differenti livelli di percezione. Chi frequenta la world music, la new age o le pratiche legate al sound healing riconoscerà un lavoro coerente, costruito con attenzione minuziosa al dettaglio timbrico e alla relazione tra suono e spazio. Chi arriva invece da altri orizzonti potrebbe trovarsi di fronte a un linguaggio diverso, meno legato alla forma canzone e più vicino all’idea di paesaggio sonoro, immersione e meditazione guidata dal suono.

Tracklist: Muladhara (Root Chakra), Swadhisthana (Sacral Chakra), Manipura (Solar Plexus Chakra), Anahata (Heart Chakra), Vishuddha (Throat Chakra), Ajna (Third Eye Chakra), Sahasrara (Crown Chakra), A New World 

English version 

Aner Andros – The Chakra Symphony (Blue Seal, 2026) 

The Music as an Inner Journey 

There are albums that tell a story, and others that try to create a space to be immersed in. The Chakra Symphony, the new work by Aner Andros, clearly belongs to the second category. Released by Blue Seal, this concept album emerges from the encounter between world music, contemporary composition, sound healing, and meditative practices, giving life to a musical journey inspired by the seven chakras of Eastern tradition.

Behind the name Aner Andros is Andrea Romanazzo, a Roman musician, composer, multi-instrumentalist, and luthier. He graduated in classical and jazz double bass at the Santa Cecilia Conservatory in Rome and, throughout his career, has moved across languages such as jazz, rock, and fusion, while simultaneously pursuing a long-standing research into sound vibration and its relationship with perception. For over fifteen years, he has also been involved in the construction and restoration of double basses, an experience that has deepened his sensitivity toward resonance and sonic matter. With the Aner Andros project, he brings this research into a dimension where contemporary composition, world music, meditation, and sound healing converge into a unified artistic path.

Rather than a collection of standalone compositions, The Chakra Symphony is conceived as a continuous flow. The eight tracks follow a precise symbolic journey that begins with grounding in Muladhara, the root chakra, passes through emotion, willpower, compassion, communication, and intuition, and culminates in the transcendence of Sahasrara, concluding with the luminous epilogue of A New World.

Each movement has its own timbral and compositional identity. Tonality, rhythm, frequencies, vocal textures, and instrumentation are carefully chosen to evoke the qualities of each energetic center, building a seamless narrative that invites a fully immersive listening experience.

One of the album’s most compelling aspects is the rich variety of instruments involved. Fretless bass, keyboards, piano, and symphonic harp coexist with didgeridoo, gongs, Tibetan and crystal singing bowls, analog synthesizers, and a wide range of percussion instruments, creating a balance between acoustic timbres and ambient soundscapes.

Voices, distributed across male and female leads as well as ritual choirs, rarely take on a traditional foreground role; instead, they become an integral part of the sonic landscape, reinforcing the contemplative nature of the work.

The presence of Gaia Possenti on piano and vocals, Jacopo Barbato on guitars and vocals, Chiara Santoro on symphonic harp, and Marina De Sanctis as female lead voice, along with contributions from Eva Sarzi Puttini (gong, percussion, bells, and voice), Luca Bernardini (analog synthesizers), Karen Gomez (percussion and voice), Ambrogio Feudi (didgeridoo and percussion), Andy Bartolucci (drums, percussion, and voice), and Santo Tringali on choir, further expands the album’s timbral palette while maintaining a strong internal coherence and a clear unity of sonic vision.

The opening track, Muladhara, immediately establishes the tone of the project. Deep pulses, didgeridoo, and percussion create a primordial atmosphere that echoes the heartbeat of the earth and introduces the theme of grounding.

With Swadhisthana, the music becomes more melodic and intimate, while Manipura introduces greater dynamism through the dialogue between piano and harp and rhythmic shifts that disrupt balance without losing fluidity.

One of the most delicate moments arrives with Anahata, where harp and piano create a deeply serene atmosphere, followed by Vishuddha, which highlights the dialogue between male and female vocal lines.

In the final section, the album gradually slows its breath. Ajna expands sonic space through long harmonic suspensions, while Sahasrara almost completely removes rhythmic elements, allowing synthesizers and gongs to guide the listener into a more abstract dimension. A New World closes the journey with a reassuring piano theme, offering a sense of completion and arrival.

The Chakra Symphony requires time, presence, and a genuine willingness to listen. It does not aim for immediately recognizable episodes or catchy melodic hooks, but unfolds as a continuous flow in which each track gains meaning and depth only within the whole journey.

It is a work that asks to be experienced rather than simply heard, like a gradual passage through inner states and different levels of perception. Those familiar with world music, new age, or sound healing practices will recognize a coherent work, crafted with meticulous attention to timbre and the relationship between sound and space. Listeners coming from different backgrounds may instead encounter a different musical language, less tied to traditional song form and closer to the idea of sonic landscape, immersion, and sound-guided meditation.

Tracklist: Muladhara (Root Chakra), Swadhisthana (Sacral Chakra), Manipura (Solar Plexus Chakra), Anahata (Heart Chakra), Vishuddha (Throat Chakra), Ajna (Third Eye Chakra), Sahasrara (Crown Chakra), A New World