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| Luca Crispino – Transitivo |
Luca Crispino – Transitivo (Dodicilune, 2026)
Il coraggio di restare in transito
Ci sono dischi che cercano di definire un genere e altri che preferiscono metterne continuamente in discussione i confini. Transitivo, terzo lavoro da leader del chitarrista e compositore padovano Luca Crispino per Dodicilune, appartiene senza esitazioni alla seconda categoria. Pubblicato il 24 giugno 2026, l'album prosegue il percorso iniziato con Diffrazioni (2024) e Famiglio (2025), due lavori che ho già avuto modo di raccontare sulle pagine di Redapolis Music e che avevano messo in luce la coerenza e l'evoluzione della sua ricerca artistica. Anche in Transitivo, Crispino approfondisce il proprio percorso tra jazz contemporaneo, improvvisazione radicale e sperimentazione, senza mai sentirsi obbligato a trovare un approdo definitivo.
Accanto a Crispino troviamo un quartetto di musicisti dalla forte personalità: Stefano Benini al flauto, didgeridoo e Akai EWI, Enrico Terragnoli al basso acustico e ai synth e Luca Pighi alla batteria. Un organico essenziale che riesce però a generare una sorprendente varietà timbrica, trasformando ogni composizione in un territorio aperto all'ascolto reciproco e all'imprevisto.
Il titolo Transitivo suggerisce già un'idea di passaggio, di trasformazione continua. È un disco che evita qualsiasi immobilità e preferisce vivere nella tensione tra ciò che è scritto e ciò che nasce nell'istante. La definizione di "musica di confine" qui non diventa un'etichetta, ma un vero metodo creativo: jazz, ricerca sonora, elementi contemporanei e libertà improvvisativa convivono senza gerarchie.
L'impressione è quella di assistere a un dialogo costante, in cui ogni musicista contribuisce a modificare la direzione del percorso. Non ci sono protagonisti assoluti, ma una costruzione collettiva che lascia respirare ogni idea senza soffocarla.
La chitarra di Luca Crispino rappresenta il filo conduttore dell'intero lavoro. Il suo linguaggio evita qualsiasi esibizione tecnica fine a sé stessa per concentrarsi sulla ricerca del timbro, della dinamica e della relazione con gli altri musicisti.
Fin dalle prime battute di Basilisco, introdotto da un ottimo giro di basso e con chitarra e flauto che si intrecciano in un dialogo aperto, emerge un approccio in cui ogni frase sembra nascere dall’ascolto reciproco più che da uno schema prestabilito.
In Cronofrattura il paesaggio sonoro si amplia grazie al didgeridoo di Stefano Benini, che aggiunge profondità e un carattere quasi rituale al dialogo con la chitarra e l'elettronica. Dittico Inesplicabile rappresenta uno dei momenti più suggestivi del disco: qui Crispino impiega la lap steel guitar, introducendo sonorità sospese che si fondono con il flauto in un intreccio ricco di sfumature.
Con Verdugo il quartetto accentua la tensione espressiva senza rinunciare all'equilibrio collettivo, , mentre Argonauta è un brano interamente affidato a un pregevole solo di batteria di Luca Pighi, che costruisce una dimensione sospesa e introspettiva, all’interno del percorso del disco senza alcun intervento degli altri strumenti.
Pontecorvo rappresenta uno degli episodi in cui scrittura e improvvisazione convivono con maggiore naturalezza, confermando la qualità dell'interplay tra i quattro musicisti. In Avamposto entra invece in scena l'Akai EWI di Benini, che amplia ulteriormente la tavolozza timbrica e conduce il gruppo verso territori ancora più aperti e imprevedibili.
A tenere insieme questo percorso è anche la batteria di Luca Pighi, sempre attenta alla costruzione dell'atmosfera più che alla semplice scansione ritmica. Il viaggio si conclude con Ferragut, un finale che evita qualsiasi senso di chiusura definitiva e lascia l'impressione che la musica continui a espandersi oltre l'ultima nota, fedele allo spirito esplorativo che attraversa l'intero album.
Con Transitivo, Luca Crispino prosegue un percorso artistico che rifugge ogni definizione rigida e trova la propria forza nella continua ricerca. È un album che non cerca scorciatoie né punti d'arrivo, ma invita ad abitare uno spazio in cui scrittura, improvvisazione e ascolto reciproco convivono in un equilibrio sempre mutevole. Ogni brano apre una prospettiva diversa, ogni dialogo tra gli strumenti suggerisce nuove direzioni, lasciando all'ascoltatore la libertà di costruire il proprio itinerario.
La qualità del quartetto è proprio questa: trasformare l'interazione in linguaggio e fare dell'imprevedibilità un valore espressivo. La chitarra di Crispino, il flauto e le incursioni timbriche di Stefano Benini, il sostegno creativo di Enrico Terragnoli e la sensibilità ritmica di Luca Pighi danno vita a un suono collettivo che non appartiene a un solo genere, ma a un modo di intendere la musica come esperienza condivisa.
Transitivo è un disco che chiede tempo e attenzione, ma ripaga ogni ascolto con nuovi dettagli e nuove prospettive. È un invito ad attraversare quei territori dove le certezze si dissolvono e la curiosità diventa il vero motore del viaggio. Ed è forse proprio in questo continuo attraversamento, in questo rimanere "in transito" tra mondi sonori diversi, che Luca Crispino firma il capitolo più maturo e consapevole del suo percorso artistico.
Tracklist: Basilisco, Cronofrattura, Dittico Inesplicabile, Verdugo, Argonauta, Pontecorvo, Avamposto, Ferragut
English version
Luca Crispino – Transitivo (Dodicilune, 2026)
The courage to remain in transit
There are albums that seek to define a genre and others that continually challenge its boundaries. Transitivo, the third leader work by Padua-based guitarist and composer Luca Crispino for Dodicilune, firmly belongs to the latter category. Released on June 24, 2026, the album continues the journey begun with Diffrazioni (2024) and Famiglio (2025), two works I have already had the opportunity to explore on the pages of Redapolis Music, and which highlighted the coherence and evolution of his artistic research. In Transitivo as well, Crispino deepens his path through contemporary jazz, radical improvisation, and experimentation, never feeling compelled to arrive at a definitive destination.
Alongside Crispino we find a quartet of strong individual voices: Stefano Benini on flute, didgeridoo, and Akai EWI, Enrico Terragnoli on acoustic bass and synths, and Luca Pighi on drums. An essential lineup that nonetheless generates a striking timbral variety, turning each composition into an open space for mutual listening and unpredictability.
The title Transitivo already suggests an idea of passage, of continuous transformation. This is an album that avoids any sense of stasis, preferring instead to dwell in the tension between what is written and what emerges in the moment. Here, the definition of “border music” is not a label, but a true creative method: jazz, sonic exploration, contemporary elements, and improvisational freedom coexist without hierarchy.
The impression is that of witnessing a constant dialogue, where each musician contributes to shifting the direction of the journey. There are no absolute protagonists, but rather a collective construction that allows every idea to breathe without being suffocated.
Luca Crispino’s guitar acts as the guiding thread of the entire work. His language avoids any self-indulgent virtuosity, focusing instead on timbre, dynamics, and interaction with the other musicians.
From the very opening of Basilisco, introduced by an excellent bass line and featuring guitar and flute intertwining in an open dialogue, an approach emerges in which every phrase seems to arise from mutual listening rather than from a predetermined structure.
In Cronofrattura the soundscape expands thanks to Stefano Benini’s didgeridoo and a significant electronic presence, adding depth and a nearly ritual character to the dialogue with guitar and electronics. Dittico Inesplicabile is one of the most evocative moments of the album: here Crispino uses lap steel guitar, introducing suspended sonorities that merge with the flute in a richly nuanced interplay.
With Verdugo the quartet heightens its expressive tension without sacrificing collective balance, while Argonauta is entirely entrusted to a remarkable solo drum performance by Luca Pighi, which builds a suspended and introspective dimension within the album’s journey, with no intervention from the other instruments.
Pontecorvo stands as one of the episodes where composition and improvisation coexist most naturally, confirming the strong interplay among the four musicians. In Avamposto, Benini’s Akai EWI enters the scene, further expanding the timbral palette and leading the group into even more open and unpredictable territories.
Holding this journey together is also Luca Pighi’s drumming, always focused more on shaping atmosphere than on simple rhythmic function. The voyage concludes with Ferragut, a finale that avoids any sense of definitive closure and leaves the impression that the music continues to expand beyond the final note, faithful to the exploratory spirit that runs through the entire album.
With Transitivo, Luca Crispino continues an artistic path that resists rigid definitions and finds its strength in constant exploration. This is an album that seeks no shortcuts or final destinations, but instead invites the listener to inhabit a space where composition, improvisation, and mutual listening coexist in a constantly shifting balance. Each track opens a different perspective, each instrumental dialogue suggests new directions, leaving the listener free to construct their own itinerary.
The strength of the quartet lies precisely here: transforming interaction into language and making unpredictability an expressive value. Crispino’s guitar, Benini’s flute and timbral explorations, Terragnoli’s creative support, and Pighi’s sensitive rhythmic approach generate a collective sound that does not belong to a single genre, but to a way of understanding music as a shared experience.
Transitivo is an album that demands time and attention, but rewards every listening with new details and perspectives. It is an invitation to traverse territories where certainties dissolve and curiosity becomes the true driving force of the journey. And it is perhaps precisely in this continuous crossing, in this remaining “in transit” between different sonic worlds, that Luca Crispino signs the most mature and aware chapter of his artistic path.
Tracklist: Basilisco, Cronofrattura, Dittico Inesplicabile, Verdugo, Argonauta, Pontecorvo, Avamposto, Ferragut

