Redapolis Music Blog | Il blog di Luca Redapolis esplora la musica di ieri e di oggi con un focus su dischi recenti, usciti per etichette indipendenti o autoprodotti.
La rete di appassionati di musica e di professionisti del
settore spesso sono indispensabili per aiutarmi a scoprire perle sonore. Senza di loro, come molti altri, mi
perderei preziose gemme musicali, cosa che sarebbe davvero un peccato.
Dischi come “Battiti Asincroni” del Choice Quartet stanno a
testimoniare che la musica di qualità, nel Nostro Paese, è viva e vegeta.
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il lavoro in oggetto e dalla tracklist del disco.
“Riflessioni: idea d’infinito”, pubblicato nel 1973, è il
disco d’esordio dei lombardi Dalton.
Il periodo
di lockdown che abbiamo dovuto vivere ha prodotto, e continua a farlo, musica
di alta intensità emotiva frutto della ricerca di fuga, almeno interiore alle
rigide regole di quel buio periodo. Molti dischi hanno raccontato dei
sentimenti che gli artisti hanno vissuto e messi in musica. Non sfugge a tutto
questo l'EP d'esordio omonimo dei romagnoli Tensor.
A pochi mesi dall’ottimo Mon Turin è uscito i primi
di Maggio in cd Dear Me, nuovo e notevole lavoro del cantautore torinese
Davide Riccio in arte DeaR.
Un artista che mi ha affascinato fin dai suoi dischi precedenti, ovvero
Out Of Africa (Music Force, 2021) e Mon Turin (Music Force, 2022).
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“Palepoli",
pubblicato il 12 gennaio del 1973, è il terzo album della formazione napoletana
degli Osanna.
A.MA Records
è tra le più interessanti etichette indipendenti italiane che si occupano di
jazz, proponendo sempre dischi ed artisti di assoluta qualità e curando molto
il prodotto sia nella parte musicale che in quella visiva delle copertine.
Da questa
famiglia arriva “In Studio”, esordio discografico della band Opus
Trio che vede protagonisti tre musicisti di assoluto valore ed esperienza
che rispondono ai nomi di Ralph Moore al sax tenore, il nostro Giuseppe
Bassi al contrabbasso e Anthony Pinciotti alla batteria.
Le Vele Di Oniride – La Quadratura Del Cerchio
(Lizard Records, 2023)
Il rock
progressivo è, e deve sempre essere, un modo per esprimere la propria arte con
l’attitudine di progredire, dello sperimentare e non sedersi mai sul “già fatto”
ma osando e mettendo del proprio, cercando di traghettare un genere che ha avuto
il suo apice negli anni ’70 ai nostri giorni e, questo riesce quando le liriche
ed i suoni sono quelli di oggi.
Impresa
difficile ma non impossibile come dimostra l’esordio di Le Vele Di Oniride col
loro “La Quadratura Del Cerchio”.
Mahavishnu Orchestra - Between Nothingness & Eternity, Live (Columbia Records, 1973)
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“Between
nothingness & eternity”, pubblicato il 16 novembre 1973, è il terzo album e
primo live della formazione capitanata da John Mc Laughlin.
The Forty Days - Beyond The Air (Lizard Records, 2023)
Il
merito del neo-prog risiede nella sua capacità d'aver fatto resuscitare il rock
progressivo che, dopo la metà degli anni '70, era stato sopraffatto dal punk,
dalla disco e dalla new wave. Agli inizi degli anni '80, gruppi come Marillion,
IQ, Pendragon, Pallas e altri riuscirono a suscitare grande interesse in coloro
che soffrivano per la mancanza del nostro amato prog, pubblicando dischi che si
ispiravano a band come Genesis, Camel e Pink Floyd.
Giovanni Santese - Forever Vecchio (Irma Records, 2023)
Eccomi
a battere un sentiero per me minato, quello del pop che troppo spesso cade nel
melenso e banale ma che, a volte, come questo “Forever Vecchio”, esordio del
cantautore Giovanni Santese, fa parte delle eccezioni e ne son ben contento.
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“Seven”, pubblicato il 27 ottobre
del 1973, è il settimo lavoro degli inglesi Soft Machine.
"Kintsugi" segna l'esordio discografico del trio trevigiano Scarled e che ècomposto da Pierfederico Duprè alla voce, chitarra, basso e tastiere
aggiuntive, Samuele Callegari alle tastiere e Milo Furlan (presente, con lo pseudonimo di Alan Carter, anche nel omonimo disco de Il Testamento degli Arcadi uscito nel 2021 sempre per Lizard Records) alla batteria.
Gennaro Porcelli - Me, You And The Blues (Soundinside
Records, 2023)
Anticipato dal singolo “Smiling Eyes”, è uscito il 12 Maggio
per l’etichetta Soundinside Records il terzo disco solista Me, You And The
Bluesdel bluesman partenopeo Gennaro
Porcelli che gli amanti del blues apprezzano per la sua qualità alla sei corde
e per la militanza nella band di Edoardo Bennato.
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“Brain salad surgery”, pubblicato il
19 novembre del 1973,è il quinto album
in studio del gruppo britannico Emerson, Lake & Palmer.
The Bustermoon – The Other Pocket
(Autoprodotto, 2023)
Ci sono
dischi che richiedono del tempo per essere assimilati nel migliore dei modi, che necessitano più ascolti per poter apprezzare tutti i vari cambi di umori che contengono
ma ci sono altri dischi che dopo un solo ascolto ti rimangono già impressi e
questo non perché siano banali o scontati ma per quel sound semplice e diretto che
ti arriva dritto al cuore.
Di questa
categoria fa parte “The Other Pocket”, ultimo album dei genovesi The
Bustermoon.
Ispirarsi al rock degli anni '70 può essere un'arma a doppio taglio, poiché si rischia di riprodurre ciò che è già stato fatto in modo banale. Tuttavia, esiste un'eccezione chiamata "Drive", l'ultimo e freschissimo album dei Rainbow Bridge, un gruppo rock pugliese.
Il trio composto da Giuseppe JimiRay Piazzolla alla voce e chitarre, Fabio Chiarazzo al basso e seconda voce, e Paolo Ormas alla batteria e percussioni, riesce nell'impresa di comporre dieci tracce di rock sanguigno, dal sapore stradaiolo, con notevoli jam chitarristiche, ma senza mai cadere nella banalità o ripetitività.
Certamente, le radici del rock degli anni '70 sono ben presenti, con richiami a leggende come Jimi Hendrix, Led Zeppelin e The Who, tuttavia i Rainbow Drive sono in grado di trasportare questo suono ai giorni nostri.
Questi ottimi musicisti si sono formati circa quindici anni fa, e dopo alcuni concerti dal vivo ed EP, sono giunti a "Drive", un progetto che considerano il loro più ambizioso fino ad oggi.
Le canzoni sono autentiche e sincere, confermando che questi ragazzi sanno scrivere e padroneggiano alla grande i loro strumenti. In particolare, la voce di Piazzolla ha un impatto notevole nelle tracce cantate.
L'album è idealmente suddiviso in tre parti: una dedicata alle canzoni, una ai brani strumentali e infine una lunga suite "concept" che incarna tutte le anime della band.
Aprite il vostro cuore e le vostre orecchie a brani come "Until My Wings Will Be Stronger", un potente blues hard che mette in mostra tutta l'abilità della band nel creare riff solidi e assoli mozzafiato. La voce disperata e intensa di Piazzolla marchia a fuoco questo brano.
Inoltre, non posso non citare "Black Monday", una ballad blues influenzata dallo stoner rock, in cui una sezione ritmica solida dà il via alla chitarra psichedelica di Piazzolla.
Infine, "Tears Never Here" merita una menzione speciale: una cavalcata di quindici minuti che racchiude l'essenza dei Rainbow Drive: sudore, strade polverose e assolate, energia e tanto rock'n'roll.
Tutti gli otto brani che compongono la scaletta del disco sono ottimi e lascio a voi la soddisfazione ed il piacere di scoprirli.
Se amate il rock diretto, acido, magnificamente interpretato e suonato con autentico gusto, non lasciatevi sfuggire questo disco se amate il rock degli anni '70."
Tracking List:
1. Until My Wings Will Be Stronger 06:35 2. Years of Beer 05:46 3. Black Monday 06:54 4. I Saw My Dad Play Air Guitar 05:03 5. Make Peace 07:45 6. Stills Drives 05:37 7. Tears Never Here 14:10 8. Coming Out 05:24
Arranged & Produced by Rainbow Bridge. Recorded, mixed and mastered by Cosimo Cirillo at New Born Records studio. Pic by JimRay - Artwork by Nesia_Earth
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“Camel” è l’eponimo album d’esordio
della formazione inglese, pubblicato nel febbraio del 1973.
Il gruppo si era formato negli anni
sessanta come "The Phantom Four", divenuta poi “Strange Brew”, “Brew”
ed infine “Camel” e suonerà come opener dei Wishbone Ash nel dicembre del 1971.
Il disco arriva nel momento in cui il
progressive rock aveva espresso forse buona parte del suo potenziale ma mostra
una band molto interessante con una proposta elegante dall’invidiabile tecnica
individuale.
Il primo brano è “Slow yourself
down”, ottima partenza con sonorità coinvolgenti; più tranquilla è la
successiva “Mystic queen”, quasi interamente strumentale con ottimi intrecci di
chitarra e tastiere.
Con “Six ate” si gioca su cambi di
tempo ed aperture di derivazione jazzistica; un altro ottimo brano.
Il primo lato si conclude con
“Separation”, con più spazio al canto ed un bell’assolo di chitarra.
“Never let go” apre la seconda
facciata ed è la traccia che caratterizza l’intero lavoro; chitarra acustica e
basso nella parte iniziale, quindi intrecci con le tastiere, la voce di Peter
Bardens ed un ottima sezione ritmica formano un quadro che rasenza la
perfezione.
Con “Curiosity” ci si avvicina alla
fine del disco; sempre i cambi di ritmo ad imperversare mentre protagonisti
sono il pianoforte, le tastiere e la chiatarra nel finale.
Chiude lo strumentale “Arubaluba”,
brano che diverrà un caposaldo dei concerti della band; tra suoni sinfonici e
ritmica possente davvero le idee non mancano.
Un debutto importante per una delle
formazioni perno della proposta progressive della Terra d’Albione;
assolutamente da riscoprire.
La tracklist
dell’album: Lato A:Slow yourseldf down;Mystic queen; Six ate; Separation /
Lato B: Never let go; Curiosity; Arubaluba
La
formazione che suona nell’album comprendeva: Andy Latimer, chitarra + voce
solista nei brani: Slow yourself down e Separation; Peter Bardens, organo,
mellotron, pianoforte, sintetizzatore (Vcs3) + voce solista nel brano: Never
let go; Doug Ferguson, basso + voce solista nei brani: Mystic queen e
Curiosity;Andy Ward, batteria e
percussioni / Ospite: Eddie, congas nel brano: Slow yourself down.