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| Mario Donatone & Bluesman Latino – Futura Umanità |
Mario Donatone & Bluesman Latino – Futura Umanità (Groove Master Editions, 2026)
Un canto corale tra blues, ritmi latini e visioni mediterranee
Futura Umanità di Mario Donatone & Bluesman Latino, uscito il 16 Gennaio per Groove Master Editions è un disco che nasce dal viaggio ma diventa subito incontro. Un lavoro che intreccia blues, ritmi afro-latini e melodie mediterranee, lasciando che siano quattro voci soliste, due maschili e due femminili, a guidare l’ascolto con un’empatia palpabile, quasi fisica. Le voci non si limitano a cantare: si cercano, si sostengono, si intrecciano agli strumenti, dando forma a un blues latino e mediterraneo dal respiro corale e profondamente identitario.
La band, fondata nel 2022 da Mario Donatone – pianoforte, voce e composizione – è un organismo vivo più che un semplice ensemble. Accanto a lui Gio’ Bosco e Isabella Del Principe alle voci, Angelo Cascarano alla chitarra e voce, Marco Camboni al basso, Antonio Donatone alla batteria, con la presenza significativa di Flavio Gioia alle percussioni. Insieme costruiscono un tessuto sonoro ricco e dinamico, dove il soul incontra il groove e l’autenticità blues si apre a una dimensione moderna, collettiva, mai statica.
Il disco nasce dall’esperienza diretta a L’Avana, dove la band ha partecipato a concerti che si sono trasformati in veri e propri momenti di scambio culturale e umano, registrando negli studi Futura Video Musica dell’Istituto Cubano dell’Arte e dell’Industria Cinematografica. Parte delle registrazioni è avvenuta anche a Roma, negli studi Mob, Abbey Rocchi e Rhythm’n’voices. Questa dimensione internazionale si riflette nei brani, espressi in italiano, inglese, spagnolo e latino come Pax vobis, che fondono la forza melodica con il soul del Sud e Nord America.
Desidero segnalarvi i brani che più mi hanno colpito, senza dimenticare che, insieme agli altri, compongono un viaggio emozionale e riflessivo da ascoltare dall’inizio alla fine.
L’apertura con Granello di sabbia non è solo l’inizio del disco, ma una dichiarazione di intenti. È un ponte immaginario tra Cuba e Lampedusa, tra sud geografici e sud dell’anima, dove l’utopia sembra fragile, quasi impossibile, ma proprio per questo necessaria. Il brano scorre caldo e corale, come se cercasse una terra promessa che forse non esiste, ma che vale comunque la pena sognare.
Dentro questo orizzonte si inseriscono canzoni che non evitano le ferite del presente – immigrazione, carcere, razzismo, guerre – ma le attraversano con uno sguardo umano prima ancora che politico. Eppure il disco sa anche rallentare, farsi memoria e carezza. Marcello è un omaggio elegante e sospeso a Marcello Mastroianni, figura che diventa simbolo di un’Italia cinematografica e sentimentale; Foto di famiglia, nata come brano strumentale di Antonello Salis, si trasforma in racconto lieve di nostalgie domestiche e persino calcistiche, come se il ricordo potesse avere il suono di una domenica pomeriggio.
Il senso civile dell’album emerge con forza in Ilaria - canto di libertà dedicato a Ilaria Salis e, più in generale, a tutte le vittime di detenzioni ingiuste e lesive della dignità umana. Non è uno slogan, ma un grido trattenuto, una richiesta di giustizia che passa attraverso l’emozione. In Canzone della rabbia, invece, il testo di Domenico Zampaglione affronta la mercificazione del corpo femminile con parole dirette, lasciando che sia la musica a sostenere, amplificare, dare profondità a una riflessione necessaria.
A chiudere l’album c’è Leone (Futura Umanità), traccia che concentra in sé l’energia e la speranza del disco. È un finale che guarda al futuro, sospeso tra emozione e riflessione, un richiamo a restare uniti e a non perdere la fiducia nell’umanità. Con questa traccia, l’album completa il suo viaggio: un invito a immaginare un mondo più accogliente, aperto e condiviso, dove la musica diventa ponte, memoria e promessa insieme.
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| Mario Donatone & Bluesman Latino |
Il disco ospita musicisti di rango internazionale come Chicago Beau, Roberto Luti, Pablo Menendez, Shama Milan, Antonello Salis e il coro World Spirit Orchestra, che contribuiscono a un suono aperto e globale, dove ogni strumento e ogni voce trova il proprio spazio in un dialogo di culture e generi.
Con una carriera iniziata negli anni ’80, Mario Donatone è tra i pianisti e cantanti blues e soul più apprezzati in Italia. Ha collaborato con numerosi musicisti afroamericani di blues e gospel – tra cui Eddie C. Campbell, Peaches, Les Getrex, James Wheeler, Harold Bradley, Herbie Goins, Jimmy Holden, Crystal White, Cheryl Porter e Robin Brown – e con artisti italiani come Tiromancino, Neri Marcorè, Greg e Mario Biondi. Ha partecipato a festival e rassegne prestigiose come Umbria Jazz Winter, Pistoia Blues, Trasimeno Blues, Porretta Soul e Roma Jazz Image, oltre a trasmissioni televisive e radiofoniche. Come autore, ha pubblicato saggi come Blues che viaggiano in prima classe, associato al disco Blues is my bad medicine (2022), accolto con entusiasmo dalla critica specializzata.
In Futura Umanità, Mario Donatone porta avanti la sua sintesi artistica tra la genuinità blues della vocalità e del pianoforte, il soul delle armonie corali e un impatto funky moderno, creando un album che è insieme manifesto di umanità, apertura al mondo e impegno artistico. Un disco che non può mancare nella collezione di chi ama la musica libera, profonda e capace di parlare di stile, emozioni e temi rilevanti.
English version
Mario Donatone & Bluesman Latino – Futura Umanità (Groove Master Editions, 2026)
A choral song between blues, Latin rhythms, and Mediterranean visions
Futura Umanità by Mario Donatone & Bluesman Latino, released on January 16 by Groove Master Editions, is an album born from travel but immediately becomes encounter. It weaves together blues, Afro-Latin rhythms, and Mediterranean melodies, guided by four solo voices – two male and two female – whose empathy is almost tangible, almost physical. The voices do more than sing: they seek each other, support one another, and intertwine with the instruments, shaping a Latin and Mediterranean blues with a choral breadth and a deeply rooted identity.
The band, founded in 2022 by Mario Donatone – piano, vocals, and composition – is more a living organism than a simple ensemble. Alongside him are Gio’ Bosco and Isabella Del Principe on vocals, Angelo Cascarano on guitar and vocals, Marco Camboni on bass, Antonio Donatone on drums, with the significant presence of Flavio Gioia on percussion. Together they build a rich and dynamic sonic fabric, where soul meets groove and blues authenticity opens up to a modern, collective, and ever-evolving dimension.
The album grew from direct experiences in Havana, where the band performed concerts that became real moments of cultural and human exchange, recording at Futura Video Musica studios within the Cuban Institute of Art and Cinematographic Industry. Additional recordings took place in Rome at Mob, Abbey Rocchi, and Rhythm’n’voices studios. This international dimension is reflected in the songs, sung in Italian, English, Spanish, and Latin, as in Pax vobis, blending melodic strength with the soul of both North and South America.
I want to highlight the tracks that struck me the most, while remembering that, together with the others, they form an emotional and reflective journey best listened to from beginning to end.
The opening track, Granello di sabbia, is not just the start of the album but a declaration of intent. It forms an imaginary bridge between Cuba and Lampedusa, between geographic and soulful “southern” spaces, where utopia feels fragile, almost impossible, yet all the more necessary. The track flows warmly and collectively, as if searching for a promised land that may not exist, but is worth imagining.
Within this horizon are songs that do not shy away from the wounds of the present – immigration, prison, racism, war – but navigate them with a human perspective, before a political one. Yet the album also knows how to slow down, to become memory and caress. Marcello is an elegant, suspended homage to Marcello Mastroianni, a figure that becomes a symbol of cinematic and sentimental Italy; Foto di famiglia, originally an instrumental by Antonello Salis, transforms into a gentle tale of domestic and even football-related nostalgia, as if memory could sound like a Sunday afternoon.
The album’s civic heart emerges strongly in Ilaria – a song of freedom dedicated to Ilaria Salis and, more broadly, to all victims of unjust detentions and violations of human dignity. It is not a slogan, but a restrained cry, a call for justice carried through emotion. In Canzone della rabbia, the lyrics by Domenico Zampaglione confront the commodification of the female body with direct words, letting the music support, amplify, and give depth to a necessary reflection.
Closing the album is Leone (Futura Umanità), a track that concentrates the energy and hope of the record. It is a finale that looks to the future, suspended between emotion and reflection, a call to stay united and not lose faith in humanity. With this track, the album completes its journey: an invitation to imagine a more welcoming, open, and shared world, where music becomes bridge, memory, and promise all at once. The album features internationally renowned musicians such as Chicago Beau, Roberto Luti, Pablo Menendez, Shama Milan, Antonello Salis, and the World Spirit Orchestra choir, contributing to an open and global sound, where every instrument and voice finds its place in a dialogue of cultures and genres.
With a career starting in the 1980s, Mario Donatone is among Italy’s most respected blues and soul pianists and singers. He has collaborated with numerous African-American blues and gospel musicians – including Eddie C. Campbell, Peaches, Les Getrex, James Wheeler, Harold Bradley, Herbie Goins, Jimmy Holden, Crystal White, Cheryl Porter, and Robin Brown – as well as Italian artists like Tiromancino, Neri Marcorè, Greg, and Mario Biondi. He has performed at prestigious festivals such as Umbria Jazz Winter, Pistoia Blues, Trasimeno Blues, Porretta Soul, and Roma Jazz Image, in addition to television and radio appearances. As an author, he has published essays like Blues che viaggiano in prima classe, associated with the album Blues Is My Bad Medicine (2022), warmly received by specialized critics.
In Futura Umanità, Mario Donatone continues his artistic synthesis between the blues authenticity of his voice and piano, the soulful richness of choral harmonies, and a modern, funky impact, creating an album that is both a manifesto of humanity, openness to the world, and artistic engagement. It is an album that no collector of free, profound musiccapable of speaking to style, emotion, and meaningful themes should miss.

