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| Stefano Onorati & Walter Paoli - The Box |
Stefano Onorati & Walter Paoli - The Box (Caligola Records, 2026)
Viaggio sospeso tra jazz elettronico, improvvisazione e memoria sonora
Pubblicato da Caligola Records, The Box riemerge dopo quindici anni di silenzio come una registrazione sospesa, rimasta in attesa e oggi sorprendentemente viva, quasi come se il tempo non fosse mai passato. Il dialogo tra Stefano Onorati e Walter Paoli si muove dentro uno spazio sonoro in continuo mutamento, dove jazz elettrico, elettronica e improvvisazione non si sommano semplicemente, ma si fondono in una materia fluida, instabile, in costante ridefinizione.
Le nove tracce documentano l’incontro tra due musicisti in piena sintonia creativa, in uno spazio fluido e sempre cangiante. Non si tratta di un semplice recupero d’archivio, ma di un materiale che oggi riacquista senso come testimonianza di un dialogo musicale già allora compiuto e consapevole.
I brani furono registrati nell’aprile del 2011 al Simple Sound Studio di Castelmaggiore, in provincia di Bologna, e successivamente recuperati, remixati e masterizzati nell’agosto 2025 da Stefano Onorati presso il SOP Studio di Serravalle Pistoiese.
Pianista, compositore e arrangiatore livornese, Stefano Onorati è attivo da anni tra jazz contemporaneo, scrittura orchestrale e sperimentazione elettronica. Il suo linguaggio si muove con naturalezza tra pianoforte, tastiere e live electronics, mantenendo un equilibrio costante tra struttura e improvvisazione. Nel corso della sua carriera ha sviluppato una ricerca personale sul suono e sulla forma, legata anche a progetti di ensemble e alla sperimentazione elettronica. Tra le collaborazioni più significative figura quella con Marco Tamburini, con cui ha condiviso una stagione creativa particolarmente intensa all’interno di diversi progetti del jazz italiano contemporaneo.
Batterista attivo nel jazz contemporaneo e nella musica improvvisata, Walter Paoli ha sviluppato un linguaggio flessibile e dinamico, in cui la batteria diventa strumento di dialogo, colore e costruzione sonora oltre che funzione ritmica. Nel corso degli anni ha collaborato con musicisti come Stefano Bollani, Ares Tavolazzi e Marco Tamburini, partecipando inoltre ai progetti di Patrizio Fariselli all’interno di Area Open Project, prosecuzione contemporanea dell’esperienza degli Area.
Desert Flower apre il disco con un andamento sospeso, tra pulsazione interna e frammenti melodici che emergono e si dissolvono. Jan Mayen accentua invece una dimensione più atmosferica e rarefatta, quasi glaciale nella costruzione del suono.
The Future of Jazz rappresenta una sorta di dichiarazione implicita di intenti, dove l’interazione tra i due musicisti si fa più serrata e dinamica. Thar lavora su tensioni ritmiche e aperture improvvise, mantenendo una forte energia interna.
Odissey Beyond Mars sviluppa un immaginario più spaziale e narrativo, tra elettronica e frammenti improvvisativi che sembrano espandere continuamente lo spazio sonoro. Fellini introduce una dimensione più evocativa e teatrale, senza mai scivolare nella citazione diretta.
Night View si muove su un equilibrio sottile tra scrittura e improvvisazione, con un senso notturno e cinematico che attraversa l’intero brano. Strawartok accentua invece la componente più sperimentale e frammentata del disco, quasi una zona di tensione ritmica e timbrica.
Infinity chiude il lavoro con un progressivo dissolvimento della materia sonora, come se tutto tornasse a uno stato sospeso, senza centro né direzione definita.
Back cover
Il disco si inserisce in una fase creativa particolarmente
fertile per entrambi i musicisti, legata anche alle esperienze condivise con
Marco Tamburini e a un periodo di forte sperimentazione tra jazz elettrico e
scrittura contemporanea.
Le influenze presenti non vengono mai dichiarate in modo esplicito, ma si percepiscono come stratificazioni sotterranee che attraversano il suono senza mai cristallizzarlo. Più che riferimenti diretti, diventano tracce di un immaginario che alimenta una musica libera, costruita sull’ascolto reciproco e sulla continua trasformazione del materiale sonoro.
In questo senso The Box non appare come un semplice documento d’archivio, ma come un lavoro ancora attivo nel presente, capace di restituire la vitalità di un dialogo musicale che non ha perso intensità nel tempo. È un disco che richiede ascolto concentrato, non di immediata fruizione, costruito su stratificazioni sonore e dinamiche interne che si rivelano pienamente solo con il tempo e l’attenzione necessaria.
Tracklist: Desert Flower, Jan Mayen, The Future of Jazz, Thar, Odissey Beyond Mars, Fellini, Night View, Strawartok, Infinity
Stefano Onorati & Walter Paoli - The Box (Caligola Records, 2026)
Suspended journey between electronic jazz, improvisation and sonic memory
Published by Caligola Records, The Box resurfaces after fifteen years of silence as a suspended recording, long set aside and now surprisingly alive, as if time had never truly passed. The dialogue between Stefano Onorati and Walter Paoli unfolds within a constantly shifting sonic space, where electric jazz, electronics and improvisation are not simply layered, but merge into a fluid, unstable material in continuous redefinition.
The nine tracks document the encounter between two musicians in full creative synchronicity, within a fluid and ever-changing space. This is not a simple archival recovery, but material that today regains meaning as testimony to a musical dialogue that was already fully formed and consciously shaped at the time.
The tracks were recorded in April 2011 at Simple Sound Studio in Castelmaggiore, near Bologna, and later recovered, remixed and mastered in August 2025 by Stefano Onorati at SOP Studio in Serravalle Pistoiese.
Pianist, composer and arranger from Livorno, Stefano Onorati has long been active across contemporary jazz, orchestral writing and electronic experimentation. His language moves naturally between piano, keyboards and live electronics, maintaining a constant balance between structure and improvisation. Over his career he has developed a personal research into sound and form, also connected to ensemble projects and electronic exploration. Among his most significant collaborations is the one with Marco Tamburini, with whom he shared a particularly intense creative period within several projects of the contemporary Italian jazz scene.
An active figure in contemporary jazz and improvised music, Walter Paoli has developed a flexible and dynamic language in which the drum kit becomes a tool for dialogue, colour and sonic construction as much as rhythmic function. Over the years he has collaborated with musicians such as Stefano Bollani, Ares Tavolazzi and Marco Tamburini, and has also taken part in Patrizio Fariselli’s projects within Area Open Project, a contemporary continuation of the legacy of Area.
Desert Flower opens the album with a suspended flow, between inner pulse and melodic fragments that emerge and dissolve. Jan Mayen shifts towards a more atmospheric and rarefied dimension, almost glacial in its sonic construction.
The Future of Jazz stands as an implicit statement of intent, where the interaction between the two musicians becomes tighter and more dynamic. Thar works on rhythmic tension and sudden openings, maintaining a strong internal energy.
Odissey Beyond Mars develops a more spatial and narrative imagery, where electronics and improvisational fragments continuously expand the sonic space. Fellini introduces a more evocative and theatrical dimension, without ever slipping into direct quotation.
Night View moves along a subtle balance between composition and improvisation, with a nocturnal, cinematic quality running throughout the piece. Strawartok emphasizes the more experimental and fragmented side of the album, almost a zone of rhythmic and timbral tension.
Infinity closes the work with a gradual dissolution of sonic matter, as if everything were returning to a suspended state, with no centre or fixed direction. The album fits into a particularly fertile creative phase for both musicians, also linked to their shared experiences with Marco Tamburini and a period of strong experimentation between electric jazz and contemporary composition.
The influences are never explicitly stated, but they emerge as subterranean layers that run through the sound without ever crystallizing it. Rather than direct references, they become traces of an imaginary that feeds a free music, built on mutual listening and continuous transformation of sonic material.
In this sense, The Box does not appear as a simple archival document, but as a work still active in the present, capable of restoring the vitality of a musical dialogue that has not lost intensity over time. It is an album that demands focused listening, not immediately accessible, built on layered sound structures and internal dynamics that fully reveal themselves only with time and attention.
Tracklist: Desert Flower, Jan Mayen, The Future of Jazz, Thar, Odissey Beyond Mars, Fellini, Night View, Strawartok, Infinity
