Adriano Clemente – The Coltrane Suite And Other Impressions | Redapolis Music Blog

Ritratto del musicista Andrea Clemente
Adriano Clemente

Adriano Clemente – The Coltrane Suite And Other Impressions (Dodicilune, 2023)

Il jazz made in Italy continua a sfornare opere di grandissimo pregio che non hanno nulla da invidiare a quelle che vengono prodotte oltre oceano.

Si, siamo bravi in materia noi italiani e, a dimostrarcelo ancora una volta, ci pensa il pianista, polistrumentista, compositore ed arrangiatore Adriano Clemente col suo nuovo e monumentale (due cd) “The Coltrane Suite And Other Impressions” uscito da qualche mese per la sempre attiva etichetta pugliese Dodicilune.

Lo avevamo lasciato col bellissimo “The Mingus Suite” del 2016 (Dodicilune) contenente sette movimenti ispirati alla musica del grande Charles Mingus ed ora ci presenta “The Coltrane Suite And Other Impressions”, un doppio cd con ben 25 composizioni scritte ed arrangiate da Clemente che suona piano, tromba, arpa, kundi, kalimba, balafon, flauto, shawm, sax soprano/alto, bowed cümbüs ed è affiancato dal suo The Akashmani Ensemble formazione nata nel 2011, che comprende Marco Guidolotti (sax baritono/tenore, clarinetto, clarinetto basso), Daniele Tittarelli (sax alto), Antonello Sorrentino (tromba), Massimo Pirone (trombone, trombone basso), Ettore Carucci (piano) e Francesco Pierotti (contrabbasso) oltre a due grandi musicisti che rispondono ai nomi di David Murray al sax tenore e da Hamid Drake alla batteria.

Ospiti in alcuni brani troviamo Fabrizio Aiello (congas), Alessio Buccella (piano), Michelangelo Scandroglio (contrabbasso), Michele Lanzini (violoncello), Michele Makarovic (tromba).

Ma vediamo di conoscere meglio il protagonista di questo disco:

Adriano Clemente, nasce a Lecce nel 1958 e cresciuto a Napoli, ha manifestato il suo amore per la musica fin dalla giovane età, suonando chitarra e pianoforte. Tra il 1978 e il 1980, ha guidato un quartetto ispirato alla tradizione musicale celtica e rinascimentale, mettendo in musica le poesie di William Blake.

Nel 1982, ha approfondito la sua esperienza musicale in India e Nepal, studiando il sarod e lo stile vocale khyal. Nel 1986, ha collaborato alla colonna sonora del film "Cinque Piccoli Indiani". Ha continuato a esplorare diverse influenze musicali, studiando il dhrupad in India nel 1991.

Nel 1996, ha pubblicato "Akashmani: Across the Sky", un lavoro minimalista. Verso la fine degli anni '90, ha formato il Vajra Trio e, a partire dal 2000, ha ampliato il suo repertorio studiando jazz, arpa venezuelana e sax soprano.

Nel 2011, ha fondato l'Akashmani Jazz Ensemble, consolidando la sua presenza nell'ambito jazzistico. Con l'etichetta Dodicilune, ha pubblicato vari album, dimostrando la sua evoluzione artistica e la capacità di abbracciare stili diversi, come evidenziato da "The Mingus Suite" (2016), "Havana Blue" (2017) e "Cuban Fires" (2018).

Il lavoro è suddiviso in tre parti “The Coltane Suites” che, come scrive l’autore: “La Coltrane Suite ritrae il risveglio spirituale di Coltrane nel 1957, un punto di svolta che cambiò la sua vita per i restanti dieci anni prima della sua prematura scomparsa e che ispirò il suo impegno a dedicare la sua musica alla promozione dei valori spirituali negli esseri umani.


La seconda e la terza parte sono denominate “Other Impressions” e “New Orleans Portrait” e contengono composizioni di Andrea Clemente risalenti ad una decina di anni fa tranne Havanera, Afghan Child e Frenzy Clouds, scritte pochi giorni prima della sessione di registrazione del disco in questione ed infine tre brani li ha eseguiti in solitaria col sax alto.

Come possiamo vedere si tratta di un gran bel viaggio attraverso la sensibilità del compositore che ci porta in più territori sonori dove il jazz si contamina con i ritmi dell’Africa, il latin, il jazz orchestrale, modale, il bop, il blues e gli umori d’oriente.

I due dischetti che compongono l’opera sono un vero e proprio atto d’amore  verso Coltrane e per il jazz tutto che Clemente ci regala e, ci tengo ad evidenziare, oltre alla bravura di tutti i musicisti coinvolti, la grande abilità del nostro come arrangiatore e la qualità elevata della cura nella registrazione che permette di ascoltare, al meglio, tutti gli strumenti presenti compresi i già citati David Murray e Hamid Drake.

In conclusione ci troviamo ad ascoltare un lavoro maturo, intenso ed emozionale dove si intuisce il grande lavoro che c’è stato per renderlo, parere di chi scrive, uno dei migliori dischi jazz di questo 2023.

Coperetina del disco

 CD1: THE COLTRANE SUITE

Mother Africa
1) Mother Africa Intro   2:08
2) Mother Africa   5:48
3) Dusk   1:34
4) Night Earth Dance   4:28
5) Night Fire Dance   2:33
6) Blues At Dawn   4:28
7) Shine   5:24
8) Preach On My Horn   4:09
9) All Praise   6:12
10) Ascent   4:50
11) Serene   3:13
12) Saint John   4:52

CD2: OTHER IMPRESSIONS

13) Havanera   7:22
14) Afghan Child (Duo)   4:10
15) Afro Funk   5:41
16) Floaters   0:47
17) Waltz Impression   5:54
18) Collage Prelude To Crimson Mingus   2:41
19) Crimson Mingus   7:38
20) Masca   1:29
21) Frenzy Clouds   4:32
New Orleans Portrait
22) Lost Gold Blues   3:10
23) Baroque Swing   1:34
24) Snow Falling In Springtime   1:16
25) Afghan Child   4:31

David Murray: sassofono tenore

Adriano Clemente: composizioni, musical direzione musicale, pianoforte, tromba, arpa venezuelana, kundi, kalimba, balafon, flauto, shawm, sassofono soprano/alto, bowed cümbüs.
Marco Guidolotti: sassofono tenore e baritono, clarinetto soprano e basso
Daniele Tittarelli: sassofono contralto
Antonello Sorrentino: tromba
Massimo Pirone: trombone, trombone basso
Ettore Carucci: pianoforte
Francesco Pierotti: contrabbasso

featuring:
Hamid Drake: batteria
 

guests:
Fabrizio Aiello: congas
Alessio Buccella: pianoforte
Michelangelo Scandroglio: contrabbasso
Michele Lanzini: violoncello
Michele Makarovic: tromba
 

All compositions by Adriano Clemente