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| Bassism Trio - Dreams Must Explain Themselves |
Bassism Trio - Dreams Must Explain Themselves (Aut Records, 2026)
Il lato più libero e sperimentale del jazz
Ci sono dischi che nascono da una formazione particolare e altri che proprio da quella scelta riescono a trovare un suono personale. Dreams Must Explain Themselves del Bassism Trio, pubblicato da Aut Records, appartiene a questa seconda categoria: sei brani in cui Errico De Fabritiis suona sax baritono, sax alto e kalimba, Alberto Popolla clarinetto basso e basso elettrico, mentre Ferdinando Faraò è alla batteria e alla voce. Nel brano che dà il titolo all'album interviene anche Naima Faraò, con la sua voce.
Ne nasce un suono denso e particolare, dove i registri gravi acquistano corpo e movimento, mentre il dialogo tra i tre musicisti apre continuamente nuove direzioni. Il jazz si muove così tra composizione e improvvisazione, ascolto reciproco e libertà creativa, dando forma a un percorso personale e in continua evoluzione.
Il Bassism Trio nasce dall'incontro tra De Fabritiis, Popolla e Faraò, accomunati dalla voglia di esplorare nuove possibilità sonore. De Fabritiis e Popolla suonano insieme anche nei Roots Magic, mentre Faraò è fondatore e direttore dell'Artchipel Orchestra. Da questo incontro nasce una musica che guarda alla tradizione afro-americana e la porta verso l'improvvisazione e la ricerca sonora, con particolare attenzione alle timbriche dei registri più profondi.
L'apertura con la title track Dreams Must Explain Themselves sorprende per il suo andamento trainante, con un carattere quasi pop. Composto da Alberto Popolla, il brano prende avvio dal basso elettrico, al quale si aggiungono la voce di Naima Faraò e il sax baritono di Errico De Fabritiis. Una sezione centrale più sospesa, arricchita dall'elettronica, interrompe momentaneamente questo slancio, prima del ritorno alla dimensione iniziale, con voce e baritono nuovamente protagonisti su un basso e una batteria vivaci.
Con Kesh Valley Part 1, composto da Errico De Fabritiis, il trio entra in una dimensione più sperimentale e libera, sostenuta ancora dall'elettronica e da un andamento sospeso che crea una sorta di passaggio verso Hampstead Heath di Alberto Popolla. Qui il ritmo torna più presente, con basso e batteria trainanti a sostenere il sax baritono e il sax alto di De Fabritiis. Un brano più leggero e scorrevole, dove il bel dialogo fra i sax si appoggia su un accompagnamento ritmico efficace.
Foggy, ancora composto da Alberto Popolla, traduce nel suono l'immagine di un paesaggio avvolto dalla nebbia. Il clarinetto basso di Popolla e il sax baritono di Errico De Fabritiis si incontrano in un brano più raccolto e misurato, ma capace di mantenere un piacevole movimento ritmico. Con Kesh Valley Part 2, firmato da De Fabritiis, il trio riprende il discorso della prima parte, tornando a una dimensione più sperimentale e sospesa. L'inserimento di un estratto d'archivio della voce di Ursula K. Le Guin, sopra l'elettronica, rafforza il legame con la scrittrice.
La chiusura è affidata a Shake, ancora di Errico De Fabritiis, dove ritorna un andamento più trainante. Il clarinetto basso torna in primo piano insieme alla batteria vivace di Ferdinando Faraò, mentre basso e fiati costruiscono un ritmo inizialmente essenziale che lascia progressivamente spazio a maggiore libertà espressiva.
Dreams Must Explain Themselves lascia così un'impressione fatta di contrasti, ascolto e ricerca. Il Bassism Trio non cerca soluzioni facili, ma costruisce il proprio percorso attraverso il dialogo fra sax, clarinetto basso, basso elettrico, batteria, kalimba, voci ed elettronica, alternando momenti più immediati ad altri più sospesi e sperimentali. È una musica che richiede attenzione, ma che sa anche farsi trascinare dal ritmo quando meno te lo aspetti.
Alla fine rimane soprattutto la sensazione di aver attraversato un piccolo paesaggio sonoro in continuo movimento, dove ogni strumento trova il proprio spazio e dove l'improvvisazione diventa un modo naturale di comunicare. Un album particolare, personale, capace di trasformare una formazione insolita in una voce collettiva che guarda al jazz afro-americano senza rinunciare alla ricerca e alla libertà.
Tracklist: Dreams Must Explain Themselves, Kesh Valley Part 1, Hampstead Heath, Foggy, Kesh Valley Part 2, Shake
English version
Bassism Trio - Dreams Must Explain Themselves (Aut Records, 2026)
The Freer and More Experimental Side of Jazz
There are albums that grow out of an unusual line-up, and others that manage to find a distinctive sound precisely because of that choice. Dreams Must Explain Themselves by the Bassism Trio, released by Aut Records, belongs to the latter category: six tracks featuring Errico De Fabritiis on baritone saxophone, alto saxophone and kalimba, Alberto Popolla on bass clarinet and electric bass, and Ferdinando Faraò on drums and vocals. Naima Faraò also contributes vocals on the title track.
The result is a dense and distinctive sound in which the lower registers acquire body and movement, while the interplay between the three musicians continually opens up new directions. Jazz moves freely between composition and improvisation, attentive listening and creative freedom, shaping a personal musical journey that is constantly evolving.
The Bassism Trio was born from the meeting of De Fabritiis, Popolla and Faraò, brought together by a shared desire to explore new sonic possibilities. De Fabritiis and Popolla also play together in Roots Magic, while Faraò is the founder and director of the Artchipel Orchestra. Their collaboration produces music that looks to the Afro-American tradition while moving towards improvisation and sonic exploration, with particular attention to the timbres of the lower registers.
The opening title track, Dreams Must Explain Themselves, is striking for its driving feel and almost pop character. Composed by Alberto Popolla, the piece begins with electric bass, followed by the voice of Naima Faraò and the baritone saxophone of Errico De Fabritiis. A more suspended central section, enriched by electronics, briefly interrupts this momentum before returning to the opening dimension, with voice and baritone saxophone once again taking the lead over lively bass and drums.
With Kesh Valley Part 1, composed by Errico De Fabritiis, the trio moves into a more experimental and free dimension, again supported by electronics and a suspended feel that creates a kind of transition towards Hampstead Heath by Alberto Popolla. Here the rhythm becomes more prominent, with driving bass and drums supporting De Fabritiis on baritone and alto saxophones. It is a lighter, more flowing piece, where the fine dialogue between the saxophones rests on an effective rhythmic accompaniment.
Foggy, also composed by Alberto Popolla, translates the image of a landscape wrapped in fog into sound. Popolla's bass clarinet and Errico De Fabritiis' baritone saxophone meet in a more restrained and measured piece, while still maintaining a pleasant rhythmic flow. With Kesh Valley Part 2, written by De Fabritiis, the trio returns to the ideas of the first part, moving once again into a more experimental and suspended dimension. The inclusion of an archival recording of Ursula K. Le Guin's voice over the electronics further strengthens the connection with the writer.
The album closes with Shake, again composed by Errico De Fabritiis, bringing back a more driving feel. The bass clarinet once again takes centre stage alongside Ferdinando Faraò's lively drumming, while bass and winds build an initially simple rhythmic foundation that gradually gives way to greater expressive freedom.
Dreams Must Explain Themselves ultimately leaves an impression of contrasts, attentive listening and exploration. The Bassism Trio does not look for easy solutions, but builds its own path through the dialogue between saxophones, bass clarinet, electric bass, drums, kalimba, voices and electronics, alternating more immediate moments with others that are more suspended and experimental. It is music that demands attention, but can also draw you into its rhythm when you least expect it.
In the end, what remains is above all the feeling of having travelled through a small, constantly moving soundscape, where every instrument finds its own space and improvisation becomes a natural way of communicating. A distinctive and personal album, capable of turning an unusual line-up into a collective voice that looks towards the Afro-American jazz tradition without giving up exploration and freedom.
Tracklist: Dreams Must Explain Themselves, Kesh Valley Part 1, Hampstead Heath, Foggy, Kesh Valley Part 2, Shake

