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| Fabrizio Bosso Quartet – Routes |
Fabrizio Bosso Quartet – Routes (Warner Music Italy, 2026)
Un viaggio jazz tra dialogo, ricerca e nuove rotte sonore
Con Routes, Fabrizio Bosso firma uno dei lavori più maturi e rappresentativi della sua recente produzione, trasformando il concetto di percorso in una riflessione musicale sul dialogo, sulla condivisione e sull'evoluzione del linguaggio jazz. Pubblicato da Warner Italy, l'album non guarda alle "rotte" come semplici direzioni geografiche, ma come traiettorie artistiche che mettono in relazione tradizione, esperienza e ricerca contemporanea.
Al centro del progetto c'è un quartetto che ha raggiunto una rara maturità espressiva. Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria accompagnano Bosso da oltre un decennio, e questa lunga esperienza comune emerge in ogni passaggio dell'album. L'intesa costruita negli anni permette ai quattro musicisti di muoversi come un unico organismo, dove improvvisazione, ascolto reciproco e libertà creativa diventano elementi di un linguaggio perfettamente condiviso.
Più che un disco costruito attorno alla figura del leader, Routes è il ritratto di una formazione che vive dell'equilibrio tra le sue personalità. Ogni intervento strumentale nasce dal dialogo con gli altri, ogni assolo è il naturale sviluppo di un flusso collettivo, sostenuto da un interplay raffinato e da una continua capacità di trasformare le idee musicali in nuove possibilità narrative.
Il repertorio riflette questa filosofia. Le composizioni originali, firmate dai diversi membri del quartetto e in alcuni casi nate da un lavoro condiviso, disegnano un percorso che attraversa molte delle grandi tradizioni del jazz. Il linguaggio bebop convive con aperture modali, momenti lirici e atmosfere più sospese, senza mai apparire come una semplice esercitazione stilistica. Tutto viene filtrato attraverso una sensibilità moderna, capace di rispettare la storia del jazz senza rinunciare a una voce personale.
Il disco si apre con Elevation, breve apertura firmata da Fabrizio Bosso, introduce Routes attraverso una dimensione più evocativa e sperimentale. La tromba, trattata con effetti sonori, crea un paesaggio sospeso e quasi astratto, lontano dall'immediatezza del fraseggio jazz tradizionale. Un'introduzione essenziale ma significativa, che prepara l'ascoltatore al viaggio musicale del quartetto, anticipando quella ricerca timbrica e quella libertà espressiva che caratterizzano l'intero album.
Con Traveling People, composto da Jacopo Ferrazza, il viaggio evocato dal titolo assume una dimensione musicale concreta. La composizione alterna slancio ritmico e aperture melodiche, lasciando emergere un interplay estremamente dinamico nel quale ogni musicista contribuisce alla costruzione del discorso. È uno dei brani che meglio sintetizza l'idea di un jazz aperto, in continuo movimento, capace di attraversare culture e sensibilità differenti.
Il successivo Blind Spots, firmato da Nicola Angelucci, introduce un linguaggio più articolato e ricco di contrasti. Le continue variazioni ritmiche e armoniche alimentano una tensione sempre controllata, mentre la batteria assume un ruolo pienamente narrativo, dialogando costantemente con gli altri strumenti e contribuendo a modellare la direzione della musica.
Con Melody for F, Julian Oliver Mazzariello offre invece uno dei momenti più lirici dell'album. La melodia diventa il cuore della composizione, sviluppandosi con naturale eleganza attraverso un equilibrio tra scrittura e improvvisazione. Il pianoforte costruisce un ambiente sonoro raffinato, nel quale la tromba di Bosso si inserisce con un fraseggio intenso, misurato e ricco di sensibilità.
Il percorso prosegue con Passeggiando, ancora a firma Bosso, una composizione che suggerisce fin dal titolo un procedere naturale, quasi contemplativo. Il quartetto lascia respirare ogni frase musicale, privilegiando il dialogo e le sfumature dinamiche rispetto alla ricerca dell'effetto. Il risultato è una pagina di grande equilibrio, nella quale semplicità e profondità convivono con rara naturalezza.
Con Angular Flights il linguaggio si fa più moderno e articolato. Bosso costruisce una composizione caratterizzata da linee melodiche spezzate, improvvisi cambi di prospettiva e un'interazione costante tra i quattro musicisti. Pur affrontando strutture armoniche più complesse, il quartetto mantiene sempre una straordinaria fluidità narrativa, evitando qualsiasi compiacimento tecnico.
L'unica rilettura dell'album è Love Dance di Ivan Lins, affrontata con grande rispetto ma anche con una personalità ben definita. Il quartetto ne valorizza il lirismo senza limitarsi alla semplice interpretazione, trasformando il brano in uno spazio aperto all'improvvisazione e al dialogo, perfettamente integrato nell'identità sonora di Routes.
Con Senza tempo, firmata collettivamente da Bosso, Mazzariello, Ferrazza e Angelucci, emerge forse l'essenza più profonda del progetto. La composizione rinuncia a qualsiasi protagonismo individuale per privilegiare una costruzione realmente condivisa, nella quale il tempo sembra sospendersi e lasciare spazio a una narrazione fatta di ascolto, equilibrio e continua interazione.
Better Days Ahead, seconda composizione di Jacopo Ferrazza, riporta il disco verso un clima più luminoso e propositivo. La scrittura coniuga energia e cantabilità, offrendo nuove occasioni di dialogo tra i musicisti e confermando la straordinaria coesione raggiunta dal quartetto dopo oltre dieci anni di attività comune.
A chiudere il viaggio è One Minute Song, un brevissimo frammento composto dall'intero gruppo. In meno di un minuto riesce a racchiudere lo spirito dell'album, lasciando all'ascoltatore la sensazione che questo percorso musicale non si concluda davvero con l'ultima nota, ma continui idealmente oltre il disco stesso, come ogni autentica "route" del jazz: sempre aperta a nuove direzioni, nuovi incontri e nuove possibilità espressive.
Con Routes, Fabrizio Bosso trasforma la musica in un viaggio fatto di incontri, emozioni e nuove direzioni. Un album nel quale il quartetto, grazie a un'intesa costruita in anni di collaborazione, riesce a creare un dialogo profondo e naturale, dove ogni nota sembra nascere dall'ascolto dell'altro.
La tromba di Bosso continua a raccontare storie con una voce unica, capace di unire eleganza, passione e sensibilità, mentre il gruppo costruisce paesaggi sonori sempre in movimento. Routes è un disco che guarda avanti senza dimenticare le proprie radici, un percorso musicale sincero e coinvolgente che invita l'ascoltatore a lasciarsi trasportare, seguendo nuove rotte dove il jazz continua a vivere e a sorprendere.
Tracklist: Elevation, Traveling People, Blind Spots, Melody for F, Passeggiando, Angular Flights, Love Dance, Senza Tempo, Better Days Ahead, One Minute Song
English version
Fabrizio Bosso Quartet – Routes (Warner Music Italy, 2026)
A jazz journey through dialogue, exploration and new sonic routes
With Routes, Fabrizio Bosso delivers one of the most mature and representative works of his recent career, transforming the idea of a journey into a musical reflection on dialogue, sharing and the evolution of the jazz language. Released by Warner Italy, the album does not interpret “routes” as simple geographical directions, but as artistic paths connecting tradition, experience and contemporary exploration.
At the heart of the project is a quartet that has reached a rare level of expressive maturity. Julian Oliver Mazzariello on piano, Jacopo Ferrazza on double bass and Nicola Angelucci on drums have shared the stage with Bosso for more than a decade, and this long-standing artistic relationship can be felt throughout the entire album. The understanding built over the years allows the four musicians to move as a single organism, where improvisation, mutual listening and creative freedom become the foundation of a truly shared musical language.
More than an album built around the figure of a leader, Routes is the portrait of a group whose strength comes from the balance between its individual personalities. Every instrumental contribution grows from a dialogue with the others, every solo becomes the natural development of a collective flow, supported by refined interplay and by the constant ability to transform musical ideas into new narrative possibilities.
The repertoire reflects this philosophy. The original compositions, written by the different members of the quartet and in some cases created collectively, trace a path through many of the great traditions of jazz. Bebop influences coexist with modal openings, lyrical passages and more suspended atmospheres, never appearing as a mere stylistic exercise. Everything is filtered through a modern sensitivity, capable of respecting jazz history while maintaining a deeply personal voice.
The album opens with “Elevation”, a short piece composed by Fabrizio Bosso that introduces Routes through a more evocative and experimental dimension. The trumpet, processed with sound effects, creates a suspended and almost abstract atmosphere, far from the immediacy of traditional jazz phrasing. An essential yet meaningful introduction, preparing the listener for the quartet’s musical journey and anticipating the timbral research and expressive freedom that characterize the entire album.
With “Traveling People”, composed by Jacopo Ferrazza, the journey suggested by the title takes on a concrete musical form. The composition alternates rhythmic energy and melodic openness, revealing an extremely dynamic interplay in which each musician contributes to the development of the musical narrative. It is one of the pieces that best expresses the idea of an open, constantly moving jazz language, capable of crossing different cultures and sensibilities.
The following track, “Blind Spots”, written by Nicola Angelucci, introduces a more complex language filled with contrasts. The continuous rhythmic and harmonic variations create a controlled tension, while the drums take on a fully narrative role, constantly interacting with the other instruments and helping shape the direction of the music.
With “Melody for F”, Julian Oliver Mazzariello offers one of the album’s most lyrical moments. Melody becomes the heart of the composition, developing with natural elegance through a balance between written passages and improvisation. The piano creates a refined sonic environment, where Bosso’s trumpet enters with an intense, measured and highly sensitive phrasing.
The journey continues with “Passeggiando”, another composition by Bosso, a piece that already suggests through its title a natural and almost contemplative movement. The quartet allows every musical phrase to breathe, focusing on dialogue and dynamic nuances rather than searching for immediate impact. The result is a perfectly balanced composition, where simplicity and depth coexist with rare naturalness.
With “Angular Flights”, the language becomes more modern and intricate. Bosso creates a composition characterized by fragmented melodic lines, sudden changes of perspective and constant interaction between the four musicians. Even when exploring more complex harmonic structures, the quartet maintains an extraordinary narrative fluidity, avoiding any unnecessary technical display.
The only reinterpretation on the album is “Love Dance” by Ivan Lins, approached with great respect but also with a clearly defined personality. The quartet enhances its lyrical qualities without limiting itself to a simple interpretation, transforming the piece into an open space for improvisation and dialogue, perfectly integrated into the sonic identity of Routes.
With “Senza Tempo”, composed collectively by Bosso, Mazzariello, Ferrazza and Angelucci, perhaps the deepest essence of the project emerges. The composition leaves behind any individual protagonism in favour of a truly shared construction, where time seems to suspend itself and create a narrative made of listening, balance and constant interaction.
“Better Days Ahead”, the second composition by Jacopo Ferrazza, brings the album towards a brighter and more optimistic atmosphere. The writing combines energy and melodic appeal, offering new opportunities for dialogue between the musicians and confirming the extraordinary cohesion achieved by the quartet after more than ten years of collaboration.
The journey closes with “One Minute Song”, a very brief fragment composed by the entire group. In less than a minute, it captures the spirit of the album, leaving the listener with the feeling that this musical journey does not truly end with the final note, but continues beyond the record itself, like every authentic jazz “route”: always open to new directions, new encounters and new expressive possibilities.
With Routes, Fabrizio Bosso transforms music into a journey made of encounters, emotions and new horizons. An album where the quartet, thanks to an understanding built through years of collaboration, creates a deep and natural dialogue, where every note seems to be born from listening to the other.
Bosso’s trumpet continues to tell stories with a unique voice, capable of combining elegance, passion and sensitivity, while the group creates ever-changing sonic landscapes. Routes is an album that looks forward without forgetting its roots, a sincere and engaging musical journey that invites the listener to follow new paths, where jazz continues to live, evolve and surprise.
Tracklist:
Elevation, Traveling People, Blind Spots, Melody for F, Passeggiando, Angular Flights, Love Dance, Senza Tempo, Better Days Ahead, One Minute Song

