venerdì 28 novembre 2025

Elsewhere – Un viaggio tra lirismo, improvvisazione e paesaggi interiori del Mario Montella Trio | Redapolis Music Blog

Mario Montella Trio – Elsewhere

Mario Montella Trio – Elsewhere (Abeat Records, 2025)

Otto brani per attraversare un altrove fatto di dettagli, atmosfere e sguardi ravvicinati

Elsewhere del Mario Montella Trio, pubblicato dalla stimata etichetta Abeat Records, non è solo un album, ma un invito a entrare in uno spazio sonoro sospeso tra reale e immaginario. Appena si apre il primo brano, si percepisce che non si tratta di una semplice raccolta di pezzi, ma di un percorso attentamente pensato, dove il tempo si dilata e ogni nota sembra respirare. Tutti i brani sono composti da Mario Montella, il cui pianoforte guida l’ascoltatore con eleganza e misura, oscillando tra lirismo e improvvisazione e tracciando linee melodiche che si insinuano tra silenzi e dialoghi interiori.

Il contrabbasso caldo e presente di Gianfranco Coppola e la batteria sensibile di Giuseppe D’Alessandro rispondono e rilanciano continuamente, creando un tessuto sonoro vivo e compatto, senza mai sovrastare. L’ascolto diventa così un’esperienza di osservazione attenta: ogni frase musicale, ogni pausa, ogni piccolo dettaglio contribuisce a disegnare un mondo interiore sospeso, pronto a essere esplorato con calma e curiosità.

Questo debutto sorprende per maturità: Elsewhere non rincorre virtuosismi o effetti spettacolari, ma costruisce mondi interiori, evocando atmosfere, emozioni e paesaggi immaginari. Ogni brano diventa un piccolo universo emotivo, un frammento di racconto in cui l’ascoltatore può perdersi o ritrovarsi, a seconda di quanto decide di lasciarsi trasportare dalla delicatezza dei suoni e dalla profondità dei silenzi. È un disco che chiede attenzione, ma ripaga con la capacità di far vedere l’invisibile, di ascoltare ciò che spesso resta nascosto, di trasformare la musica in una forma di osservazione attenta del mondo circostante.

Italy apre il disco con un ampio respiro: oltre nove minuti che si sviluppano con calma, come un orizzonte che si svela poco alla volta. Montella al piano traccia il percorso, mentre Coppola e D’Alessandro intervengono con un sostegno dinamico, mai ornamentale. Il trio costruisce un movimento fluido, fatto di momenti sospesi e cambi di prospettiva, dove densità e leggerezza convivono senza scontrarsi.

Lunar si presenta come un quadro in penombra: piccole idee melodiche affiorano e svaniscono, lasciando spazio a respiri lunghi e a un clima sospeso. Las Vegas, invece, porta un impulso più deciso, pur senza cercare effetti: i tre musicisti lavorano su contrasti sottili, alternando strati più esposti a zone più intime, creando una tensione misurata ma sempre viva.

Habemus Papam porta il trio in una zona più inquieta: le idee musicali sembrano inseguirsi e cambiare direzione, creando un’energia più nervosa e irregolare. Ballad of Fairies and Witches trasporta l’ascoltatore in uno spazio delicato e sospeso, dove suoni e silenzi creano un senso di meraviglia sottile. Non c’è luce piena né oscurità totale: tutto sembra accennato, appena intravisto. Le melodie si intrecciano con leggerezza, evocando emozioni e immagini sfumate, in un equilibrio fragile ma avvolgente che invita a perdersi nell’ascolto senza fretta.

Blue Sea apre l’ultima parte del disco con un respiro ampio e disteso. La musica scorre libera, modulata e avvolgente, con un’energia che sembra espandersi nello spazio senza fretta, come un’onda che si muove naturale e inarrestabile.

My Laura, invece, chiude in punta di piedi: un brano intimo e raccolto, in cui la melodia si fa vicina all’ascoltatore, lasciando un senso di calore e prossimità, come un invito a fermarsi e ascoltare da vicino ciò che il trio ha costruito lungo tutto il disco.

Mario Montella Trio

Il disco costruisce un linguaggio sonoro coerente e raffinato, capace di condurre chi ascolta tra atmosfere europee e spunti ritmici più caldi, quasi latini, in un percorso dove la musica trasforma gesti quotidiani in momenti di suggestione. La registrazione, curata da Stefano Amerio presso Artesuono, restituisce un suono vivido e naturale, che lascia emergere ogni dettaglio e ogni dialogo interno, facendo percepire con chiarezza le pause, i riverberi e le sfumature che rendono Elsewhere un ascolto immersivo e avvolgente.

Elsewhere non è semplicemente un album di jazz contemporaneo: è un invito a entrare in uno spazio da esplorare lentamente, dove ogni nota richiede attenzione e ogni silenzio ha il suo peso. Qui l’eleganza della scrittura si mescola con l’improvvisazione, creando un dialogo vivo tra precisione e libertà, tra visione e istinto. Ascoltare il trio significa lasciarsi attraversare dalle sfumature, percepire le tensioni sottili, le pause sospese, e sentirsi parte di un mondo che si costruisce sotto gli occhi e le orecchie di chi ascolta.

Si tratta di un debutto che va oltre la semplice presentazione di un progetto musicale: racconta un’idea, una poetica, un modo di guardare la musica come luogo di scoperta. Montella, Coppola e D’Alessandro mostrano già una complicità rara, capace di creare paesaggi interiori e atmosfere delicate, invitando chi ascolta a muoversi tra emozioni, ricordi e intuizioni, in un viaggio fatto di cura, curiosità e meraviglia.

 English version

 Mario Montella Trio – Elsewhere (Abeat Records, 2025)

 Eight pieces to explore an elsewhere made of details, atmospheres, and close-up perspectives

Elsewhere by the Mario Montella Trio, released by the esteemed Abeat Records, is more than an album: it is an invitation to enter a sound space suspended between the real and the imaginary. From the very first track, it becomes clear that this is not a simple collection of pieces, but a carefully crafted journey where time stretches and every note seems to breathe. All the compositions are by Mario Montella, whose piano guides the listener with elegance and restraint, oscillating between lyricism and improvisation, tracing melodic lines that weave through silences and intimate musical dialogues.

The warm, present double bass of Gianfranco Coppola and the sensitive drumming of Giuseppe D’Alessandro respond and interact continuously, creating a vibrant, cohesive sonic fabric without ever overwhelming the music. Listening becomes an exercise in attentive observation: every musical phrase, every pause, every small detail contributes to shaping an interior world suspended in time, ready to be explored with care and curiosity.

This debut surprises with its maturity: Elsewhere does not chase virtuosic displays or spectacular effects, but constructs inner worlds, evoking atmospheres, emotions, and imagined landscapes. Each track becomes a small emotional universe, a fragment of a story where the listener can lose themselves or find themselves again, depending on how much they allow themselves to be carried away by the delicacy of the sounds and the depth of the silences. It is an album that demands attention but rewards it by revealing the invisible, by allowing one to hear what often remains hidden, and by transforming music into a form of attentive observation of the surrounding world.

Italy opens the album with a broad, calm breath: over nine minutes that unfold slowly, like a horizon gradually revealing itself. Montella at the piano charts the course, while Coppola and D’Alessandro provide dynamic support, never ornamental. The trio constructs a fluid movement, made of suspended moments and shifts in perspective, where density and lightness coexist without conflict.

Lunar presents itself like a dimly lit painting: small melodic ideas surface and fade, leaving room for long breaths and a suspended atmosphere. Las Vegas, on the other hand, brings a more assertive pulse, still without seeking effects: the three musicians work with subtle contrasts, alternating more exposed layers with more intimate zones, creating a measured yet ever-present tension.

Habemus Papam brings the trio into a more restless space: musical ideas seem to chase each other and shift direction, generating a nervous, irregular energy. Ballad of Fairies and Witches transports the listener into a delicate, suspended space, where sounds and silences evoke a subtle sense of wonder. There is neither full light nor complete darkness: everything feels hinted at, barely glimpsed. The melodies intertwine lightly, evoking emotions and shadowed images, in a fragile yet enveloping balance that invites a slow, immersive listening.

Blue Sea opens the final section of the album with a broad, expansive breath. The music flows freely, modulated and enveloping, with an energy that seems to spread outward effortlessly, like a wave moving naturally and unceasingly.

My Laura closes gently: an intimate, compact piece where the melody comes close to the listener, leaving a sense of warmth and closeness, as if inviting one to pause and listen carefully to what the trio has built throughout the album.

The album creates a coherent and refined sonic language, guiding the listener between European atmospheres and warmer, almost Latin rhythmic touches, in a journey where music transforms everyday gestures into moments of suggestion. The recording, handled by Stefano Amerio at Artesuono, delivers a vivid and natural sound that lets every detail and internal dialogue emerge clearly, highlighting pauses, reverbs, and nuances that make Elsewhere an immersive, enveloping listening experience.

Elsewhere is not simply a contemporary jazz album: it is an invitation to enter a space to be explored slowly, where every note demands attention and every silence carries weight. Here, the elegance of composition blends with improvisation, creating a living dialogue between precision and freedom, vision and instinct. Listening to the trio means letting oneself be touched by subtle nuances, perceiving gentle tensions, suspended pauses, and feeling part of a world that builds itself under the ears and eyes of the listener.

This debut goes beyond a simple presentation of a musical project: it conveys an idea, a poetics, a way of seeing music as a space of discovery. Montella, Coppola, and D’Alessandro already display rare complicity, capable of creating interior landscapes and delicate atmospheres, inviting the listener to move among emotions, memories, and intuitions, in a journey crafted with care, curiosity, and wonder.