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| Dwiki Dharmawan – Anagnorisis |
Dwiki Dharmawan – Anagnorisis (Moonjune, 2025)
Un atto di riconoscimento in musica, oltre i confini
Anagnorisis è uno di quei dischi che non si limitano a mettere insieme geografie diverse, ma provano davvero a farle parlare tra loro. Dwiki Dharmawan, pianista, tastierista e compositore, lo affronta come un atto di riconoscimento profondo – non solo nel senso greco del termine, ma come presa di coscienza musicale e umana.
Al centro c’è il suo pianoforte, che non domina mai la scena in modo autoritario: apre spazi, suggerisce direzioni, invita gli altri strumenti a entrare in un dialogo continuo.
Il disco si muove lungo coordinate che intrecciano jazz contemporaneo, improvvisazione, jazz rock e fusion, innestandoli sulle tradizioni musicali dell’Indonesia e sulle suggestioni mediterranee, in un equilibrio costante tra scrittura e libertà espressiva.
Anagnorisis è la quinta pubblicazione internazionale di Dwiki Dharmawan dopo So Far So Close (2015), Pasar Klewer (2016), Rumah Batu (2018) e Hari Ketiga (2020). Pubblicato, sempre, da MoonJune Records, il disco si inserisce con naturalezza nel catalogo dell’etichetta, confermandone la vocazione a una musica aperta, transnazionale e in dialogo con il mondo.
La scrittura di Dwiki Dharmawan affonda le radici nelle raffinate trame melodiche e ritmiche dell’Indonesia, ma si lascia attraversare da un respiro più ampio. Il clarinetto e il sax di Gilad Atzmon sono presenze decisive: il loro timbro, a tratti lirico e a tratti ruvido, si muove tra meditazione e slancio improvvisativo, creando un ponte naturale con le suggestioni modali degli altri protagonisti. Il flauto di Harris Lambrakis aggiunge un soffio arcaico e spirituale, mentre il contrabbasso di Kimon Karoutzos, la chitarra elettrica di Vironas Ntolas e la batteria di Nikos Sidirokastritis costruiscono un tessuto ritmico e timbrico elastico, capace di sostenere sia i momenti più narrativi sia quelli di maggiore tensione.
Nei brani emergono con chiarezza le connessioni tra le diverse tradizioni e le intenzioni compositive di Dharmawan. Gambang Ney apre l’album con uno scambio simbolico tra culture, dove il flauto ney e il pianoforte si intrecciano in un dialogo lirico e delicato.
Ya Kita Bisa si sviluppa attraverso l’improvvisazione, lasciando emergere sfumature blues che mettono in luce il respiro collettivo del gruppo. Pacu Javi sorprende per le sue suddivisioni ritmiche complesse, che richiamano il gamelan e imprimono un senso di movimento costante. Perjuangan propone un momento più raccolto e contemplativo, con il pianoforte che evoca atmosfere vicine alla scuola ECM, sospese tra melodia e meditazione.
Con Jazz For Freeport, il disco raggiunge uno dei suoi picchi espressivi: l’improvvisazione libera e l’energia del jazz si fanno dirette e incisive, coinvolgendo tutti i musicisti in un dialogo serrato. Infine, la title track Anagnorisis chiude l’album riassumendo il suo spirito: un riconoscimento reciproco tra culture e musicisti, espresso attraverso un linguaggio sonoro aperto e senza forzature.
I brani menzionati sono solo una parte del percorso: il resto è una scoperta che il disco affida direttamente all’ascoltatore.

Dwiki
Dharmawan – Anagnorisis LP cover
Alla fine di Anagnorisis, resta la sensazione di aver attraversato un ponte tra mondi lontani, ascoltando musicisti che parlano lingue diverse ma comprendono la stessa musica. È un invito a riconoscere l’altro, a lasciarsi sorprendere dalla bellezza dell’incontro, e a ritrovare in ogni nota la profondità di un dialogo possibile. Un disco che non si limita a farsi ascoltare, ma si fa spazio nell’anima.
Registrato ad Atene nel dicembre 2024, Anagnorisis viene poi rifinito attraverso il mix di Fabio Trentini e il mastering di Emil Eskilden, con la supervisione alla postproduzione di Markus Reuter. La produzione è firmata da Leonardo Pavkovic insieme a Dwiki Dharmawan, a conferma di un progetto curato in ogni dettaglio, dall’idea iniziale fino alla sua forma definitiva.
Il disco è disponibile in CD, doppio vinile e in formato digitale su Bandcamp: https://dwikidharmawan-moonjune.bandcamp.com/album/anagnorisis
English version
Dwiki Dharmawan – Anagnorisis (Moonjune, 2025)
An Act of Recognition in Music, Beyond Borders
Anagnorisis is one of those albums that does more than simply bring together different geographies – it truly tries to make them converse. Dwiki Dharmawan, pianist, keyboardist, and composer, approaches it as an act of profound recognition – not only in the Greek sense of the term, but as a musical and human awakening.
At the center is his piano, which never dominates the scene in an authoritarian way: it opens spaces, suggests directions, and invites the other instruments into a continuous dialogue.
The album moves along lines that intertwine contemporary jazz, improvisation, jazz rock, and fusion, rooted in Indonesia’s musical traditions while absorbing Mediterranean influences, maintaining a constant balance between composition and expressive freedom.
Anagnorisis is Dwiki Dharmawan’s fifth international release after So Far So Close (2015), Pasar Klewer (2016), Rumah Batu (2018), and Hari Ketiga (2020). Released, as always, by MoonJune Records, the album fits naturally into the label’s catalog, confirming its dedication to open, transnational music in dialogue with the world.
Dwiki Dharmawan’s writing is rooted in the refined melodic and rhythmic textures of Indonesia, yet it breathes expansively. The clarinet and saxophone of Gilad Atzmon are decisive presences: their timbre, at times lyrical and at times rough, moves between meditation and improvisational drive, creating a natural bridge with the modal suggestions of the other musicians. Harris Lambrakis’ flute adds an archaic, spiritual breath, while Kimon Karoutzos’ double bass, Vironas Ntolas’ electric guitar, and Nikos Sidirokastritis’ drums build an elastic rhythmic and timbral fabric, capable of supporting both the narrative moments and those of greater tension.
The tracks clearly reveal the connections between different traditions and Dharmawan’s compositional intentions. Gambang Ney opens the album with a symbolic exchange between cultures, where ney flute and piano intertwine in a delicate, lyrical dialogue.
Ya Kita Bisa unfolds through improvisation, revealing blues nuances that highlight the collective breath of the group. Pacu Javi surprises with its complex rhythmic subdivisions, reminiscent of the gamelan, creating a sense of constant movement. Perjuangan offers a more introspective and contemplative moment, with piano evoking atmospheres close to the ECM school, suspended between melody and meditation.
With Jazz For Freeport, the album reaches one of its expressive peaks: free improvisation and the energy of jazz become direct and incisive, engaging all the musicians in an intense dialogue. Finally, the title track Anagnorisis closes the album, summing up its spirit: a mutual recognition between cultures and musicians, expressed through an open, unforced musical language.
The tracks mentioned are only part of the journey: the rest is a discovery the album leaves to the listener. At the end of Anagnorisis, there is a sense of having crossed a bridge between distant worlds, listening to musicians who speak different languages yet understand the same music. It is an invitation to recognize the other, to be surprised by the beauty of encounter, and to find in every note the depth of a possible dialogue. An album that does more than ask to be heard – it makes space in the soul.
Recorded in Athens, Greece, in December 2024, Anagnorisis was then refined through mixing by Fabio Trentini and mastering by Emil Eskilden, with post-production supervision by Markus Reuter. The production is credited to Leonardo Pavkovic and Dwiki Dharmawan, confirming a project carefully shaped from initial idea to final form.
The album is available on CD, double vinyl, and digitally on Bandcamp: https://dwikidharmawan-moonjune.bandcamp.com/album/anagnorisis
