venerdì 23 gennaio 2026

Vittorio Solimene – Letter To… | Lettere, memoria e jazz narrativo | Redapolis Music

Vittorio Solimene – Letter to … 

Vittorio Solimene – Letter to… (Encore Music Label, 2025)

Lettere che diventano storie da ascoltare

Letter To… prende forma da un’intuizione molto personale di Vittorio Solimene: provare a dare voce sonora all’intimità delle lettere, a quel dialogo silenzioso che attraversa il tempo. 

Lettere scritte da figure storiche, da persone comuni o da affetti familiari diventano così materia musicale, trasformandosi in tracce che portano nel titolo il segno della loro origine: un destinatario, una data, una frase, oppure semplicemente il significato più profondo che affiora dalla lettura. Pubblicato a novembre 2025 per l’etichetta Encore Music, il progetto intreccia memoria e presente, storia e quotidianità, e racconta come la musica possa farsi spazio di incontro, capace di collegare mondi lontani e, allo stesso tempo, sorprendentemente vicini.

Al centro dell’album c’è il pianoforte di Vittorio Solimene, cuore e guida del progetto. Lorenzo Simoni interviene sax alto, mentre Alessandro Bintzios al contrabbasso e Michele Santoleri alla batteria creano una solida base ritmica che sostiene ogni traccia.

Gli interventi vocali di Ava Alami emergono nei brani “Farewell” e “Smiling Eyes”, aggiungendo un tocco di intimità e lirismo. La tromba di Cosimo Boni appare in modo mirato nel brano “September 1888”, regalando un momento di grande intensità e colore. 

L’apertura è affidata a Wishing My Hard Bread Was a Steak, titolo ironico che introduce un brano energico e immediato. Qui il pianoforte di Solimene detta il passo, sostenuto da una ritmica reattiva, dando vita a un intreccio vivace che sembra restituire il tono di una lettera letta ad alta voce, con accenti marcati e improvvise variazioni di umore. È un inizio che cattura l’ascolto e chiarisce subito la natura narrativa del progetto.

Con To an Imaginary Friend e The Magic of Empathy il clima cambia: la scrittura si fa più lirica, raccolta, quasi confidenziale. Solimene lavora per sottrazione, lasciando spazio al silenzio e alle pause, che diventano parte integrante del discorso musicale. È qui che emerge con forza la sua capacità di trasformare il non detto in tensione narrativa, come accade quando una lettera suggerisce più di quanto espliciti.

Farewell introduce la voce di Ava Alami, che aggiunge una dimensione ulteriore al racconto, rendendo il commiato ancora più intimo e sospeso. La stessa voce ritorna in Smiling Eyes, brano delicato e luminoso, dove la scrittura sembra guardare al ricordo con dolcezza, senza nostalgia forzata. In entrambi i casi, la voce non sovrasta mai l’insieme, ma si inserisce come un’ulteriore linea emotiva, coerente con il clima del disco.

La tromba di Cosimo Boni compare, come evidenziato sopra, in modo mirato in September 1888, uno dei momenti più intensi dell’album. Il suo intervento, isolato e pensato come episodio unico, aggiunge un colore malinconico e profondo, capace di evocare immediatamente un tempo lontano, quasi una fotografia sonora che emerge dal passato. È un brano che colpisce proprio per la sua misura e per la forza espressiva concentrata in pochi gesti.

Completano il percorso tracce come To the Nephews, Coincidences, Wind Mountain e To an Unsung Hero, che continuano a sviluppare l’idea della lettera come spazio di relazione, di memoria condivisa e di dialogo silenzioso. Ogni brano sembra aprire una finestra diversa, mantenendo però una coerenza di fondo che rende l’ascolto fluido e unitario.

La produzione, curata da Roberto Lioli, Vittorio Bartoli e lo stesso Solimene, e la registrazione, mixaggio e mastering di Paolo Alberta e Francesco Ponticelli al Cicaleto Recording Studio di Arezzo, restituiscono un suono cristallino e calibrato, in cui ogni dettaglio ha spazio e respiro. Anche l’aspetto visivo contribuisce all’esperienza: l’artwork di Samitha Perera e le fotografie di Tommaso Taurisano completano il quadro, dando forma a un universo che unisce parola, suono e immagine.

Letter To… non è solo un disco, ma un diario musicale: ogni brano invita a entrare in un dialogo con l’autore della lettera, a percepirne le emozioni e a trasformarle in un’esperienza sonora personale. Il progetto parla di affetti, ricordi, attese e relazioni, riuscendo a rendere tangibile ciò che spesso resta nascosto tra le righe di un foglio.

English version

 Vittorio Solimene – Letter to… (Encore Music Label, 2025)

 Letters That Become Stories to Listen To

Letter To… takes shape from a deeply personal intuition of Vittorio Solimene: an attempt to give a sonic voice to the intimacy of letters, to that silent dialogue that spans time.Letters written by historical figures, ordinary people, or close relatives thus become musical material, transforming into tracks whose titles reflect their origin: a recipient, a date, a phrase, or simply the deeper meaning that emerges from reading. Released in November 2025 on the Encore Music label, the project weaves together memory and the present, history and everyday life, showing how music can become a space for connection, capable of linking distant worlds that feel, at the same time, surprisingly close.

At the heart of the album is Vittorio Solimene’s piano, the project’s core and guiding voice. Lorenzo Simoni contributes on alto sax, while Alessandro Bintzios on double bass and Michele Santoleri on drums provide a solid rhythmic foundation that supports every track.

Vocal contributions by Ava Alami appear in “Farewell” and “Smiling Eyes,” adding intimacy and lyrical depth. Cosimo Boni’s trumpet is featured selectively on “September 1888,” creating a moment of striking intensity and color.

The album opens with Wishing My Hard Bread Was a Steak, an ironic title introducing an energetic and immediate track. Here, Solimene’s piano leads the way, supported by a responsive rhythm section, creating a lively interplay that evokes the tone of a letter read aloud, with emphatic accents and sudden shifts in mood. It’s an opening that captures the listener and immediately clarifies the project’s narrative nature.

With To an Imaginary Friend and The Magic of Empathy, the atmosphere shifts: the writing becomes more lyrical, restrained, almost confessional. Solimene works through subtraction, leaving space for silence and pauses, which become an integral part of the musical discourse. This is where his ability to turn the unspoken into narrative tension comes through, much like a letter suggesting more than it explicitly says.

Farewell introduces Ava Alami’s voice, adding an additional dimension to the storytelling, making the farewell even more intimate and suspended. Her voice returns in Smiling Eyes, a delicate and luminous track, where the writing seems to reflect on memory with gentleness, without forced nostalgia. In both cases, the voice never overpowers the ensemble but blends as another emotional layer, perfectly in tune with the album’s atmosphere.

As noted above, Cosimo Boni’s trumpet appears selectively in September 1888, one of the album’s most intense moments. His contribution, isolated and conceived as a unique episode, adds a melancholic and profound color, evoking a distant time, almost like a sonic photograph emerging from the past. It is a track that impresses through its measured execution and concentrated expressive power.

The journey continues with tracks like To the Nephews, Coincidences, Wind Mountain, and To an Unsung Hero, which further develop the idea of the letter as a space for connection, shared memory, and silent dialogue. Each track seems to open a different window, while maintaining an underlying coherence that makes the listening experience fluid and unified.

The production, overseen by Roberto Lioli, Vittorio Bartoli, and Vittorio Solimene himself, along with recording, mixing, and mastering by Paolo Alberta and Francesco Ponticelli at Cicaleto Recording Studio in Arezzo, delivers a crystalline, finely balanced sound where every detail has space and breath. The visual aspect also enriches the experience: the artwork by Samitha Perera and photographs by Tommaso Taurisano complete the picture, creating a universe that unites words, sound, and image.

Letter To… is not just an album, but a musical diary: each track invites the listener into a dialogue with the letter’s author, to feel its emotions, and to transform them into a personal sonic experience. The project speaks of affections, memories, hopes, and relationships, making tangible what often remains hidden between the lines of a page.