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| Koradan – Around The World … Music |
Koradan – Around The World … Music (Filibusta Records, 2025)
Un viaggio sonoro senza confini
Ci sono dischi che nascono come opere musicali e altri che sembrano prendere forma come veri e propri spazi da abitare. Around The World … Music, primo album dei Koradan, pubblicato da Filibusta Records con distribuzione fisica I.R.D. e distribuzione digitale affidata ad Altafonte Italia, appartiene a questa seconda categoria: non si limita a farsi ascoltare, ma invita a entrare in un movimento più ampio, fatto di suoni, corpi, gesti artigianali e visioni condivise.
Koradan è il progetto ideato dal polistrumentista Alex Baccari, pensato fin dall’inizio come un organismo a più livelli. Da una parte la musica, che intreccia linguaggi fusion e tradizioni sonore provenienti da ogni latitudine; dall’altra la danza etnica e contemporanea di Marzia Di Cicco, che diventa estensione fisica del suono. E poi c’è l’aspetto artigianale, forse meno visibile ma fondamentale: il laboratorio di riparazione di strumenti etnici, la costruzione di kore africane, la creazione di accessori per la danza, fino all’invenzione di strumenti interculturali come le koritas, premiate e brevettate a livello internazionale. Tutto concorre a definire un’idea di musica come pratica viva, concreta, profondamente umana.
Il nome Koradan nasce dalla fusione di kora e danza, e già qui si intuisce la direzione del progetto: un incontro tra movimento e suono, tra radici ancestrali e ricerca contemporanea. Around The World … Music prende forma come un viaggio di libertà e di sogno, sospinto dall’elemento dell’aria. Un’aria intesa come respiro, leggerezza, possibilità di movimento, ma anche come forza di evasione e di rinascita. Nelle pieghe di questo lavoro si percepisce il bisogno di lasciarsi alle spalle vincoli, difficoltà personali, problemi di salute e l’ombra lunga della pandemia, con il desiderio di riprendersi tutto e tornare a volare.
Il viaggio si articola in quattordici tappe, ognuna pensata come un paesaggio sonoro autonomo. È un attraversamento ideale dei cinque continenti costruito attraverso l’utilizzo di 80 strumenti provenienti da tradizioni diverse, una parte significativa dei quali realizzati direttamente dai Koradan e impiegati nelle registrazioni. Una scelta che rafforza l’idea di un suono non solo eseguito, ma anche costruito e vissuto.
Around The World … Music è un lavoro pensato per essere ascoltato nella sua interezza, dall’inizio alla fine, seguendo il flusso naturale di un viaggio che ha senso solo se percorso senza interruzioni. I brani non vivono come episodi isolati, ma come tappe di un unico movimento continuo. Le tracce citate qui sono soltanto alcuni punti di passaggio, suggerimenti per orientarsi e stimolare la curiosità, non certo un invito a fermarsi: il vero racconto prende forma solo lasciandosi accompagnare lungo tutto il percorso.
Around The World … Music va ascoltato come un viaggio unico, dall’inizio alla fine. Ogni brano è una tappa che si apre naturalmente sul successivo, e solo percorrendo l’intero percorso si coglie il senso pieno dell’album. I brani citati qui sono soltanto alcuni esempi, piccoli punti di riferimento per stimolare la curiosità: il racconto completo prende vita lasciandosi trasportare lungo tutto il viaggio sonoro.
Il disco si apre con Tanec Vetra, la “danza del vento”, che introduce subito l’elemento dell’aria e il senso di movimento che attraversa tutto l’album. Le melodie si sviluppano come un respiro leggero e continuo, suggerendo libertà e leggerezza del volo, tema centrale del progetto Koradan.
Sawt as-Sahra conduce in un paesaggio desertico: l’oud iracheno, il tombak iraniano, il kanun turco-siriaco e la simsimiyya egiziana costruiscono un tessuto sonoro lento, caldo e vibrante, come sabbia sospinta dal vento.
Tarab Cafè apre uno spazio più raccolto e intimo, quasi un caffè mediorientale immaginario, con percussioni leggere e melodie orientali che creano un’atmosfera accogliente, un momento di respiro prima di scenari più ampi.
Flyg fa volare l’aria in modo lirico e sospeso: le melodie fluttuano leggere come vento, accompagnando l’ascoltatore attraverso paesaggi sonori senza confini.
Hara, termine giapponese che indica il “centro”, diventa momento di equilibrio e raccolta nel percorso musicale, un passaggio di concentrazione che prepara i brani successivi e i futuri capitoli della tetralogia.
Gothic Clagan porta il viaggio su un piano spirituale: l’organo a canne della tradizione cattolica incontra le campane tibetane e il bansuri, flauto dell’India del Sud. I diversi mondi si ascoltano e si mescolano senza perdere la propria identità, respirando insieme in equilibrio.
Trinithango chiude con leggerezza e ironia: il tango diventa terreno di incontro inaspettato tra fisarmonica, steel drum di Trinidad e Tobago, kobyz del Kazakistan e leuneddas sarde. L’accostamento insolito funziona, trasformando la differenza in energia e colore, come una cucina fusion riuscita per istinto.
Lo sguardo che attraversa Around The World … Music è quello di un astronauta che osserva la Terra dall’alto, senza confini politici, ma solo linee naturali: catene montuose, fiumi, coste, oceani. È un incontro musicale che rifiuta qualsiasi logica assimilazionista. Le identità non vengono appiattite né neutralizzate, ma restano riconoscibili, dialoganti, vive. Ogni cultura porta con sé il proprio peso, la propria storia, e proprio per questo può incontrare l’altra senza paura di dissolversi.
Around The World … Music non è un punto d’arrivo, ma un inizio consapevole. È un respiro ritrovato, il primo anello di una catena ideale che vuole unire popoli e culture attraverso il linguaggio più universale che esista. Un giro del mondo in musica che apre le ali verso nuovi orizzonti e ricorda quanto il suono, quando nasce da ascolto, studio e necessità autentica, possa ancora essere uno spazio reale di incontro, di immaginazione e di possibilità condivisa.
English version
Koradan – Around The World … Music (Filibusta Records, 2025)
A Boundless Sonic Journey
Some albums are born as musical works, while others seem to take shape as spaces to inhabit. Around The World … Music, the debut album by Koradan, released by Filibusta Records with physical distribution by I.R.D. and digital distribution via Altafonte Italia, belongs to the second category: it is not just meant to be listened to, but invites the listener into a wider movement, made of sounds, bodies, handcrafted gestures, and shared visions.
Koradan is the project conceived by multi-instrumentalist Alex Baccari, designed from the start as a multi-layered organism. On one hand, there is the music, weaving fusion languages and sound traditions from every latitude; on the other, the ethnic and contemporary dance of Marzia Di Cicco, which becomes the physical extension of the sound. Then there is the artisanal aspect, perhaps less visible but fundamental: a workshop for repairing ethnic instruments, building African kore, creating dance accessories, and inventing intercultural instruments such as the koritas, internationally patented and awarded. Everything contributes to a vision of music as a living, concrete, profoundly human practice.
The name Koradan comes from the fusion of kora and dance, hinting at the project’s direction: a meeting of movement and sound, of ancestral roots and contemporary exploration. Around The World … Music takes shape as a journey of freedom and dreams, propelled by the element of air. Air understood as breath, lightness, possibility of movement, but also as a force of escape and rebirth. Beneath the layers of this work, one senses the need to leave behind constraints, personal struggles, health issues, and the long shadow of the pandemic, with the desire to reclaim everything and take flight again.
The journey unfolds in fourteen stages, each conceived as a self-contained soundscape. It is an ideal crossing of the five continents, built through the use of 80 instruments from diverse traditions, a significant portion of which were created by Koradan themselves and used in the recordings. This choice reinforces the idea of sound not only performed but also built and experienced.
Around The World … Music is meant to be listened to in its entirety, from start to finish, following the natural flow of a journey that makes sense only if traveled without interruptions. The tracks do not exist as isolated episodes, but as stages of a single continuous movement. The tracks mentioned here are just points of reference, suggestions to guide curiosity—they are not an invitation to stop: the full story takes shape only by letting yourself be carried along the entire journey.
The album opens with Tanec Vetra, the “dance of the wind,” immediately introducing the element of air and the sense of movement that runs through the entire album. The melodies unfold like a light, continuous breath, evoking freedom and the lightness of flight, a central theme of the Koradan project.
Sawt as-Sahra leads the listener into a desert landscape: the Iraqi oud, Iranian tombak, Turkish-Syriac kanun, and Egyptian simsimiyya create a slow, warm, and vibrant sonic fabric, like sand pushed by the wind.
Tarab Cafè opens a more intimate space, like an imaginary Middle Eastern café, where light percussion and oriental melodies create a welcoming atmosphere, a moment of pause before broader, more expansive soundscapes.
Flyg lets the air soar in a lyrical and suspended way: the melodies float lightly like the wind, guiding the listener across borderless sonic landscapes.
Hara, a Japanese term meaning “center,” becomes a moment of balance and focus within the musical journey, a pause of concentration that naturally prepares the listener for the following tracks and the future chapters of the tetralogy.
Gothic Clagan brings the journey into a spiritual dimension: the pipe organ of the Western Catholic tradition meets Tibetan bells and the bansuri, a flute from South Indian Carnatic music. The different worlds listen to each other and blend without losing their identity, breathing together in harmony.
Trinithango closes with lightness and humor: the tango becomes an unexpected meeting ground between accordion, steel drum from Trinidad and Tobago, the kobyz from Kazakhstan, and Sardinian launeddas. The unusual combination works, transforming difference into energy and color, like a successful fusion dish born from instinct.
The perspective across Around The World … Music is that of an astronaut observing Earth from above, without political borders, only natural lines: mountain ranges, rivers, coasts, oceans. It is a musical encounter that rejects any assimilationist logic. Identities are not flattened or neutralized; they remain recognizable, dialoguing, alive. Every culture carries its own weight and history, and for this reason, it can meet the other without fear of dissolving.
Around The World … Music is not a final destination, but a conscious beginning. It is a regained breath, the first link in an ideal chain aiming to unite peoples and cultures through the most universal language of all: music. A global journey in sound that spreads wings toward new horizons and reminds us how music, born from listening, study, and genuine necessity, can still be a real space for encounter, imagination, and shared possibilities.

