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| Fabrizio Bosso Spiritual Trio – Welcome Back |
Fabrizio Bosso Spiritual Trio – Welcome Back (Warner Music Italy, 2025)
Musica che intreccia virtuosismo ed emozione e resta nell’anima
Fabrizio Bosso è da tempo uno dei nomi più rispettati del jazz italiano: la sua tromba, capace di virtuosismo tecnico e di un’identità stilistica immediatamente riconoscibile, lo colloca tra i protagonisti del panorama internazionale. Ma Bosso non è solo un interprete impeccabile: è un narratore sonoro, capace di trasformare ogni frase in un gesto emotivo, ogni assolo in un piccolo viaggio.
Nel 2008 dà vita allo Spiritual Trio, progetto nato dall’incontro tra jazz, gospel e spiritual, che fin da subito si distingue per la capacità di fondere due mondi apparentemente opposti: la musica per il Signore e la musica per l’Uomo. Il primo album della band, Spiritual (2011), conferma questa visione: ritmi carichi di esaltazione, passaggi hard bop che dialogano con inni spirituali e atmosfere sospese che catturano i sensi e l’anima. Con Purple, il secondo disco, il trio approfondisce la propria ricerca, mischiando repertorio tradizionale e composizioni moderne, esplorando una spiritualità musicale che non conosce confini tra terreno e divino. Someday (2019) celebra il decennale del trio, introducendo composizioni originali tra brani gospel e spiritual, con scelte di repertorio sempre eleganti e raffinate, fino ad arrivare a Welcome Back, lavoro del quale ci occupiamo qui, che riafferma con forza l’identità e il senso profondo del fare musica insieme.
Dopo alcune pause dovute ai progetti solisti di Bosso, lo Spiritual Trio – composto da Fabrizio Bosso (tromba), Alberto Marsico (organo) e Alessandro Minetto (batteria) – torna con Welcome Back, un album che va oltre la semplice ripresa dell’attività: una vera dichiarazione d’intenti, un invito a ritrovare una dimensione condivisa in cui virtuosismo, emozione e spiritualità convivono in equilibrio.
La title track, Welcome Back, apre il disco come un autentico rito di accoglienza. La scrittura modale e l’andamento circolare richiamano intonazioni rituali di apertura, creando fin dalle prime battute un clima di partecipazione e raccoglimento. L’organo di Marsico costruisce uno spazio sonoro rarefatto, quasi sospeso, sul quale la tromba di Bosso si innesta con misura e profondità, permettendo al tema di affiorare gradualmente come un augurio musicale di rinascita e condivisione.
Con Spirito Libero, scritto da Bosso, la musica diventa un invito alla libertà interiore. La tromba alterna momenti intensi e pieni di energia a passaggi più delicati e riflessivi, sostenuta da un ritmo irregolare che mantiene vivo il brano. Il tempo dispari e l’armonia insolita creano un senso di movimento e spiritualità, conferendo al pezzo una grande leggerezza e musicalità.
You Are So Beautiful di Billy Preston e Bruce Fisher viene reinterpretata con pudore e intensità. L’assenza della voce è colmata dal fraseggio cantabile della tromba, che sembra raccontare il brano con un linguaggio vicino a quello vocale. L’organo accompagna con delicatezza, creando un’atmosfera sospesa, dove il silenzio e le pause hanno un ruolo centrale.
Thank You Lord di Walter Hawkins rappresenta il momento più spirituale dell’album. Il Castagnole Community Choir arricchisce il brano con armonie corali e contrappunti, trasformando il pezzo in una vera celebrazione collettiva. La tensione ascensionale tra coro e strumenti restituisce un senso di partecipazione e comunità, che è al cuore dello spirito gospel.
Theme from Taxi Driver di Bernard Herrmann viene riletta in chiave jazz, conservando l’atmosfera cupa e notturna del tema originale ma aggiungendo tensione urbana e lirismo. La tromba muove intervalli ascendenti e discendenti, mentre l’organo crea colori timbrici ambigui, evocando il lato inquieto della città e l’inquietudine del personaggio scorsesiano.
Soul Song di Shirley Scott è un omaggio al soul jazz. Marsico ricrea con eleganza lo spirito dell’originale, mentre Bosso aggiunge fraseggi bluesy e melodici. Il trio segue la struttura classica del brano e alterna accompagnamenti e linee di basso eseguite alla pedaliera dell’organo, creando un’atmosfera rilassata e raffinata.
Upstairs, scritto da Marsico, si sviluppa in un movimento ascendente, sia nell’armonia che nel ritmo. L’organo costruisce linee che sembrano salire verso la luce, mentre la batteria di Minetto accompagna ogni passaggio con precisione. Il brano unisce energia e introspezione, mescolando influenze gospel e soul-funk strumentale.
Crossroads, scritto da Bosso, richiama il mito del bivio e invita a riflettere sulle scelte della vita. Il brano alterna tonalità maggiori e minori, creando un contrasto tra luce e ombra, mentre la tromba, con vibrato e glissato, esprime tensione e introspezione.
The Preacher, omaggio a Horace Silver, è pieno di energia e vitalità. Il groove scorre fluido e le melodie hanno un carattere predicativo, quasi come un sermone, mentre l’organo Hammond di Marsico si muove con grande precisione, arricchendo il brano e sostenendo il dialogo con la tromba. Il trio gioca con dinamiche e accenti senza perdere lo spirito ironico del pezzo originale, e la batteria accompagna con misura, senza mai sovrastare.
Stupid Lullaby chiude l’album in modo tenero e raccolto, con un suono che diventa carezza. La tromba si muove liberamente sul tempo, mentre l’organo costruisce armonie sospese e delicate.
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| Fabrizio Bosso Spiritual Trio |
Welcome Back non è solo un ritorno, ma una celebrazione della musica come gesto umano e condiviso. Ogni nota, ogni silenzio, ogni frase strumentale invita all’ascolto attento e al riconoscimento reciproco tra chi suona e chi ascolta.
Lo Spiritual Trio costruisce uno spazio in cui emozione, poesia e spiritualità si incontrano, ricordandoci che la vera forza della musica risiede nella capacità di unire, accogliere e lasciare tracce profonde nell’animo.
English version
Fabrizio Bosso Spiritual Trio – Welcome Back (Warner Music Italy, 2025)
Music that weaves virtuosity and emotion, and lingers in the soul
Fabrizio Bosso has long been one of the most respected names in Italian jazz: his trumpet, marked by outstanding technical virtuosity and an immediately recognizable stylistic identity, places him among the leading figures on the international scene. Yet Bosso is more than an impeccable performer—he is a sonic storyteller, able to turn every phrase into an emotional gesture and every solo into a small journey.
In 2008 he founded the Spiritual Trio, a project born from the meeting of jazz, gospel, and spiritual music, which immediately stood out for its ability to fuse two seemingly opposing worlds: music for the Lord and music for humankind. The band’s debut album, Spiritual (2011), confirmed this vision with exalted rhythms, hard-bop passages conversing with spiritual hymns, and suspended atmospheres that captivate both the senses and the soul. With Purple, their second release, the trio deepened its research, blending traditional repertoire with modern compositions and exploring a musical spirituality that knows no boundaries between the earthly and the divine. Someday (2019) celebrated the trio’s tenth anniversary, introducing original pieces alongside gospel and spiritual tunes, with consistently elegant and refined repertoire choices, leading up to Welcome Back, the album discussed here, which powerfully reaffirms the group’s identity and the profound meaning of making music together.
After several pauses due to Bosso’s solo projects, the Spiritual Trio—Fabrizio Bosso (trumpet), Alberto Marsico (organ), and Alessandro Minetto (drums)—returns with Welcome Back, an album that goes beyond a simple resumption of activity. It stands as a true statement of intent, an invitation to rediscover a shared dimension in which virtuosity, emotion, and spirituality coexist in balance.
The title track, Welcome Back, opens the album like a genuine rite of welcome. Its modal writing and circular flow recall ritual opening intonations, creating from the very first bars a mood of participation and contemplation. Marsico’s organ shapes a rarefied, almost suspended sonic space, into which Bosso’s trumpet enters with restraint and depth, allowing the theme to emerge gradually as a musical wish for renewal and togetherness.
With Spirito Libero, written by Bosso, the music becomes an invitation to inner freedom. The trumpet alternates intense, energetic moments with more delicate and reflective passages, supported by an irregular rhythm that keeps the piece alive. The odd meter and unusual harmony create a sense of motion and spirituality, giving the track lightness and strong musicality.
You Are So Beautiful by Billy Preston and Bruce Fisher is reinterpreted with restraint and intensity. The absence of the voice is filled by the trumpet’s singing phrasing, which seems to tell the song in a language close to the human voice. The organ accompanies delicately, creating a suspended atmosphere where silence and pauses play a central role.
Thank You Lord by Walter Hawkins represents the album’s most overtly spiritual moment. The Castagnole Community Choir enriches the piece with choral harmonies and counterpoint, transforming it into a true collective celebration. The ascending tension between choir and instruments conveys a sense of participation and community at the very heart of the gospel spirit.
Theme from Taxi Driver by Bernard Herrmann is reread through a jazz lens, preserving the original theme’s dark, nocturnal atmosphere while adding urban tension and lyricism. The trumpet traces ascending and descending intervals, while the organ creates ambiguous timbral colors, evoking the city’s restless side and the unease of Scorsese’s character.
Soul Song by Shirley Scott is a tribute to soul jazz. Marsico elegantly recreates the spirit of the original, while Bosso adds bluesy, melodic phrasing. The trio follows the tune’s classic structure, alternating accompaniment with bass lines played on the organ’s pedalboard, creating a relaxed and refined atmosphere.
Upstairs, written by Marsico, unfolds through an ascending motion in both harmony and rhythm. The organ builds lines that seem to rise toward the light, while Minetto’s drumming supports each passage with precision. The piece blends energy and introspection, merging gospel influences with instrumental soul-funk.
Crossroads, written by Bosso, evokes the myth of the crossroads and invites reflection on life’s choices. The piece alternates major and minor tonalities, creating a contrast between light and shadow, while the trumpet—through vibrato and glissando—expresses tension and introspection.
The Preacher, a tribute to Horace Silver, is full of energy and vitality. The groove flows smoothly and the melodies carry a preaching, sermon-like character, while Marsico’s Hammond organ moves with great precision, enriching the piece and sustaining the dialogue with the trumpet. The trio plays with dynamics and accents without losing the original tune’s ironic spirit, and the drums accompany with restraint, never overpowering.
Stupid Lullaby closes the album in a tender, intimate way, with a sound that becomes a gentle caress. The trumpet moves freely over time, while the organ builds suspended, delicate harmonies. Welcome Back is not merely a return, but a celebration of music as a shared human gesture. Every note, every silence, every instrumental phrase invites attentive listening and mutual recognition between those who play and those who listen.
The Spiritual Trio creates a space where emotion, poetry, and spirituality meet, reminding us that the true power of music lies in its ability to unite, to welcome, and to leave deep traces within the soul.

