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lunedì 30 marzo 2026
Denise Gueye, Marco Carta – Le storie di ieri (2026): interpretazione di Fabrizio De André | Redapolis Music
Denise
Gueye e Marco Carta - Le Storie Di Ieri
Denise Gueye e Marco Carta - Le Storie
Di Ieri (Clairedelune, 2026)
Emozioni senza tempo nelle canzoni di
Faber
Le storie di ieri della cantante Denise Gueye e del chitarrista Marco
Carta, uscito il 26 marzo per Clairedelune, è un progetto che nasce
dall’incontro di due sensibilità musicali capaci di coniugare rigore e
leggerezza. Dopo anni di esperienza nel repertorio di Federico García Lorca e
della musica popolare spagnola, il duo affronta stavolta il canzoniere di Fabrizio
De André, con un approccio che non cerca la copia o la rielaborazione
spettacolare, ma l’ascolto profondo delle canzoni. Ogni brano sembra respirare,
dove la fedeltà alle melodie originali convive con interpretazioni personali,
intime e mai calligrafiche.
Registrato inizialmente in presa diretta, come un recital dal
vivo, e arricchito poi da sovraincisioni discrete, Le storie di ieri
rappresenta il compimento di un percorso iniziato nel 2021, quando Denise Gueye
e Marco Carta hanno collaborato al progetto Romancero Gitano di Mario
Castelnuovo-Tedesco, con testi di Lorca, per coro e chitarra classica. In
quell’ambito hanno rielaborato brani della tradizione popolare spagnola,
sviluppando un dialogo intenso tra voce e chitarra, esperienza che ha segnato
profondamente il loro approccio musicale.
Negli anni successivi, il duo si è esibito in festival e sale
prestigiose: Ehrbar Saal di Vienna, Festival “La Follia Nuova” a Bolzano,
Festival Internazionale della Chitarra di Bortigiadas, Festival Alpen Classica
al Museo Etnografico di Innsbruck, Festival Anima Mundi a Cuglieri, Festival
Musicale Melos e Festival Internazionale del Turismo all’Archivio Mario Cervo
di Olbia. È da questa esperienza che nasce la capacità di rendere ogni brano di
De André un racconto vivo, capace di dialogare con il presente senza tradirne
lo spirito originario.
Il disco si apre con La Ballata del Michè, brano meno
frequentato ma denso di immagini e ironia. La voce della Gueye illumina i
dettagli della storia, mentre la chitarra di Carta costruisce un tessuto
essenziale che lascia respirare ogni nota.
Subito dopo Fila la lana, adattamento di un
canto popolare francese del XV secolo, rivela l’attitudine del duo a
trasformare la tradizione in qualcosa di vivo: delicatezza e misura conducono
l’ascolto, senza forzature.
Si passa quindi a Un malato di cuore, Il
suonatore Jones e Un medico, estratti da Non al denaro
non all’amore né al cielo. La Gueye interpreta i personaggi con sottile
ironia e malinconia, mentre Carta accompagna senza appesantire. Il suonatore
Jones diventa simbolo di libertà e fedeltà a sé stessi, attraversando tutto
l’album come emblema di chi sceglie di seguire ciò che ama, anche a costo
dell’emarginazione.
Con Il sogno di Maria – Ave Maria, tratto dal concept album La
buona novella, il disco assume una dimensione sospesa e compassionevole: la
spiritualità di De André emerge in modo laico e umano, con un equilibrio
perfetto tra voce e chitarra.
I brani Nancye Giugno ’73, quest’ultimo
originariamente da Volume 8, mostrano la capacità del duo di lavorare
sul silenzio e sulle sfumature: Gueye lascia vibrare le parole, Carta valorizza
ogni pausa, trasformando testi e immagini in momenti di ascolto profondo.
Le storie di ieri, title track dell’album, sospesa tra
memoria e disincanto, conserva la forza politica e universale del testo
originale. La lettura del duo mantiene intatta l’eco della storia, mentre la
voce di Gueye la rende fragile e ostinata, collettiva e personale allo stesso
tempo.
La canzone del padre e Verranno a chiederti del
nostro amore, da Storia di un impiegato, portano alla luce
illusioni rivoluzionarie e senso di colpa generazionale, intrecciati in
tensioni che parlano ancora oggi. La delicatezza interpretativa e l’equilibrio
musicale trasformano questi brani in narrazioni sempre vive.
Chiude il disco Il fannullone, brano ironico e
corrosivo, che riflette sulle convenzioni borghesi: Gueye attraversa le melodie
con precisione e naturalezza, Carta accompagna con trasparenza, senza mai
sovrapporsi, restituendo la leggerezza e la forza originale del brano.
Le storie di ieri conferma Denise Gueye e Marco Carta come
interpreti capaci di dialogare con la musica di Fabrizio De André senza
forzarne il messaggio: ascoltano ogni parola, abitano ogni pausa, restituiscono
brani che respirano ancora oggi. La loro interpretazione non è mai spettacolo
fine a sé stesso, ma un gesto di cura verso storie, personaggi e memorie che
attraversano generazioni. In ogni nota, in ogni silenzio, emerge il rispetto
per la profondità dei testi e la delicatezza delle melodie, insieme a una
sensibilità capace di rendere universale ogni racconto.
Questo disco è un invito a fermarsi, a lasciarsi attraversare
dalle emozioni, a ritrovare nelle canzoni di De André una contemporaneità
insospettata: un atto d’amore che trasforma la nostalgia in ascolto vivo,
l’ammirazione in esperienza condivisa, e la memoria in qualcosa che parla
ancora, oggi, a chi sceglie di ascoltare.
Track list: La Ballata del Michè, Fila la lana, Un malato di cuore, Il suonatore Jones, Un medico, Il sogno di Maria – Ave Maria, Nancy, Giugno ’73, Le storie di ieri, La canzone del padre, Verranno a chiederti del nostro amore, Il fannullone
English version
Denise Gueye e Marco Carta - Le Storie
Di Ieri (Clairedelune, 2026)
Timeless emotions in Faber’s songs
Le storie di ieri by singer Denise Gueye and guitarist Marco Carta, released on March 26 via Clairedelune, is a project born from the meeting of two musical sensibilities capable of combining rigor and lightness. After years of experience with the repertoire of Federico García Lorca and Spanish folk music, the duo now turns to the songbook of Fabrizio De André, with an approach that avoids imitation or showy reworking, focusing instead on a deep listening of the songs. Each track seems to breathe, where fidelity to the original melodies coexists with personal, intimate interpretations that never feel mannered.
Initially recorded live, like a recital, and later enriched with subtle overdubs, Le storie di ieri represents the culmination of a journey that began in 2021, when Denise Gueye and Marco Carta collaborated on the Romancero Gitano project by Mario Castelnuovo-Tedesco, with texts by Lorca, for choir and classical guitar. In that context, they reworked pieces from the Spanish folk tradition, developing an intense dialogue between voice and guitar—an experience that deeply shaped their musical approach.
In the following years, the duo performed at prestigious festivals and venues: Ehrbar Saal in Vienna, “La Follia Nuova” Festival in Bolzano, the International Guitar Festival in Bortigiadas, Alpen Classica Festival at the Ethnographic Museum in Innsbruck, Anima Mundi Festival in Cuglieri, Festival Musicale Melos, and the International Tourism Festival at the Mario Cervo Archive in Olbia. From this experience comes their ability to turn each De André song into a living narrative, capable of engaging with the present without betraying its original spirit.
The album opens with La Ballata del Michè, a less frequently explored piece rich in imagery and irony. Gueye’s voice highlights the details of the story, while Carta’s guitar builds an essential texture that allows every note to breathe.
It is followed by Fila la lana, an adaptation of a 15th-century French folk song, revealing the duo’s ability to transform tradition into something alive: delicacy and restraint guide the listening, without forcing the music.
Then come Un malato di cuore, Il suonatore Jones, and Un medico, taken from Non al denaro non all’amore né al cielo. Gueye interprets the characters with subtle irony and melancholy, while Carta accompanies without ever weighing things down. The figure of the Suonatore Jones becomes a symbol of freedom and fidelity to oneself, running through the entire album as an emblem of those who choose to follow what they love, even at the cost of marginalization.
With Il sogno di Maria – Ave Maria, from the concept album La buona novella, the record takes on a suspended and compassionate dimension: De André’s spirituality emerges in a secular and deeply human way, in a perfect balance between voice and guitar.
The tracks Nancy and Giugno ’73, the latter originally from Volume 8, highlight the duo’s ability to work with silence and nuance: Gueye lets the words resonate, while Carta enhances every pause, turning texts and images into moments of deep listening.
Le storie di ieri, the album’s title track, suspended between memory and disillusionment, preserves the political and universal strength of the original text. The duo’s interpretation keeps the echo of history intact, while Gueye’s voice makes it fragile and stubborn, both collective and personal at once.
La canzone del padre and Verranno a chiederti del nostro amore, from Storia di un impiegato, bring to light revolutionary illusions and generational guilt, intertwined in tensions that still resonate today. The interpretative delicacy and musical balance turn these songs into ever-living narratives.
The album closes with Il fannullone, an ironic and biting piece reflecting on bourgeois conventions: Gueye moves through the melodies with precision and naturalness, while Carta accompanies with transparency, never overlapping, restoring both the lightness and the original strength of the song.
Le storie di ieri confirms Denise Gueye and Marco Carta as interpreters capable of engaging with the music of Fabrizio De André without forcing its message: they listen to every word, inhabit every pause, and return songs that still breathe today. Their interpretation is never mere display, but an act of care toward stories, characters, and memories that cross generations. In every note, in every silence, there is a deep respect for the richness of the texts and the delicacy of the melodies, combined with a sensitivity that makes each story feel universal.
This album is an invitation to pause, to let oneself be carried by emotions, and to rediscover in De André’s songs an unexpected sense of contemporaneity: an act of love that transforms nostalgia into living listening, admiration into shared experience, and memory into something that still speaks today to those who choose to listen.
Track list: La Ballata del Michè, Fila la lana, Un malato di cuore, Il suonatore Jones, Un medico, Il sogno di Maria – Ave Maria, Nancy, Giugno ’73, Le storie di ieri, La canzone del padre, Verranno a chiederti del nostro amore, Il fannullone