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| Lorenzo Liuzzi Trio - The Door Ajar |
Lorenzo Liuzzi Trio - The Door Ajar (Dodicilune, 2025)
Ricerca e dialogo nel jazz contemporaneo
Negli ultimi anni il jazz italiano ha mostrato una vitalità particolare, fatta non solo di grandi nomi ma anche di musicisti che costruiscono percorsi personali con pazienza e profondità. Progetti spesso raccolti, lontani da ogni forma di esibizione, dove la scrittura e l’ascolto reciproco diventano il centro dell’esperienza musicale.
In questo contesto si inserisce The Door Ajar, pubblicato a Novembre 2025 da Dodicilune, nuovo lavoro del pianista e compositore veneziano Lorenzo Liuzzi. Il disco lo vede alla guida di un trio con Marco Centasso al contrabbasso e Raul Catalano alla batteria, una formazione essenziale che mette in luce ogni dettaglio dell’interplay e della scrittura, lasciando emergere con chiarezza l’identità del progetto.
Il titolo suggerisce una condizione intermedia: una porta socchiusa, uno spazio di passaggio. Nella visione di Liuzzi, questa immagine diventa metafora di una ricerca più ampia, legata alla possibilità di attraversare i confini tra mondi solo apparentemente separati, intuizione e realtà, dimensione materiale e tensione spirituale, memoria e proiezione futura.
La musica, in questo senso, non è semplice espressione emotiva ma strumento di consapevolezza. Non c’è enfasi mistica, piuttosto un intento preciso: indagare ciò che normalmente resta sullo sfondo dell’esperienza quotidiana, portarlo in superficie attraverso il suono. Il trio lavora proprio su questa soglia, trasformando le composizioni in luoghi di equilibrio dinamico, dove l’ascolto reciproco diventa parte integrante del significato.
Il disco si apre con See You On The Next Step, che fin dalle prime note dà l’idea di un movimento in avanti. Il pianoforte costruisce linee che salgono con naturalezza, sostenuto da un contrabbasso solido e da una batteria che inserisce accenti irregolari. Ne nasce una tensione leggera ma continua. Il “passo successivo” suggerito dal titolo diventa così un avanzare graduale, più interiore che evidente.
Con Laguna Rush affiora un’atmosfera liquida e cangiante, senza cadere nel descrittivo. Il pianoforte lavora su armonie in movimento, il contrabbasso inserisce pulsazioni irregolari e la batteria sostiene un flusso dinamico costante. Ne nasce una sensazione di passaggio, di energia che si trasforma mentre procede.
Une histoire d’amour si colloca in un clima più raccolto. Il pianoforte lavora su sfumature morbide e colori delicati, mentre la ritmica accompagna con discrezione. Il sentimento resta sospeso, suggerito più che dichiarato.
L’unico brano non originale è Besame mucho, celebre composizione di Consuelo Velázquez. La rilettura evita ogni enfasi: il tema viene rielaborato con sobrietà, tra leggere modulazioni e un dialogo elegante con contrabbasso e batteria, che ne accentuano la vena malinconica senza indulgere.
Con Aida il trio sceglie un approccio più essenziale. Il pianoforte sviluppa poche idee chiare, il contrabbasso aggiunge una lieve tensione e la batteria interviene con colpi brevi e misurati. Ne nasce un brano sobrio, concentrato, dal tono serio e composto.
Different Kind Of Love apre invece uno spazio più arioso. Armonie ampie, contrabbasso dal suono caldo e una batteria leggera sostengono una riflessione sul sentimento inteso come esperienza plurale e mutevole.
In Michel il tema assume un carattere narrativo. Il trio lo sviluppa con misura, ampliandone progressivamente i contorni fino a farne un piccolo ritratto sonoro, attraversato da una sottile vena memoriale.
La chiusura, Beforesun, si gioca su equilibri delicati: accordi sospesi al pianoforte, linee profonde di contrabbasso e interventi rarefatti della batteria. L’impressione è quella di un’attesa luminosa, di qualcosa che sta per accadere. Il disco si congeda così, lasciando la porta ancora socchiusa.
The Door Ajar è un lavoro che non ha bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare. Sceglie la via della misura, del dettaglio, dell’ascolto reciproco. Ogni brano sembra costruito per lasciare spazio, per far respirare le idee senza comprimerle dentro una forma rigida.
Più che offrire risposte definitive, il disco suggerisce un atteggiamento: rallentare, sostare, accettare la possibilità di non avere tutto immediatamente chiaro. La porta socchiusa evocata dal titolo diventa così un’immagine concreta di disponibilità, di apertura verso ciò che ancora non conosciamo o non comprendiamo del tutto.
È proprio in quella fessura, in quel punto sospeso tra dentro e fuori, che il trio trova la propria coerenza. Pianoforte, contrabbasso e batteria si muovono con naturalezza, senza forzature, condividendo un equilibrio che nasce dall’ascolto e dalla fiducia. E quando il disco si chiude, resta la sensazione di aver attraversato uno spazio intimo ma non chiuso, personale ma capace di parlare a chi è disposto a fermarsi un momento in più.
Track list: See You On The Next Step, Laguna Rush, Une Histoire D’Amour, Besame Mucho, Aida, A Different Kind Of Love, Michel, Beforesun
English version
Lorenzo Liuzzi Trio - The Door Ajar (Dodicilune, 2025)
Research and Dialogue in Contemporary Jazz
In recent years, Italian jazz has shown a particular vitality, shaped not only by well-known names but also by musicians patiently building personal paths with depth and care. These are often intimate projects, far from any display or excess, where composition and mutual listening become the core of the musical experience.
Within this context comes The Door Ajar, released in November 2025 by Dodicilune, the new work by Venetian pianist and composer Lorenzo Liuzzi. The album presents him leading a trio with Marco Centasso on double bass and Raul Catalano on drums. It is a stripped-down formation that highlights every detail of the interplay and the writing, allowing the identity of the project to emerge clearly.
The title suggests an intermediate condition: a door slightly open, a space of passage. In Liuzzi’s vision, this image becomes a metaphor for a broader search, linked to the possibility of crossing boundaries between worlds that only appear separate: intuition and reality, the material dimension and spiritual tension, memory and future projection.
In this sense, the music is not merely emotional expression but a tool for awareness. There is no mystical emphasis here; rather, a clear intention to explore what usually remains in the background of everyday experience and bring it to the surface through sound. The trio works precisely on this threshold, turning the compositions into places of dynamic balance where listening to one another becomes part of the meaning itself.
The album opens with See You On The Next Step, which from the first notes suggests a sense of forward movement. The piano builds naturally ascending lines, supported by a solid double bass and a drum part that introduces irregular accents. The result is a light but constant tension. The “next step” evoked by the title becomes a gradual advance, more inward than outward.
With Laguna Rush a fluid and shifting atmosphere emerges without becoming descriptive. The piano moves through harmonies in motion, the double bass introduces irregular pulses, and the drums maintain a steady dynamic flow. The result is a sense of transition, of energy transforming as it moves forward.
Une histoire d’amour unfolds in a more intimate atmosphere. The piano works with soft shades and delicate colors, while the rhythm section accompanies discreetly. The feeling remains suspended, suggested rather than declared.
The only non-original piece is Besame mucho, the famous composition by Consuelo Velázquez. The reinterpretation avoids any emphasis: the theme is reshaped with restraint, through light modulations and an elegant dialogue with bass and drums that enhances its melancholic side without excess.
With Aida the trio adopts a more essential approach. The piano develops a few clear ideas, the double bass adds a slight tension, and the drums intervene with short, measured strokes. The result is a sober and concentrated piece, serious in tone.
A Different Kind Of Love opens a more spacious atmosphere. Wide harmonies, a warm double bass sound, and light drumming support a reflection on love as a plural and changing experience.
In Michel the theme takes on a narrative character. The trio develops it with restraint, gradually expanding its contours until it becomes a small sonic portrait, touched by a subtle sense of memory.
The closing track, Beforesun, plays with delicate balances: suspended piano chords, deep bass lines, and sparse drum interventions. The impression is one of luminous anticipation, of something about to happen. The album ends this way, leaving the door still slightly open.
The Door Ajar is a work that does not need to raise its voice to be heard. It chooses the path of restraint, detail, and mutual listening. Each piece seems designed to leave space, allowing ideas to breathe rather than forcing them into a rigid structure.
More than offering definitive answers, the album suggests an attitude: slowing down, pausing, accepting the possibility of not understanding everything immediately. The half-open door evoked by the title thus becomes a concrete image of openness toward what we do not yet know or fully understand.
It is precisely in that narrow opening, in that suspended space between inside and outside, that the trio finds its coherence. Piano, double bass, and drums move naturally, without strain, sharing a balance that grows from listening and trust. And when the album ends, the feeling remains of having crossed an intimate yet open space—personal, yet capable of speaking to anyone willing to linger a little longer.
Track list: See You On The Next Step, Laguna Rush, Une Histoire D’Amour, Besame Mucho, Aida, A Different Kind Of Love, Michel, Beforesun

