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Alessandro Castriota Scanderbeg - Animali In Libertà |
Alessandro Castriota Scanderbeg - Animali In Libertà (Ionian Sound Record, 2026)
Cantautorato e jazz per una libertà interiore in trasformazione
Pubblicato il 16 gennaio 2026 per Ionian Sound Record, Animali In Libertà è il primo lavoro solista di Alessandro Castriota Scanderbeg: un disco che si muove tra cantautorato, jazz e aperture pop, ma soprattutto tra stati d’animo che non cercano una forma definitiva.
Il titolo non è solo evocativo, ma funziona come una vera chiave di lettura. Qui gli “animali” sono tensioni interiori, impulsi che emergono senza essere controllati fino in fondo.
Artista poliedrico, attivo tra musica e teatro, Castriota Scanderbeg è noto come attore e cantante jazz. Nel suo percorso ha collaborato con Franco Battiato e Lucio Dalla, muovendosi tra ambiti diversi ma mantenendo una forte coerenza espressiva. Ha lavorato a lungo nel teatro musicale interpretando Virgilio ne La Divina Commedia di Marco Frisina e nell’opera contemporanea, partecipando con Battiato a Bernardino Telesio: un percorso che si riflette anche nella sua scrittura, aperta e difficilmente riconducibile a un’unica forma.
Il suo linguaggio nasce da un intreccio di influenze: da un lato la tradizione del cantautorato italiano, dall’altro un approccio più fluido, legato all’improvvisazione e all’ascolto reciproco, che lo avvicina a territori jazz e contemporanei. Questo equilibrio si traduce in una scrittura che evita soluzioni prevedibili e preferisce muoversi per sfumature, lasciando spazio alle dinamiche interne dei brani.
Questo approccio si riflette anche nella scelta dei musicisti. L’album si muove tra brani originali e omaggi alla grande tradizione musicale italiana. Attorno a Castriota Scanderbeg prende forma una formazione ampia, che non cerca mai la sovrapposizione ma lavora per sottrazione e ascolto: dal basso e contrabbasso di Carlo Cimino alla batteria condivisa tra Maurizio Mirabelli, Francesco Gregorace e Alberto D’Anna, fino alle chitarre di Raul Gagliardi, Alessandro Lombardi e Antonio Ragosta. A completare il suono, il sax di Alberto La Neve, il flauto di Matteo Diego Scarcella e il contributo di Leo Caligiuri, tra organo Hammond, flauto e produzione.
I testi si muovono tra ironia sottile e scenari che sfiorano il fiabesco, restituendo la natura duplice del percorso di Alessandro Castriota Scanderbeg: da una parte l’ascolto e la sensibilità del jazzista, dall’altra la dimensione interpretativa legata al teatro. La scrittura evita ogni linearità descrittiva e preferisce costruirsi per immagini, allusioni e piccole aperture simboliche, lasciando emergere un livello di lettura più evocativo, a tratti riflessivo, senza mai diventare didascalico.
La title track Animali in libertà apre il disco come una dichiarazione poetica e insieme una direzione chiara: un percorso che punta a togliere, a liberarsi di ciò che irrigidisce per ritrovare una forma di autenticità più istintiva e interiore. Anche il suono segue questa traiettoria, con un respiro morbido che si apre naturalmente, tra atmosfere bossa, flauto e una ritmica calda che dà al brano una luce fluida e cantautorale.
Il soffio del fiore si muove in un clima leggero e sospeso, dove la purezza diventa immagine fragile e viva. La scrittura sfiora il progressive senza perdere centro melodico, mentre il sax ed il flauto aprono improvvisamente lo spazio emotivo, come una deviazione improvvisa del respiro del pezzo.
Con Sybaris il discorso si sposta verso una dimensione più evocativa: la Calabria non è mai semplice riferimento geografico, ma memoria stratificata e quasi mitica. Il pianoforte guida un racconto interiore che lavora sul tempo e sui luoghi più che sulla narrazione.
Laura e l’Eden perduto entra in una zona più intima, dove l’Eden diventa una condizione mentale smarrita. Il brano si muove con delicatezza, lasciando emergere un senso di fragilità che definisce il lato più raccolto dell’autore.
Tu ca nun chiagne è la prima cover e segna un passaggio di trasformazione: la tradizione viene assorbita e riletta in un linguaggio più ampio, che ne conserva la forza emotiva ma la sposta in un contesto contemporaneo.
Il funambolo è uno dei nuclei simbolici del disco. L’equilibrio sul vuoto diventa metafora della vita e del fare artistico. La scrittura, tra jazz e pop essenziale, resta sospesa, sostenuta da un pianoforte centrale e da una batteria trattenuta che amplifica la sensazione di precarietà.
Vacanze romane, seconda cover, ribalta completamente il contesto originale: dal synth pop a una dimensione più scura e cinematografica, quasi noir jazz, dove il brano cambia identità senza perdere riconoscibilità emotiva.
Ma rinascerai chiude il disco in modo aperto. Parte in sottrazione, con voce e pianoforte al centro, poi si espande gradualmente fino a una chiusura che non conclude davvero, ma lascia la sensazione di un percorso ancora in movimento.

Alessandro
Castriota Scanderbeg
Animali in libertà non è un disco che cerca di essere perfetto o completo. Si muove, cambia, respira: ogni brano aggiunge qualcosa a un equilibrio delicato, che resta sempre aperto.
È un esordio che non ha fretta di definirsi. Piuttosto prova, si mette in discussione, lascia spazio anche alle sue incertezze. E proprio in questi momenti il disco diventa più vero, più vicino.
La libertà che attraversa tutto il lavoro non è mai piena o definitiva. È qualcosa che si cerca, che appare e poi sfugge, tra controllo e istinto, tra quello che è scritto e quello che nasce mentre la musica prende forma.
Alla fine resta una sensazione semplice ma forte: il disco non si chiude davvero, continua a muoversi anche dopo l’ultima nota, come se il percorso non fosse ancora finito.
Track list: Animali in libertà, Il soffio del fiore, Sybaris, Laura e l’Eden perduto, Tu ca nun chiagne, Il funambolo, Vacanze romane, Ma rinascerai
English version
Alessandro Castriota Scanderbeg - Animali In Libertà (Ionian Sound Record, 2026)
Songwriting and jazz for an inner freedom in transformation
Released on 16 January 2026 by Ionian Sound Record, Animali In Libertà is the first solo work by Alessandro Castriota Scanderbeg: an album that moves between songwriting, jazz and pop openings, but above all through emotional states that never aim for a fixed form.
The title is not only evocative, but works as a real key to the listening experience. Here, the “animals” are inner tensions, impulses that emerge without ever being fully controlled.
A multifaceted artist, active between music and theatre, Castriota Scanderbeg is known as both an actor and jazz singer. Throughout his career he has collaborated with Franco Battiato and Lucio Dalla, moving across different fields while maintaining a strong expressive coherence. He worked extensively in musical theatre, performing as Virgil in La Divina Commedia by Marco Frisina, and in contemporary opera, taking part with Battiato in Bernardino Telesio: a path that is also reflected in his writing, open and difficult to confine within a single form.
His language is born from a blend of influences: on one side the Italian songwriting tradition, on the other a more fluid approach linked to improvisation and reciprocal listening, bringing him closer to jazz and contemporary territories. This balance results in a writing style that avoids predictable solutions and prefers subtle shifts, leaving space for the inner dynamics of each piece.
This approach is also reflected in the choice of musicians. The album moves between original compositions and tributes to the great Italian musical tradition. Around Castriota Scanderbeg, a large ensemble takes shape, never overlapping but working through restraint and listening: Carlo Cimino on bass and double bass, Maurizio Mirabelli, Francesco Gregorace and Alberto D’Anna on drums, Raul Gagliardi, Alessandro Lombardi and Antonio Ragosta on electric guitars. The sound is completed by Alberto La Neve on saxophone, Matteo Diego Scarcella on flute, and Leo Caligiuri, who contributes organ, flute and production.
The lyrics move between subtle irony and almost fairytale-like atmospheres, reflecting the dual nature of Castriota Scanderbeg’s artistic path: on one side the sensitivity of a jazz musician, on the other the interpretative dimension of theatre. Writing avoids linear description and instead builds through images, allusions and symbolic openings, suggesting a more evocative and sometimes reflective layer of meaning, without ever becoming didactic.
The title track Animali in libertà opens the album as both a poetic statement and a clear direction: a journey of subtraction, of stripping away what rigidifies in order to rediscover a more instinctive and inner form of authenticity. The sound follows this path, breathing naturally through bossa-inspired atmospheres, flute lines and warm rhythmic textures that give the track a fluid, songwriting-driven lightness.
Il soffio del fiore moves in a light, suspended atmosphere, where purity becomes a fragile and living image. The writing brushes against progressive elements without losing its melodic core, while saxophone and flute suddenly open up the emotional space, like an unexpected shift in the song’s breath.
With Sybaris, the perspective shifts towards a more evocative dimension: Calabria is never a simple geographical reference, but a layered, almost mythical memory. The piano leads an inner narrative that explores time and place more than storytelling.
Laura e l’Eden perduto enters a more intimate space, where Eden becomes a lost mental condition. The piece unfolds delicately, revealing a sense of fragility that defines the most introspective side of the artist.
Tu ca nun chiagne is the first cover and marks a moment of transformation: tradition is absorbed and reinterpreted through a broader language, preserving its emotional strength while placing it in a contemporary context.
Il funambolo is one of the symbolic cores of the album. The balance above the void becomes a metaphor for life and artistic creation itself. The writing, between jazz and essential pop, remains suspended, supported by a central piano and restrained drumming that intensifies the sense of precariousness.
Vacanze romane, the second cover, completely overturns its original context: from synth pop to a darker, cinematic, almost noir-jazz dimension, where the song changes identity without losing its emotional recognisability.
Ma rinascerai closes the album in an open form. It begins in restraint, with voice and piano at the centre, then gradually expands towards a conclusion that does not truly conclude, but instead leaves the sense of an ongoing journey.
Animali in libertà is not an album that seeks to be perfect or complete. It moves, changes, breathes: each track adds something to a delicate balance that remains open.
It is a debut that does not rush to define itself, but instead questions itself, allowing space even for its uncertainties. And it is precisely in these moments that the album feels most genuine and close.
The freedom that runs through the entire work is never fully achieved or defined. It is something sought, glimpsed and then lost again, between control and instinct, between what is written and what emerges in the act of becoming music.
In the end, what remains is a simple but powerful feeling: the album does not truly end, it keeps moving even after the final note, as if the journey were not over yet.
Tracklist: Animali in libertà, Il soffio del fiore, Sybaris, Laura e l’Eden perduto, Tu ca nun chiagne, Il funambolo, Vacanze romane, Ma rinascerai.
