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| Ear Trio – Earache |
Ear Trio – Earache (EMME Record Label, 2026)
Piccoli fastidi, strane avventure e musica nata oltre la zona di comfort
Ci sono album che nascono da un’idea precisa e altri che trovano la propria identità strada facendo. Earache, esordio dell’Ear Trio pubblicato da EMME Record Label, appartiene alla seconda categoria. Un lavoro di jazz contemporaneo e sperimentale costruito sull’interazione tra pianoforte, basso elettrico e batteria. Michele Scucchia, Nicola Pazzi e Manuel Giovannetti si incontrano nel 2017 per accompagnare la prova di laurea di Pazzi al Conservatorio di Bologna. Da quell’esperienza nasce un percorso musicale che negli anni porta allo sviluppo di un repertorio originale, fino alle sette composizioni di questo album.
La particolarità del progetto del trio forlinese sta anche nella sua origine. Prima sono arrivati i brani, poi i titoli, quindi il nome dell’album e infine il disegno complessivo, proprio come quando si uniscono le stelle per riconoscere una costellazione. Earache, cioè il mal d’orecchie, diventa così un titolo ironico per un disco nato da situazioni di disagio e fastidio, ma anche dalla necessità di uscire dalla propria zona di comfort.
Si parte da Orion Belt, quasi sei minuti dedicati all’esplorazione dello spazio. Il brano richiama l’idea di un viaggio alla scoperta del Sistema Solare, tra momenti più intensi e altri più tranquilli, seguendo la curiosità di spingersi sempre più lontano e lo stupore davanti a qualcosa di così grande e ancora in gran parte sconosciuto.
In My Cold Room porta nel disco una situazione di disagio molto concreta: una stanza troppo fredda. È uno dei piccoli fastidi quotidiani dai quali prendono forma le composizioni di Earache, insieme ad altre situazioni che trasformano esperienze diverse in musica.
Con La Scutigera Coleoptrata arriva invece uno swing dal carattere più nervoso. La musica segue la fuga del piccolo animale e l’accelerando ne accompagna il movimento, fino alla sezione dei break che rappresenta i colpi della ciabatta sul muro. Un episodio ironico e molto concreto, perfettamente inserito nell’idea che sta alla base del disco.
Non Tango’sciare gioca già dal titolo con la parola tango e con l’idea di questo genere musicale, senza però trasformarsi in un vero tango. Il brano aggiunge un altro colore al disco e mostra la voglia dell’Ear Trio di cambiare ritmo e atmosfera, passando con naturalezza da un’idea musicale all’altra.
Con Bassist Nightmare l’atmosfera diventa più inquieta. Il pianoforte e il basso costruiscono una base che cambia lentamente, mentre i soli si sviluppano senza seguire una direzione facilmente prevedibile. Il risultato è un brano che trasmette bene l’idea dell’incubo: una situazione in cui ci si muove senza sapere esattamente cosa succederà dopo.
Natiora porta invece il pianoforte al centro dell’ascolto con un approccio discorsivo. Il brano prosegue il percorso senza cercare effetti particolari, lasciando che sia il dialogo tra i tre musicisti a definire il carattere della composizione.
A chiudere l’album è Sweat In My Back, un brano dal carattere Jazz fusion. Il titolo richiama una sensazione molto concreta, il sudore sulla schiena, e anche in questo caso un piccolo fastidio quotidiano diventa lo spunto per la musica. Il disco si chiude così tornando al tema che lo attraversa: situazioni semplici e fastidiose trasformate in sette brani diversi.
Earache è un esordio che riesce a trasformare piccoli fastidi, situazioni quotidiane e immagini curiose in musica. L’Ear Trio non cerca una strada già tracciata, ma lascia che siano le composizioni a suggerire direzioni diverse, mantenendo sempre riconoscibile il dialogo tra pianoforte, basso elettrico e batteria.
È un disco che si ascolta con curiosità, perché dietro ogni titolo può nascondersi una storia: una stanza troppo fredda, un animale da inseguire, un incubo, il sudore sulla schiena o persino un gioco con l’idea del tango. Sette brani diversi, nati in momenti differenti, che trovano insieme un equilibrio originale.
Alla fine, quello che resta è proprio la sensazione di un gruppo che ha voglia di esplorare. E forse è questo il modo migliore per affrontare anche i piccoli fastidi della vita: trasformarli in qualcosa di nuovo, lasciando che dalla difficoltà possa nascere un’idea, e da un’idea possa nascere musica.
Tracklist: Orion Belt, In My Cold Room, La Scutigera Coleoptrata, Non Tango’sciare, Bassist Nightmare, Natiora, Sweat In My Back
I sette brani di Earache sono composti da Michele Scucchia.
English version
Ear Trio – Earache (EMME Record Label, 2026)
Small annoyances, strange adventures and music beyond the comfort zone
Some albums are born from a precise idea, while others find their identity along the way. Earache, the debut album by Ear Trio, released by EMME Record Label, belongs to the second category. It is a work of contemporary and experimental jazz built around the interaction between piano, electric bass and drums. Michele Scucchia, Nicola Pazzi and Manuel Giovannetti came together in 2017 to accompany Pazzi’s graduation exam at the Conservatory of Bologna. From that experience, a musical journey began that over the years led to the development of an original repertoire, eventually resulting in the seven compositions featured on this album.
Part of what makes the project by this Forlì-based trio interesting is the way it came into being. First came the compositions, then the titles, followed by the album title and finally the overall concept, much like connecting stars to recognise a constellation. Earache, meaning earache, becomes an ironic title for an album born from situations of discomfort and annoyance, but also from the need to step outside the comfort zone.
The album opens with Orion Belt, almost six minutes devoted to the exploration of space. The piece evokes the idea of a journey through the Solar System, moving between more intense moments and quieter passages, following the curiosity of travelling ever farther and the sense of wonder that comes from facing something so vast and still largely unknown.
In My Cold Room brings a very concrete kind of discomfort into the album: a room that is simply too cold. It is one of the small everyday annoyances from which the compositions on Earache take shape, together with other situations that turn different experiences into music.
With La Scutigera Coleoptrata, the music takes on a more nervous swing feel. It follows the escape of the small creature, while the accelerating passage mirrors its increasingly rapid movement, leading to the breaks that represent the slipper hitting the wall. It is an ironic and very concrete everyday episode, perfectly suited to the idea behind the album.
Non Tango’sciare plays with the word tango and with the idea of the genre itself right from its title, without actually becoming a tango. The piece adds another colour to the album and shows Ear Trio’s willingness to change rhythm and atmosphere, moving naturally from one musical idea to another.
With Bassist Nightmare, the mood becomes more unsettling. The piano and bass create a slowly changing foundation, while the solos develop without following an easily predictable direction. The result captures the idea of a nightmare: a situation in which you keep moving without knowing exactly what is going to happen next.
Natiora brings the piano to the centre of the music with a conversational approach. The piece continues the album’s journey without looking for special effects, allowing the interaction between the three musicians to shape the character of the composition.
The album closes with Sweat In My Back, a track with a jazz fusion character. Its title refers to a very concrete sensation, sweat running down your back, and once again a small everyday annoyance becomes the starting point for the music. The album ends by returning to the idea that runs through the whole project: simple and irritating situations transformed into seven different pieces.
Earache is a debut album that turns small annoyances, everyday situations and curious images into music. Ear Trio does not follow a predetermined path, but allows the compositions to suggest different directions while keeping the dialogue between piano, electric bass and drums at the heart of the music.
It is an album that invites curiosity, because behind every title there may be a story: a room that is too cold, an animal that needs chasing away, a nightmare, sweat running down your back, or even a playful take on the idea of tango. Seven different pieces, written at different times, that find an original balance together.
In the end, what remains is the feeling of a group eager to explore. And perhaps this is also the best way to deal with life’s small annoyances: turning them into something new, allowing a difficulty to become an idea, and an idea to become music.
Tracklist: Orion Belt, In My Cold Room, La Scutigera Coleoptrata, Non Tango’sciare, Bassist Nightmare, Natiora, Sweat In My Back
All seven tracks on Earache were composed by Michele Scucchia.

