martedì 24 febbraio 2026

Shōjin 精進 di Luca Dell’Anna: il nuovo album jazz tra Italia e Giappone | Redapolis Music

Luca Dell’Anna - Shōjin 精進

Luca Dell’Anna - Shōjin 精進 (Artesuono, 2026)

Tra disciplina zen e jazz contemporaneo, un percorso di ricerca ed equilibrio

Ci sono dischi che si comprendono davvero solo entrando nel loro respiro. Shōjin 精進 di Luca Dell’Anna non si offre immediatamente: chiede attenzione, presenza, tempo. E forse è giusto così, perché già nel titolo custodisce la chiave del suo percorso. “Shōjin”, nella tradizione giapponese, richiama dedizione, concentrazione, tensione al miglioramento continuo: un principio che nella filosofia Zen diventa pratica quotidiana, esercizio silenzioso e costante.

Pubblicato a Gennaio per Artesuono e prodotto con la consueta cura timbrica da Stefano Amerio, questo quarto lavoro da leader del pianista ferrarese, udinese d’adozione, nasce da un’idea maturata nel tempo. Le sue radici affondano in un’esperienza giapponese del 2012 a Nagoya e si consolidano anni dopo, nel 2022, quando al Blue Note Tokyo Dell’Anna ritrova il sassofonista Ryoma Mano: un incontro che non è solo biografico, ma profondamente musicale. Due visioni che si riconoscono e scelgono di costruire un linguaggio comune.

Accanto al pianoforte di Luca Dell’Anna, Ryoma Mano porta un suono capace di muoversi tra lirismo e tensione, mentre Alessandro Fedrigo al basso elettrico e Luca Colussi alla batteria formano una sezione ritmica elastica, mobile, mai meramente accompagnatrice. Nel tour italiano il ruolo del sax è affidato al clarinetto di Mauro Negri, scelta che conferma quanto il progetto sia aperto e fondato su un’idea di dialogo, non su una formula rigida.

Le nove composizioni, tutte firmate da Dell’Anna e che vanno da Yin-Yang a Then Tuesday I, non appaiono come episodi isolati, ma come tappe di un unico percorso. I titoli stessi evocano polarità, movimento, frammentazione e pulsazione: elementi che indicano un equilibrio da cercare più che da dichiarare.

Più che descrivere ogni brano come un capitolo chiuso, Shōjin dà l’impressione di svilupparsi per continuità, attraverso una scrittura che alterna densità e rarefazione, momenti di maggiore energia e passaggi più raccolti. È un flusso che non punta sull’effetto immediato, ma su una costruzione progressiva, dove il dialogo tra pianoforte, fiati e sezione ritmica resta sempre centrale.

In questo senso, l’ascolto restituisce l’idea di un jazz contemporaneo attento alle strutture e alla dinamica interna del quartetto, capace di muoversi tra tensione e sospensione senza forzare mai il gesto. Anche quando l’energia cresce, non c’è mai compiacimento: tutto sembra rispondere a una logica di equilibrio, coerente con il significato stesso di Shōjin.

Luca Dell’Anna

La chiusura del disco non suona come una conclusione definitiva, ma come un passaggio ulteriore, quasi a suggerire che il percorso evocato dal titolo resti aperto. E in questa sospensione risiede la vera forza di Shōjin: un invito a rimanere presenti, a osservare i dettagli, ad ascoltare con calma e attenzione, come se ogni suono fosse un piccolo esercizio di consapevolezza.

È un lavoro che parla di crescita, di disciplina, ma anche di emozione, lasciando la sensazione che il viaggio inizi con ogni ascolto, e che la musica possa continuare a sorprenderci, silenziosa e potente, anche dopo l’ultima nota.

Track listYin-Yang, This Means That, Sungaze, Mall Stop, Still Keepin' It, Warning - Vitals, Crackling Hue, Feather Pulse, Then Tuesday It Is 

 English version 

Luca Dell’Anna - Shōjin 精進 (Artesuono, 2026)

 Between Zen Discipline and Contemporary Jazz, a Journey of Research and Balance

Some albums can truly be understood only by entering their breath. Shōjin 精進 by Luca Dell’Anna doesn’t reveal itself immediately: it asks for attention, presence, time. And perhaps that’s exactly how it should be, because the title itself holds the key to its path. “Shōjin,” in Japanese tradition, evokes dedication, concentration, and the pursuit of continuous improvement—a principle that in Zen philosophy becomes daily practice, a silent and constant exercise.

Released in January by Artesuono and produced with meticulous care by Stefano Amerio, this fourth album as a leader by the Ferrara-born, Udine-based pianist was born from an idea matured over time. Its roots trace back to a 2012 experience in Nagoya and were consolidated years later, in 2022, when at the Blue Note Tokyo Dell’Anna reunited with saxophonist Ryoma Mano: a meeting that was not merely biographical, but deeply musical. Two visions recognized each other and chose to build a shared musical language.

Alongside Luca Dell’Anna’s piano, Ryoma Mano brings a sound that moves between lyricism and tension, while Alessandro Fedrigo on electric bass and Luca Colussi on drums form a flexible, dynamic rhythm section that is never merely supportive. In the Italian tour, the sax role is taken by Mauro Negri on clarinet, a choice that confirms how open the project is, founded on dialogue rather than rigid formulas.

The nine compositions, all composed by Dell’Anna, from Yin-Yang to Then Tuesday I, do not seem conceived as isolated episodes, but as stages of a single journey. The titles themselves suggest polarity, movement, fragmentation, pulsation—elements pointing to a balance to be sought rather than declared.

Rather than describing each track as a closed chapter, Shōjin gives the impression of developing continuously, through a writing style that alternates density and sparseness, moments of greater energy and more introspective passages. It is a flow that does not aim for immediate effect, but for progressive construction, where the dialogue between piano, winds, and rhythm section remains central.

In this sense, listening conveys the sense of contemporary jazz attentive to structure and the internal dynamics of the quartet, capable of moving between tension and suspension without ever forcing the gesture. Even when energy rises, there is never complacency: everything seems to follow a logic of balance, consistent with the very meaning of Shōjin. 

The album’s ending does not sound like a definitive conclusion, but rather a further passage, almost suggesting that the journey evoked by the title remains open. And it is in this suspension that the true strength of Shōjin lies: an invitation to stay present, to observe the details, to listen calmly and attentively, as if each sound were a small exercise in awareness.

It is a work that speaks of growth, discipline, but also of emotion, leaving the feeling that the journey begins with each listening, and that the music can continue to surprise us, silent and powerful, even after the last note.

Track list: Yin-Yang, This Means That, Sungaze, Mall Stop, Still Keepin' It, Warning - Vitals, Crackling Hue, Feather Pulse, Then Tuesday It Is