sabato 20 giugno 2026

Black Reflex – Zero Dawn | heavy metal italiano (2026) | Redapolis Music

Black Reflex – Zero Dawn

Black Reflex – Zero Dawn (Andromeda Relix, 2026)

Quando l’heavy metal incontra crescita e personalità

A distanza di cinque anni dal debutto omonimo, i vicentini Black Reflex tornano con Zero Dawn, pubblicato, come il precedente, da Andromeda Relix e si ha subito la sensazione di un passaggio naturale, quasi inevitabile, più che di una semplice ripresa del discorso. Non sono un frequentatore abituale della scena metal, ma la curiosità continua a spingermi dentro questi suoni, anche quando sembrano lontani dalle mie abitudini d’ascolto. 

Forse proprio perché distante dalle mie frequentazioni musicali più abituali, Zero Dawn mi ha permesso di osservare questo linguaggio da una prospettiva diversa. È un disco che riesce a catturare l’attenzione anche oltre i confini del genere, grazie a una scrittura che cerca costantemente un equilibrio tra impatto, melodia e costruzione del brano. 

La band non stravolge la propria identità, ma la rimette in movimento: le radici heavy metal restano il centro, mentre attorno si aprono spazi più mobili, tra prog, thrash e una vena oscura che attraversa tutto il lavoro con continuità. Il risultato è un suono compatto, a tratti imponente, che però lascia filtrare anche aria e dinamiche meno prevedibili rispetto all’esordio. Forse proprio perché distante dalle mie frequentazioni musicali più abituali, Zero Dawn mi ha permesso di osservare questo linguaggio da una prospettiva diversa. È un disco che riesce a catturare l’attenzione anche oltre i confini del genere, grazie a una scrittura che lavora costantemente sull’equilibrio tra impatto, dinamiche e costruzione del brano.

Il gruppo costruisce gran parte della propria identità su un impianto sonoro compatto e imponente, dove la densità degli strumenti diventa una sorta di massa sonora che avvolge l’ascolto senza lasciare troppe vie di fuga. Dentro questo spazio così pieno, la voce emerge come elemento centrale: ruvida, intensa, ma anche sorprendentemente elastica, capace di passare dalla spinta più aggressiva a momenti in cui la melodia prende il sopravvento senza perdere forza. Non è mai semplice ornamento, ma una presenza che guida e indirizza, trovando un equilibrio naturale tra impatto e sensibilità interpretativa.

I promotori della band, Giovanni Angiolin alla batteria e Davide “Ian” Valle alla chitarra, ritrovano oggi in Mirko Fabris alla chitarra e Bruno Collareda al basso, nuovi innesti che ampliano il respiro del suono, mentre la voce di Francesca Battistini, già presente sin dagli esordi, resta uno degli elementi portanti dell’identità del gruppo. Ne emerge una formazione più compatta e consapevole, in cui le singole personalità si intrecciano senza mai perdere coesione e direzione.

Il disco si apre con Come To Real Life, un impatto diretto e senza mediazioni che funziona come un vero risveglio: un invito a uscire dalle illusioni e tornare alla realtà concreta, sostenuto da una ritmica potente e da chitarre taglienti che danno subito il tono del lavoro.

Con I Feel The Fool emerge una presa di coscienza amara, legata a fiducia mal riposta e scelte sbagliate, tra rabbia e una sottile autoironia. Il brano resta solido su coordinate Hard ‘n’ Heavy, equilibrando tradizione e sensibilità più attuale.

La dimensione più intima arriva con I’ll Be Your Home, una ballata carica di tensione emotiva che mette al centro il tema del sostegno e della protezione. Nonostante l’apertura più raccolta, il brano conserva una forza interna costante, mai attenuata.

In Life Is Now il discorso si apre a una visione più luminosa e immediata: vivere il presente senza rimandare diventa il messaggio centrale, sostenuto da un ritmo incalzante e da aperture melodiche più ariose che alleggeriscono l’impatto complessivo.

La tensione torna a salire con Nowhere Noway, uno dei momenti più oscuri e cadenzati del disco, costruito su una sensazione di blocco e immobilità che si traduce in un’atmosfera opprimente e quasi senza vie di fuga.

Tra i momenti più intensi del disco spicca I Won’t Let You Fall In, che prende forma da un’apertura più fragile e raccolta per poi allargarsi progressivamente fino a diventare un gesto di vicinanza e sostegno totale. Il ritornello resta subito impresso, tra i più efficaci e naturali dell’intero lavoro. Un plauso alla prova vocale della Battistini.

Con Time To Be Mine il gruppo spinge su un registro più serrato e reattivo, dove emergono orgoglio e desiderio di riscatto, con un impianto che guarda a una tradizione metal ben radicata ma filtrata attraverso una sensibilità più scura e moderna.

Più incisiva e tagliente è Nobody Talk, che affronta il tema dell’ipocrisia e del silenzio sociale trasformando la musica in un gesto di rottura, quasi una reazione necessaria contro l’indifferenza.

La chiusura è affidata a Escaping From The Nightmare, brano ampio e potente che raccoglie le diverse anime del disco e le ricompone in una conclusione dal respiro quasi epico, più percorso che punto finale.

Black Reflex

Zero Dawn, registrato agli Haunted Recording Studio sotto la guida di Nicola Frigo, si presenta come un lavoro compatto e coerente, costruito attorno a nove tracce di puro heavy metal che guardano al passato senza mai rimanerne imprigionate. La sensazione è quella di una band più consapevole, che ha maturato sicurezza non solo in studio ma anche attraverso l’esperienza dal vivo, e che oggi riesce a tradurre quella energia in una scrittura più solida e controllata.

Il disco vive di riff e ritmiche incisive, sempre tese e ben serrate, su cui si innestal’ottimo canto di Francesca Battistini, elemento che continua a funzionare come collante emotivo e identitario del progetto, capace di dare forma e direzione all’impatto complessivo. Ne emerge un lavoro di squadra più evidente rispetto al passato, dove ogni componente sembra contribuire a un equilibrio più definito.

Accanto alla crescita musicale si conferma anche il rapporto con Andromeda Relix di Gianni Della Cioppa, già al fianco della band sin dal debutto, che accompagna il nuovo percorso e ne sostiene la fase promozionale, mentre si preparano le prime date live legate all’album.

Zero Dawn si conferma così come un lavoro compatto e coerente, che non si limita a ripetere una formula ma la espande con naturalezza, mantenendo saldo il legame con le radici dell’heavy metal e aprendosi a una scrittura più matura.

Nel complesso, il disco segna un passo avanti concreto per i Black Reflex, che riescono a coniugare identità e crescita senza perdere la propria direzione. Un lavoro che suona solido, energico e consapevole, e che conferma la vitalità di una scena che continua a muoversi con personalità anche in Italia.

TracklistCome To Real Life, I Feel The Fool, I’ll Be Your Home, Life Is Now, Nowhere Noway, I Won’t Let You Fall In, Time To Be Mine, Nobody Talk, Escaping From The Nightmare 

English version

Black Reflex – Zero Dawn (Andromeda Relix, 2026)

When heavy metal meets growth and personality 

Five years after their self-titled debut, the Vicenza-based Black Reflex return with Zero Dawn, once again released via Andromeda Relix, and the impression is immediately one of a natural, almost inevitable progression rather than a simple continuation of the story. I am not a regular listener of the metal scene, yet curiosity often leads me into these sonic territories, even when they feel far removed from my usual listening habits.

Perhaps precisely because it lies outside my more familiar musical paths, Zero Dawn has allowed me to observe this language from a different perspective. It is an album that manages to hold attention beyond genre boundaries, thanks to a writing approach that constantly seeks balance between impact, melody, and song construction.

The band does not overturn its identity but sets it in motion: heavy metal roots remain at the core, while more fluid spaces open up around them, between prog, thrash, and a dark vein that runs consistently throughout the record. The result is a compact, at times imposing sound that still allows air and less predictable dynamics to surface compared to the debut.

The group builds much of its identity on a dense and powerful sonic structure, where the weight of the instruments becomes a kind of sound mass that envelops the listener without leaving much room for escape. Within this full space, the voice emerges as a central element: rough, intense, yet surprisingly flexible, able to shift from aggressive thrust to moments where melody takes over without losing strength. It is never a mere ornament, but a guiding presence that shapes direction and balance through both impact and expressive sensitivity.

The band’s guiding figures, Giovanni Angiolin on drums and Davide “Ian” Valle on guitar, now find in Mirko Fabris on guitar and Bruno Collareda on bass new additions that broaden the group’s sonic scope, while the voice of Francesca Battistini, already present since the debut, remains a cornerstone of the band’s identity. The result is a more compact and aware lineup, where individual personalities intertwine without losing cohesion or direction.

The album opens with Come To Real Life, a direct and unfiltered impact that works as a true awakening: an invitation to break free from illusion and return to concrete reality, driven by powerful rhythms and sharp guitars that immediately set the tone of the record.

With I Feel The Fool, a bitter sense of awareness emerges, tied to misplaced trust and wrong choices, balancing anger with a subtle layer of self-irony. The track remains firmly rooted in Hard ‘n’ Heavy territory, blending tradition with a more contemporary sensibility.

A more intimate dimension arrives with I’ll Be Your Home, a tension-filled ballad centred on support and protection. Despite its more restrained opening, the track maintains a constant inner strength that never fades.

In Life Is Now, the focus shifts toward a brighter and more immediate outlook: living in the present without delay becomes the central message, supported by an insistent rhythm and more open melodic passages that lighten the overall impact.

Tension rises again with Nowhere Noway, one of the album’s darker and more restrained moments, built on a sense of blockage and immobility that translates into an oppressive, almost inescapable atmosphere.

Among the most intense moments, I Won’t Let You Fall In grows from a fragile and intimate opening into a full gesture of presence and support. Its chorus stands out as one of the most immediate and effective of the entire album. A special mention goes to Battistini’s vocal performance.

With Time To Be Mine, the band shifts into a tighter and more reactive register, driven by pride and a desire for redemption, within a framework that nods to a solid metal tradition filtered through a darker, more modern sensibility.

More incisive and cutting is Nobody Talk, which addresses hypocrisy and social silence by turning music into an act of rupture, a necessary reaction against indifference.

The closing track, Escaping From The Nightmare, is broad and powerful, gathering the album’s different facets and bringing them together in a conclusion with an almost epic breath, more of a journey than a final stop.

Zero Dawn, recorded at Haunted Recording Studio under the guidance of Nicola Frigo, stands as a compact and coherent work, built around nine tracks of pure heavy metal that honour the past without remaining trapped in it. The sense is that of a more confident band, shaped not only in the studio but also through live experience, now able to translate that energy into more solid and controlled writing.

The album thrives on tight, incisive riffs and rhythm work, over which Francesca Battistini’s strong vocal performance acts as an emotional and identity-defining thread, giving shape and direction to the overall impact. The result is a clearer sense of collective effort compared to the past, where each member contributes to a more defined balance.

Alongside this musical growth, the collaboration with Andromeda Relix (Gianni Della Cioppa), already present since the debut, continues to support the band’s path and promotional phase, with live dates set to follow.

Zero Dawn ultimately confirms itself as a cohesive and well-structured album that expands its language naturally, remaining firmly rooted in heavy metal while embracing a more mature writing approach.

Overall, the record marks a concrete step forward for Black Reflex, who manage to combine identity and growth without losing direction. A solid, energetic, and conscious work that confirms the vitality of a scene that continues to move with personality, even in Italy.

Tracklist: Come To Real Life, I Feel The Fool, I’ll Be Your Home, Life Is Now, Nowhere Noway, I Won’t Let You Fall In, Time To Be Mine, Nobody Talk, Escaping From The Nightmare

 

Black Reflex