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| Mario Massa e Raffaele Matta - Feeling You |
Mario Massa e Raffaele Matta - Feeling You (IF Records, 2026)
Un suono che resta anche dopo il silenzio
A volte la musica nasce da un progetto preciso, altre volte sembra sedimentarsi lentamente, come il risultato di un percorso condiviso, di un ascolto reciproco e di luoghi che finiscono per entrare nelle composizioni. Feeling You, pubblicato da IF Records (Isulafactory), appartiene a questa seconda categoria. Mario Massa e Raffaele Matta costruiscono un dialogo profondamente paritario, in cui gli strumenti diventano il vero centro espressivo del lavoro.
La tromba di Mario Massa, allo stesso modo, evita qualsiasi ruolo di accompagnamento convenzionale. Attraverso accordi rarefatti, armonici, trattamenti elettronici e tessiture ambientali costruisce spazi sonori nei quali la tromba può muoversi liberamente. In molti momenti i due strumenti si confondono, come se il respiro dell’uno appartenesse all’altro.
La chitarra di Raffaele Matta rinuncia spesso alla funzione melodica tradizionale per muoversi tra soffi, note sospese e frammenti timbrici che emergono dal silenzio. Non cerca mai l’affermazione solistica, ma si concentra su sfumature, risonanze e microvariazioni di intensità.
L’elettronica, utilizzata da entrambi come parte integrante del linguaggio, modifica continuamente la percezione degli strumenti acustici. Riverberi, filtri e dilatazioni non si limitano a creare atmosfera, ma ridefiniscono profondità e distanza, aprendo lo spazio sonoro a una dimensione ampia e instabile.
La registrazione in una foresta svedese non è un semplice dato contestuale. Quel paesaggio innevato sembra aver lasciato una traccia concreta nelle composizioni: silenzio, distanze, luce diffusa e isolamento diventano elementi attivi della scrittura. In molti passaggi si ha l’impressione che il duo lavori più sullo spazio che sulle note, lasciando che ogni suono trovi naturalmente la propria collocazione.
L’accostamento alla Fourth World di Jon Hassell è pertinente, ma Feeling You evita qualsiasi deriva imitativa. Se Hassell immaginava territori sospesi tra culture e geografie, Massa e Matta sembrano interessati a un paesaggio ancora più rarefatto, in cui le appartenenze si dissolvono e resta solo la qualità della percezione. È una musica che non cerca coordinate precise e trova proprio in questa assenza la propria identità.
Blue Elephant Skin apre il disco con chitarre che sembrano affiorare lentamente dalla nebbia. L'atmosfera è sospesa, misteriosa, e richiama paesaggi lontani e silenziosi. Quando entra la tromba di Raffaele Matta, il brano acquista nuova vita e una forte capacità evocativa. Durante l'ascolto vengono in mente scenari quasi cinematografici, luoghi abbandonati e mondi sospesi tra realtà e immaginazione.
In The Juniper Whispers continua il dialogo tra tromba ed elettronica. Tutto scorre lentamente e il tempo sembra dilatarsi. Gli effetti non servono soltanto a creare atmosfera, ma diventano parte stessa della musica, accompagnando l'ascoltatore in un'immersione profonda.
Con Salted Muds il paesaggio sonoro si arricchisce di nuove sfumature. Il brano conserva quell'aria sospesa e leggermente psichedelica che attraversa l'intero disco e, in alcuni momenti, lascia emergere immagini quasi cinematografiche, tra luci lontane, spazi aperti e paesaggi futuribili.
La sorpresa arriva con Lightening Jungle Scars, dove il clima cambia improvvisamente. I suoni diventano più duri, più taglienti e l'ascolto si fa inquieto. Il brano apre una dimensione più oscura e destabilizzante, nella quale le tensioni aumentano e il paesaggio sonoro si fa improvvisamente più denso e inquietante.
Breathing Flowers riporta il disco verso atmosfere più morbide e rarefatte. Tromba e chitarra tornano a muoversi insieme con grande delicatezza. In Basil Velvet emerge invece il lato più mistico del lavoro: la musica si fa più intensa e sembra aprire paesaggi interiori, lasciando spazio all'immaginazione.
Smoothy Coral Over The Sky introduce una luce diversa. L'atmosfera diventa più aperta e in alcuni momenti persino romantica. La tromba, trasformata dagli effetti, assume un suono quasi irreale, sospeso tra presenza umana e dimensione elettronica.
La conclusione affidata a Mint On Yarning Naked Moon aumenta gradualmente l'intensità emotiva del disco. La musica si accende senza mai perdere la propria delicatezza e lascia una sensazione di luce e sospensione. È un finale che non chiude davvero il viaggio, ma lo lascia continuare nella memoria di chi ascolta.
Feeling You si chiude lasciando addosso una sensazione difficile da definire con precisione, come accade quando un’esperienza sonora non si esaurisce nel tempo dell’ascolto ma continua a muoversi altrove, in una zona più fragile e personale della memoria. Non c’è un vero punto di arrivo, piuttosto una progressiva dissolvenza che sembra accompagnare l’ascoltatore fuori dal disco senza interromperne davvero la presenza.
La musica di Mario Massa e Raffaele Matta non insiste mai sulla propria forma, non cerca di imprimersi con gesti netti o conclusioni definitive. Preferisce restare in uno stato di sospensione, come se ogni suono fosse solo un passaggio temporaneo dentro qualcosa di più grande e indistinto. È proprio in questa sottrazione che il disco trova la sua forza più profonda.
Quando tutto si riduce a eco, respiro e traccia, resta la sensazione di aver attraversato un paesaggio che non appartiene più soltanto alla musica, ma anche a chi l’ha ascoltata. Feeling You finisce così per diventare questo: non un oggetto da archiviare, ma una presenza che continua a riemergere a distanza, ogni volta in modo leggermente diverso, come un ricordo che non smette di trasformarsi.
Tracklist: Blue Elephant Skin, The Juniper Whispers, Salted Muds, Lightening Jungle Scars, Breathing Flowers, Basil Velvet, Smoothy Coral Over The Sky, Mint On Yarning Naked Moon
Tutti i brani sono stati composti da Mario Massa e Raffaele Matta
English version
Mario Massa e Raffaele Matta - Feeling You (IF Records, 2026)
A Sound That Remains Even After Silence
Sometimes music is born from a precise concept, while other times it seems to settle slowly, shaped by a shared path, mutual listening, and places that eventually become part of the compositions. Feeling You, released by IF Records (Isulafactory), belongs to this second category. Mario Massa and Raffaele Matta build a deeply equal dialogue, where the instruments become the true expressive core of the work.
Massa’s trumpet, in the same way, avoids any conventional supporting role. Through sparse chords, harmonics, electronic processing, and ambient textures, he creates sonic spaces in which the trumpet can move freely. At many points, the two instruments blend together, as if one’s breath belonged to the other.
Matta’s guitar often renounces traditional melodic function, moving instead through breaths, suspended notes, and timbral fragments that emerge from silence. It never seeks soloistic affirmation, focusing instead on nuance, resonance, and micro-variations in intensity.
Electronics, used by both as an integral part of their language, continuously reshape the perception of acoustic instruments. Reverbs, filters, and expansions do not merely create atmosphere, but redefine depth and distance, opening the sound space into a wide and unstable dimension.
Recording in a Swedish forest is far more than a contextual detail. That snowy landscape seems to have left a tangible imprint on the compositions: silence, distance, diffuse light, and isolation become active elements of the writing. In many passages, it feels as if the duo works more on space than on notes, allowing each sound to naturally find its place.
The comparison with Jon Hassell’s Fourth World is fitting, yet Feeling You avoids any derivative path. While Hassell imagined territories suspended between cultures and geographies, Massa and Matta seem drawn to an even more rarefied landscape, where origins dissolve and only the quality of perception remains. This is music that does not seek fixed coordinates and finds its identity precisely in that absence.
Blue Elephant Skin opens the album with guitars that slowly emerge from the mist. The atmosphere is suspended and mysterious, evoking distant and quiet landscapes. When Matta’s trumpet enters, the track gains new life and strong evocative power. During listening, one may think of cinematic, post-human landscapes, abandoned places, and worlds suspended between reality and imagination.
In The Juniper Whispers, the dialogue between trumpet and electronics continues. Everything unfolds slowly, and time seems to stretch. The effects are not just atmospheric tools, but become part of the music itself, drawing the listener into a deep immersion.
With Salted Muds, the sonic landscape expands into new shades. The track retains the suspended and slightly psychedelic atmosphere that runs through the entire album, at times suggesting cinematic imagery of distant lights, open spaces, and futuristic landscapes.
The surprise comes with Lightening Jungle Scars, where the mood shifts abruptly. Sounds become harsher and more cutting, and listening turns uneasy. The piece opens a darker, more destabilizing dimension, where tension rises and the sonic environment becomes denser and more unsettling.
Breathing Flowers brings the album back to softer, more rarefied atmospheres. Trumpet and guitar move together again with great delicacy. In Basil Velvet, the more mystical side of the work emerges: the music grows more intense and seems to open inner landscapes, leaving room for imagination.
Smoothy Coral Over The Sky introduces a different kind of light. The atmosphere becomes more open and, at times, even romantic. The trumpet, transformed by effects, takes on an almost unreal sound, suspended between human presence and electronic abstraction.
The closing track, Mint On Yarning Naked Moon, gradually increases emotional intensity. The music burns with a subtle glow without ever losing its delicacy, leaving a sense of light and suspension. It is a finale that does not truly close the experience but allows it to continue in the listener’s memory.
Feeling You fades away leaving a sensation that is difficult to define with precision, as happens when a sonic experience does not end with the listening itself but continues to move elsewhere, into a more fragile and personal layer of memory. There is no real endpoint, only a gradual dissolution that gently leads the listener out of the album without ever fully breaking its presence.
The music of Mario Massa and Raffaele Matta never insists on form. It does not aim to imprint itself through sharp gestures or definitive conclusions. Instead, it remains in a suspended state, as if every sound were only a temporary passage within something larger and more indistinct. It is precisely in this subtraction that the album finds its deepest strength.
When everything dissolves into echo, breath, and trace, what remains is the feeling of having moved through a landscape that no longer belongs solely to music, but also to the listener. Feeling You ultimately becomes this: not an object to be archived, but a presence that keeps resurfacing over time, always slightly different, like a memory that never stops transforming.


