mercoledì 3 giugno 2026

Vitantonio Gasparro – Miniatures For Solo Vibraphone (2026) | Vibrafono solo tra introspezione e minimalismo | Redapolis Music

Vitantonio Gasparro – Miniatures For Solo Vibraphone

Vitantonio Gasparro – Miniatures For Solo Vibraphone (Angapp Music, 2026)

Dieci visioni per vibrafono solo, tra interiorità e ascolto

Il vibrafono è uno strumento che vive di equilibrio e sfumature. Percussivo per natura ma capace di cantare come pochi altri, unisce la precisione del gesto ritmico alla possibilità di creare atmosfere sospese, intime e quasi sognanti. Proprio questa duplice anima accompagna l'intero percorso di Miniatures For Solo Vibraphone, nel quale Vitantonio Gasparro ne esplora le molteplici possibilità espressive, trasformandolo in una voce solitaria ma mai isolata.

Vitantonio Gasparro, classe 1998, si avvicina alla musica da giovanissimo iniziando lo studio della batteria all’età di sei anni. Si diploma con il massimo dei voti in strumenti a percussione e batteria jazz presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari e il Conservatorio “E. R. Duni” di Matera, proseguendo il proprio percorso jazzistico sotto la guida del M° Attilio Troiano.

Nel corso degli anni si distingue in numerosi concorsi nazionali e internazionali, tra cui il Premio Internazionale Massimo Urbani, il Dexter Jazz Contest, il Tomorrow’s Jazz e il Premio Nazionale Chicco Bettinardi, oltre a essere inserito tra i “Top Jazz” della rivista Musica Jazz nelle categorie dedicate ai nuovi talenti. Parallelamente all’attività solistica e compositiva, matura esperienze anche in ambito orchestrale e cameristico, esibendosi in contesti italiani ed europei e partecipando a masterclass e progetti formativi di rilievo nel panorama jazzistico internazionale.

La sua attività compositiva e performativa si muove oggi tra il linguaggio del mainstream jazz e una costante apertura verso influenze che arrivano dal rock, dal pop e dalla musica classica e contemporanea, in un equilibrio che mette al centro il suono e la sua trasformazione.

Nel 2023 pubblica il suo album d’esordio Introducing Vitantonio Gasparro (GleAM Records), realizzato in trio con Giuseppe Venezia e Giovanni Scasciamacchia, un lavoro che alterna composizioni originali e riletture della tradizione afroamericana.

Negli anni successivi prende parte a diverse produzioni come sideman, collaborando con musicisti della scena jazz italiana e internazionale, tra cui Antonello Losacco, Roberto Ottaviano, Mario Rosini e altri protagonisti del panorama contemporaneo.

Il musicista pugliese compie un passaggio importante e si affida completamente al solo vibrafono, scegliendo una forma espressiva essenziale e diretta.
 
La scelta nasce più dall’esigenza di raccontarsi che dal desiderio di stupire: le composizioni si susseguono come pensieri appuntati lungo il cammino, frammenti di memoria, suggestioni e influenze che hanno contribuito a definire la sua identità musicale. 
 
Ascoltando il disco si ha la sensazione di entrare in uno spazio profondamente personale, dove ogni nota ha un peso preciso e ogni brano aggiunge un tassello a un racconto intimo e sincero.

Fin dalle prime battute di Interferenze II emerge questa dimensione narrativa. I rumori della città e il vibrafono che affiora lentamente dalla distanza sembrano aprire una porta verso un mondo interiore fatto di ricordi, intuizioni e possibilità. È come se Gasparro invitasse l'ascoltatore a seguirlo in un percorso che non procede per dimostrazioni tecniche, ma attraverso immagini e sensazioni.

Nel corso del disco si incontrano riferimenti alla musica classica, al minimalismo e al jazz contemporaneo, ma ciò che colpisce è la naturalezza con cui queste influenze convivono. Brani come Invention e Three Places mostrano il lato più riflessivo e curioso del compositore, mentre Shades Of An Instant e In Between rallentano il passo e lasciano spazio al silenzio, al respiro e alla contemplazione. In questi momenti il vibrafono sembra quasi dissolvere i propri contorni, trasformandosi in luce, eco e colore.

Anche le altre tracce trovano una loro collocazione precisa all'interno del racconto. Non appaiono come semplici passaggi, ma come appunti di viaggio, intuizioni catturate nell'istante prima che svaniscano. È proprio questa attenzione al dettaglio che rende l'album coerente e profondamente coinvolgente.

Tra i momenti più affascinanti emerge Weirdly, dove l'atmosfera si fa più sfuggente e impressionistica, sospesa tra certezza e dubbio. Nocturne si muove invece su un registro più intimo e notturno, tra sogni e pensieri leggeri, mentre il vibrafono assume una dimensione quasi confidenziale. La chiusura affidata a Death Of A Star lascia infine una sensazione di quiete: un finale delicato e cinematografico, che rallenta il tempo e accompagna l’ascoltatore verso un silenzio pieno di immagini.

Miniatures For Solo Vibraphone si chiude con Death Of A Star, che riassume in modo essenziale l’intero percorso: una lenta dissolvenza in cui tutto si spegne senza enfasi, lasciando spazio a una quiete sospesa. È un finale che non conclude davvero, ma continua a vibrare anche dopo il silenzio.

Vitantonio Gasparro

È qui che il percorso di Vitantonio Gasparro trova la sua forma più compiuta. Non nella dimostrazione di forza o nel virtuosismo, ma nella capacità di restare solo con il proprio strumento e farlo parlare in modo diretto, umano, essenziale. Il vibrafono diventa una voce che respira, che pensa, che ricorda.

Alla fine resta l’impressione di aver attraversato un diario privato aperto per un attimo, senza invadenza, con rispetto. Ogni miniatura sembra trattenere un frammento di vita, e quando il disco finisce non si ha la sensazione di un vuoto, ma di uno spazio che continua a risuonare.

Un lavoro che non chiede di essere decifrato, ma semplicemente ascoltato fino in fondo, lasciando che siano le risonanze a parlare.

Tracklist: Interferenze II, Invention, Shades Of An Instant, Three Places, Leftover, In Between, Weirdly, Foretold?, Nocturne, Death Of A Star 

 English version

Vitantonio Gasparro – Miniatures For Solo Vibraphone (Angapp Music, 2026)

 Ten visions for solo vibraphone, between interiority and listening 

The vibraphone is an instrument that lives on balance and nuance. Percussive by nature yet capable of singing like few others, it combines rhythmic precision with the ability to create suspended, intimate, almost dreamlike atmospheres. It is precisely this dual nature that runs through Miniatures For Solo Vibraphone, a work in which Vitantonio Gasparro explores its many expressive possibilities, turning it into a solitary yet never isolated voice.

Vitantonio Gasparro, born in 1998, began his musical journey at a very young age, starting to study drums at the age of six. He graduated with top marks in percussion instruments and jazz drums from the “N. Piccinni” Conservatory in Bari and the “E. R. Duni” Conservatory in Matera, continuing his jazz studies under M° Attilio Troiano.

Over the years, he has stood out in numerous national and international competitions, including the Premio Internazionale Massimo Urbani, the Dexter Jazz Contest, Tomorrow’s Jazz, and the Premio Nazionale Chicco Bettinardi, and has been featured among the “Top Jazz” new talents by Musica Jazz magazine. Alongside his work as a soloist and composer, he has gained orchestral and chamber music experience, performing across Italy and Europe and taking part in masterclasses and educational projects within the international jazz scene.

His compositional and performing activity currently moves between mainstream jazz language and a constant openness to influences from rock, pop, and contemporary classical music, in a balance that places sound and its transformation at the center.

In 2023 he released his debut album Introducing Vitantonio Gasparro (GleAM Records), recorded as a trio with Giuseppe Venezia and Giovanni Scasciamacchia, featuring original compositions alongside reinterpretations of the Afro-American tradition.

In the following years, he contributed as a sideman to several productions, collaborating with musicians from the Italian and international jazz scene, including Antonello Losacco, Roberto Ottaviano, Mario Rosini, and other leading figures of the contemporary landscape.

The Apulian musician makes an important shift and fully commits to the solo vibraphone, embracing an essential and direct expressive form.

This choice comes more from the need to tell his own story than from the desire to impress: the compositions unfold like thoughts written down along the way, fragments of memory, impressions, and influences that have shaped his musical identity.

Listening to the album feels like entering a deeply personal space, where every note carries weight and every piece adds another layer to an intimate and sincere narrative.

From the very first moments of Interferenze II, this narrative dimension becomes clear. City sounds and the vibraphone slowly emerging from the distance seem to open a door into an inner world made of memories, intuitions, and possibilities. It is as if Gasparro invites the listener to follow a path that unfolds not through technical display, but through images and sensations.

Throughout the album, references to classical music, minimalism, and contemporary jazz emerge, yet what stands out is the natural way in which these influences coexist. Pieces such as Invention and Three Places reveal the composer’s more reflective and curious side, while Shades Of An Instant and In Between slow the pace, giving space to silence, breath, and contemplation. In these moments, the vibraphone seems to dissolve its own contours, turning into light, echo, and color.

The other tracks also find their place within the narrative. They do not appear as mere transitions, but as travel notes—insights captured just before they fade away. It is this attention to detail that makes the album both coherent and deeply engaging.

Among the most striking moments is Weirdly, where the atmosphere becomes more elusive and impressionistic, suspended between certainty and doubt. Nocturne moves on a more intimate and nocturnal level, between dreams and light thoughts, with the vibraphone taking on a confessional quality. The closing track Death Of A Star finally brings a sense of stillness: a delicate, cinematic ending that slows time and leads the listener into a silence filled with images.

Miniatures For Solo Vibraphone closes with Death Of A Star, which condenses the entire journey into an essential gesture: a slow fade-out in which everything gently dissolves without emphasis, leaving behind a suspended quiet. It is a finale that does not truly end, but continues to resonate after silence.

Here, Vitantonio Gasparro’s work finds its most complete form—not in displays of virtuosity or strength, but in the ability to remain alone with his instrument and let it speak in a direct, human, essential way. The vibraphone becomes a voice that breathes, thinks, and remembers.

In the end, what remains is the impression of having moved through a private diary briefly opened to the listener, with care and respect. Each miniature holds a fragment of life, and when the album ends, there is no sense of emptiness—only a space that continues to resonate.

A work that does not ask to be decoded, but simply to be listened to fully, allowing its resonances to speak.

Tracklist: Interferenze II, Invention, Shades Of An Instant, Three Places, Leftover, In Between, Weirdly, Foretold?, Nocturne, Death Of A Star