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| Giuseppe Guarrella Niwas Quartet – New Call |
Giuseppe Guarrella Niwas Quartet – New Call (IF Records, 2026)
Un dialogo aperto tra scrittura, improvvisazione e ricerca
Fin dai primi minuti di New Call si avverte una qualità sempre più rara: la capacità di ascoltarsi davvero. Il secondo lavoro del Giuseppe Guarrella Niwas Quartet, pubblicato il 6 febbraio da IF Records, non punta sull’impatto immediato né sull’effetto, ma costruisce il proprio discorso attraverso un dialogo continuo tra i musicisti, dove composizione e improvvisazione trovano un equilibrio naturale. È in questa attenzione reciproca che il disco trova la sua voce più autentica.
Le sei composizioni originali firmate dal contrabassista Giuseppe Guarrella disegnano un percorso coerente, pensato come un unico racconto sonoro più che come una semplice sequenza di brani. Ogni episodio aggiunge una sfumatura diversa, ma tutti concorrono a definire una poetica basata sull’ascolto condiviso, sulla ricerca timbrica e su una tensione narrativa sempre attiva.
Da oltre trent’anni figura centrale dell’avant-garde jazz italiano, in New Call il contrabbasso di Guarrella assume un ruolo guida: non si limita a sostenere la struttura ritmica e armonica, ma diventa il punto di partenza da cui si generano idee, contrasti e direzioni espressive.
Attorno a questa presenza prende forma il dialogo del quartetto. Gianpiero Fronte al sax offre una voce mobile e cangiante, capace di muoversi tra lirismo e tensione. Salvo Scucces al vibrafono aggiunge luminosità e profondità, creando spesso spazi sospesi dal carattere quasi meditativo. Emanuele Primavera alla batteria lavora sulle dinamiche e sul respiro ritmico, contribuendo in modo attivo allo sviluppo del discorso musicale, oltre la semplice funzione di accompagnamento.
Il risultato è un suono collettivo maturo, nel quale ogni musicista contribuisce alla definizione dell'identità del gruppo senza rinunciare alla propria individualità.
Fin dall'iniziale Angostura emerge la qualità dell'interplay tra i quattro musicisti. Il contrabbasso di Guarrella apre traiettorie che vengono immediatamente raccolte dal sax di Fronte e dal vibrafono di Scucces, mentre la batteria di Primavera mantiene il discorso in costante movimento.
La title track New Call è uno di quei brani che sembrano racchiudere l'essenza dell'intero progetto. Ascoltandola si ha la sensazione di assistere a una conversazione libera ma perfettamente consapevole, nella quale ogni musicista trova il proprio spazio senza mai perdere di vista il percorso comune. È qui che il quartetto mostra con maggiore evidenza la propria maturità, lasciando convivere scrittura e improvvisazione con naturalezza.
Con Orto Allegro l'atmosfera si fa più dinamica e luminosa, quasi a introdurre un movimento nuovo all'interno del racconto. Amina, al contrario, invita a rallentare lo sguardo e ad ascoltare le sfumature. Il dialogo tra il sax di Fronte e il vibrafono di Scucces diventa particolarmente suggestivo, sostenuto dal contrabbasso di Guarrella e dalla batteria di Primavera che accompagnano il brano con sensibilità e attenzione ai dettagli.
In Bad Love emerge invece una tensione diversa, più inquieta e nervosa. Le linee dei vari strumenti si cercano e si confrontano, generando una densità espressiva che non sfocia mai nell'eccesso. Il quartetto mantiene sempre una notevole lucidità narrativa, anche nei passaggi più intensi.
How Sad chiude con un passo più raccolto, come un pensiero che continua a scorrere senza mai fermarsi del tutto. Il tema avanza con naturalezza, e il quartetto lo segue con grande equilibrio, lasciando emergere ogni sfumatura senza forzature. Rimane addosso una sensazione lieve, quasi sospesa, che sembra continuare a muoversi anche dopo l’ultima nota.
Uno degli aspetti più interessanti di New Call è la capacità di tenere insieme elementi diversi senza forzature. La tradizione jazzistica rimane presente come riferimento culturale e linguistico, ma viene continuamente attraversata da una sensibilità contemporanea che privilegia il dialogo, la ricerca e la libertà espressiva.
L'album non cerca l'impatto immediato né la spettacolarizzazione tecnica. Preferisce invece costruire lentamente il proprio significato attraverso dettagli, sfumature e relazioni tra gli strumenti. È una musica che richiede attenzione e disponibilità all'ascolto, ma che proprio per questo riesce a restituire una profondità rara.
New Call conferma così la maturità artistica del Giuseppe Guarrella Niwas Quartet e la capacità del gruppo di trasformare la pratica dell'ascolto reciproco in un vero elemento compositivo. Un lavoro che cresce nel tempo, rivelando progressivamente la ricchezza delle sue interazioni e la qualità di una scrittura che lascia sempre spazio all'imprevisto. Una nuova chiamata, come suggerisce il titolo, verso territori ancora da esplorare.
Tracklist: Angostura, New Call, Orto Allegro, Amina, Bad Love, How Sad
English version
Giuseppe Guarrella Niwas Quartet – New Call (IF Records, 2026)
An open dialogue between composition, improvisation and exploration
From the very first moments of New Call, an increasingly rare quality becomes apparent: the ability to truly listen to one another. The second album by the Giuseppe Guarrella Niwas Quartet, released on February 6 via IF Records, does not rely on immediate impact or surface effect. Instead, it builds its narrative through a continuous dialogue among the musicians, where composition and improvisation find a natural balance. It is in this mutual attentiveness that the album discovers its most authentic voice.
The six original compositions by bassist Giuseppe Guarrella form a coherent journey, conceived more as a single sonic narrative than as a simple sequence of tracks. Each episode introduces a different nuance, yet all contribute to a poetic vision grounded in shared listening, timbral exploration, and a constantly active narrative tension.
For over thirty years a key figure in Italian avant-garde jazz, in New Call Guarrella’s double bass takes on a guiding role: it does not merely support the harmonic and rhythmic structure, but becomes the starting point from which ideas, contrasts, and expressive directions emerge.
Around this presence, the quartet’s dialogue takes shape. Gianpiero Fronte on saxophone offers a fluid and ever-changing voice, moving between lyricism and tension. Salvo Scucces on vibraphone adds brightness and depth, often creating suspended, almost meditative spaces. Emanuele Primavera on drums works on dynamics and rhythmic breath, actively contributing to the unfolding musical discourse beyond a purely accompanying role.
The result is a mature collective sound, in which each musician contributes to the group’s identity without giving up their individuality.
From the opening Angostura, the quality of interplay among the four musicians is immediately evident. Guarrella’s double bass sets trajectories that are instantly picked up by Fronte’s saxophone and Scucces’ vibraphone, while Primavera’s drums keep the music in constant motion.
The title track New Call feels like a distillation of the entire project’s essence. Listening to it, one has the impression of witnessing a free yet fully conscious conversation, in which each musician finds space without ever losing sight of the shared direction. It is here that the quartet’s maturity becomes most evident, allowing composition and improvisation to coexist with natural ease.
With Orto Allegro, the atmosphere becomes more vibrant and luminous, almost introducing a new movement within the narrative. Amina, on the other hand, invites a slowing of perspective and a deeper attention to nuance. The dialogue between Fronte’s saxophone and Scucces’ vibraphone becomes particularly evocative, supported by Guarrella’s bass and Primavera’s drums, which accompany with sensitivity and fine attention to detail.
In Bad Love, a different kind of tension emerges, more restless and urgent. The instrumental lines search and confront one another, generating an expressive density that never tips into excess. The quartet maintains a strong narrative clarity even in its most intense passages.
How Sad closes with a more intimate, restrained step, like a thought continuing to flow without ever fully settling. The theme unfolds naturally, and the quartet follows it with great balance, allowing every nuance to surface without forcing. A light, lingering sensation remains, as if the music continued to move even after the final note.
One of the most compelling aspects of New Call is its ability to hold together different elements without forcing them into place. The jazz tradition remains present as a cultural and linguistic reference, yet it is constantly reshaped by a contemporary sensibility that favors dialogue, exploration, and expressive freedom.
The album does not aim for immediate impact or technical display. Instead, it patiently builds meaning through detail, nuance, and interaction between instruments. It is music that demands attention and openness from the listener, yet precisely for this reason it delivers a rare depth in return.
New Call thus confirms the artistic maturity of the Giuseppe Guarrella Niwas Quartet and their ability to transform mutual listening into a true compositional element. A work that grows over time, gradually revealing the richness of its interactions and the quality of a writing style that always leaves room for the unexpected. A new call, as the title suggests, toward territories still to be explored.
Tracklist: Angostura, New Call, Orto Allegro, Amina, Bad Love, How Sad

