venerdì 29 maggio 2026

Simone Basile – Perspectives (2026), tra New York e visioni del jazz contemporaneo | Redapolis Music

Simone Basile with John Patitucci, Antonio Cerfeda – Perspectives

Simone Basile with John Patitucci, Antonio Cerfeda – Perspectives (Encore Music, 2026)

Prospettive che si aprono nel respiro del suono

Ci sono dischi che cercano subito di imporsi e altri che preferiscono entrare lentamente nell’ascolto, senza forzare nulla. Perspectives, il nuovo lavoro del chitarrista e compositore pugliese Simone Basile uscito per Encore Music, mi ha dato proprio questa sensazione: quella di un disco che non ha bisogno di alzare la voce per lasciare il segno. Tutto sembra nascere dalla fiducia reciproca tra i musicisti, dalla cura dei dettagli e da un modo di intendere il jazz come spazio aperto, fatto di ascolto, equilibrio e piccoli movimenti interiori.

Registrato al The Bunker Studio di Brooklyn dopo una lunga esperienza internazionale tra Cina, Giappone e Stati Uniti, il disco riunisce tre musicisti che condividono una visione molto precisa dell’interplay e dell’ascolto reciproco. Accanto a Basile spicca la presenza di John Patitucci, figura centrale del jazz internazionale, il cui nome è legato a collaborazioni fondamentali con artisti come Chick Corea, i Manhattan Transfer e Roger Waters. Il suo contributo non si limita al prestigio della sua carriera, ma si traduce in un suono profondo, immediatamente riconoscibile, capace di dare direzione e respiro all’intero trio, restando sempre misurato e perfettamente integrato nell’equilibrio collettivo del progetto.

Accanto a loro, Antonio Cerfeda sviluppa un lavoro alla batteria essenziale e molto attento alle dinamiche interne dei brani. Il suo modo di accompagnare non cerca mai di imporsi, ma sostiene costantemente il movimento della musica con sensibilità, precisione e una presenza discreta che diventa parte centrale dell’equilibrio sonoro dell’album.

L’influenza del jazz contemporaneo newyorkese emerge con naturalezza, senza mai trasformarsi in imitazione. Si percepisce piuttosto un’idea di suono che guarda a una certa stagione del jazz elettrico acustico, in cui la chitarra costruisce linee melodiche luminose e sospese, lasciando che basso e batteria disegnino attorno un movimento costante, dinamico ma sempre misurato, mai invasivo.

Back Home apre il disco con un’idea chiara di jazz contemporaneo, dove scrittura e interplay trovano subito un equilibrio naturale. Il tema si sviluppa con fluidità, lasciando spazio a una conversazione costante tra chitarra, basso e batteria.

Bouncin’ spinge invece su un’energia più ritmica, mantenendo però una forte attenzione alla misura. Il groove è presente ma mai invadente, e il brano cresce attraverso piccoli spostamenti interni più che attraverso accenti evidenti.

Federica rappresenta una deviazione verso una dimensione più intima e narrativa. Qui la chitarra lavora su dettagli minimi e sfumature, costruendo un discorso più raccolto e personale.

Ti Pi Wa funziona come breve frammento sonoro, quasi un passaggio istantaneo che interrompe il flusso principale con un gesto essenziale e leggero.

Is That Real? è uno dei momenti più densi del disco. La struttura si allarga progressivamente, lasciando emergere una ricerca timbrica più profonda e un interplay che si fa via via più articolato.

Yin and Yang sviluppa ulteriormente questo equilibrio tra tensione e sospensione, con una scrittura che mette in relazione opposti sonori senza mai cercare una direzione univoca.

La title track Perspectives concentra l’identità dell’intero progetto, dove scrittura e improvvisazione si incontrano in modo più esplicito, sintetizzando il linguaggio del disco.

To Jhonny chiude il percorso come un ultimo appunto sonoro, breve e sospeso, che lascia la sensazione di un discorso ancora aperto.

Simone Basile, John Patitucci, Antonio Cerfeda

Perspectives si chiude lasciando la sensazione di un percorso più che di un semplice ascolto. Il trio di Simone Basile non cerca mai soluzioni definitive, ma preferisce lasciare aperti gli spazi, come se ogni brano fosse una possibilità e non un punto d’arrivo.

C’è una coerenza profonda che attraversa tutto il disco, fatta di ascolto reciproco, misura e attenzione al dettaglio, ma anche di libertà interiore. È un jazz contemporaneo che non ha bisogno di forzare l’identità, perché la costruisce passo dopo passo, nel dialogo continuo tra chitarra, basso e batteria.

Alla fine resta una sensazione precisa: quella di aver attraversato un luogo sonoro vivo, in movimento, dove ogni musicista contribuisce a una visione comune senza perdere la propria voce. Un equilibrio fragile e al tempo stesso solido, che continua a risuonare anche dopo l’ultimo accordo.

TracklistBack Home, Bouncin’, Federica, Ti Pi Wa, Is That Real?, Yin and Yang, Perspectives, To Jhonny 

Registrato al The Bunker Studio, Brooklyn, New York il 26 giugno 2025
Registrazione a cura di John Davis
Mixaggio di Antonio Castiello, Jambona Lab
Mastering di Antonio Castiello, Jambona Lab
Etichetta: Encore Music
Artwork: Vittorio Bartoli 

 
 
 English version
 
Simone Basile with John Patitucci, Antonio Cerfeda – Perspectives (Encore Music, 2026) 
 
A perspective opening in the breath of sound 
 

There are albums that immediately try to assert themselves, and others that prefer to enter the listening experience slowly, without forcing anything. Perspectives, the new work by Apulian guitarist and composer Simone Basile, released by Encore Music, gave me exactly this impression: an album that doesn’t need to raise its voice to leave a mark. Everything seems to arise from the mutual trust between the musicians, from a careful attention to detail, and from a way of understanding jazz as an open space made of listening, balance, and subtle inner movements.

Recorded at The Bunker Studio in Brooklyn after an extensive international experience across China, Japan, and the United States, the album brings together three musicians who share a very precise vision of interplay and reciprocal listening. Alongside Basile stands John Patitucci, a central figure in international jazz, whose name is tied to essential collaborations with artists such as Chick Corea, Manhattan Transfer, and Roger Waters. His contribution goes beyond the prestige of his career, translating into a deep, immediately recognizable sound capable of giving direction and breathing space to the entire trio, while remaining measured and perfectly integrated into the collective balance of the project.

Alongside them, Antonio Cerfeda develops an essential drumming approach, highly attentive to the internal dynamics of each piece. His way of accompanying never seeks to dominate, but constantly supports the flow of the music with sensitivity, precision, and a discreet presence that becomes a fundamental part of the album’s sonic balance.

The influence of contemporary New York jazz emerges naturally, without ever turning into imitation. Instead, there is a sense of sound that recalls a certain era of acoustic-electric jazz, where the guitar builds luminous and suspended melodic lines, while bass and drums shape a constant movement around it—dynamic yet always restrained, never intrusive.

“Back Home” opens the album with a clear idea of contemporary jazz, where composition and interplay immediately find a natural balance. The theme unfolds fluidly, leaving space for a constant conversation between guitar, bass, and drums.

“Bouncin’” shifts toward a more rhythmic energy, while still maintaining a strong sense of control. The groove is present but never overpowering, and the piece grows through subtle internal shifts rather than obvious accents.

“Federica” moves into a more intimate and narrative dimension. Here the guitar focuses on fine details and nuances, shaping a more introspective and personal discourse.

“Ti Pi Wa” works as a short sonic fragment, almost an instant sketch that interrupts the main flow with an essential and light gesture.

“Is That Real?” is one of the densest moments of the album. Its structure gradually expands, revealing a deeper timbral exploration and an increasingly intricate interplay.

“Yin and Yang” further develops this balance between tension and suspension, with a writing style that brings contrasting sonic elements into dialogue without ever seeking a single direction.

The title track “Perspectives” concentrates the identity of the entire project, where composition and improvisation meet more explicitly, distilling the album’s musical language.

“To Jhonny” closes the journey as a brief, suspended sonic note, leaving the feeling of an unfinished conversation. Perspectives ends leaving the impression of a journey rather than a conventional listening experience. The trio led by Simone Basile never seeks definitive answers, preferring instead to keep spaces open, as if each track were a possibility rather than a destination.

A deep coherence runs throughout the album, shaped by mutual listening, restraint, and attention to detail, but also by a sense of inner freedom. This is contemporary jazz that does not need to force its identity, because it builds it step by step through the continuous dialogue between guitar, bass, and drums.

In the end, what remains is a precise sensation: having crossed a living sonic space in motion, where each musician contributes to a shared vision without losing their own voice. A balance that is fragile yet solid, and that continues to resonate long after the final note.

Tracklist: Back Home, Bouncin’, Federica, Ti Pi Wa, Is That Real?, Yin and Yang, Perspectives, To Jhonny

Recorded at The Bunker Studio, Brooklyn, New York, June 26, 2025
Recording by John Davis
Mixing by Antonio Castiello, Jambona Lab
Mastering by Antonio Castiello, Jambona Lab
Label: Encore Music
Artwork: Vittorio Bartoli