Redapolis Music Blog | Il blog di Luca Redapolis esplora la musica di ieri e di oggi con un focus su dischi recenti, usciti per etichette indipendenti o autoprodotti.
All’interno dell’articolo
ogni volta ci sarà il link per la playlist Youtube creata con l’album
all’interno del canale dell’associazione culturale Trasimeno Prog(iscrivetevi se potete, grazie), corredato da una descrizione per
il lavoro in oggetto e dalla tracklist del disco.
“Photos Of Ghosts”, pubblicato nell’ottobre del 1973 è il terzo disco del gruppo
italiano.
Emerson,
Lake & Palmer avevano voluto reclutarlo per la neonata etichetta Manticore
dopo avere assistito ad alcune esibizioni per il lancio nel mercato
internazionale e nell’occasione viene coniato l’acronimo P.F.M. al posto di
Premiata Forneria Marconi giudicato difficile da ricordare e pronunciare
all’estero.
Ne
fanno parte sette brani, riarrangiati e con il prezioso ausilio per i testi in
inglese di Peter Sinfield, co-fondatore dei King Crimson.
Cinque
sono quelli che provengono dal secondo album “Per un amico” (“Appena un pò”
diverrà “River of life”, “Generale” sarà “Mr. 9 ‘til 5”, “Per un amico” invece
“Photos of ghosts” e “Geranio” “Promenade the puzzle”); viene recuperato “E’
festa” da “Storia di un minuto” che diventa “Celebration” ed inserito l’inedito
strumentale “Old rain”
Apre
"River of Life" che si sviluppa attraverso diversi cambiamenti di
tempo e di umore.
“Celebration",
è un omaggio alla musica popolare italiana mentre la title track "Photos
of Ghosts"si apre con una melodia delicata al pianoforte e cresce
gradualmente in un climax emotivo grazie all'uso delle tastiere e delle
chitarre.
In
chiusura del primo lato l’inedita e malinconica ballata "Old Rain".
La
seconda facciata si apre con l’unico brano cantato in italiano, la celebvre “Il
banchetto”.
"Mr.
9 'Till 5", è un brano rock dal ritmo incalzante che parla della vita
quotidiana in una città moderna. Chiude il disco "Promenade the
Puzzle" che con un’atmosfera sognante ci porta in un mondo fantastico.
Un
album fondamentale nella storia della band milanese.
La tracklist dell’album: Lato A: River of life; Celebration; Photos of ghosts; Old rain / Lato B: Il
banchetto; Mr. 9 'till 5; Promenade the puzzle.
La
formazione che suona nell’album comprendeva: Franco Mussida, chitarre e voce
solista; Flavio Premoli, tastiere e voce; Mauro Pagani, flauto, violino e voce;
Giorgio “Fico” Piazza, basso e voce; Franz Di Cioccio, batteria, percussioni e
voce.
DeaR, all’anagrafe Davide Riccio è un artista che apprezzo da
tempo per il suo modo di approcciarsi alla musica senza compromessi e
dimostrando, tramite i suoi lavori, l’amore che depone in essa.
Nei
suoi dischi non trovate trucchi o scorciatoie ma tutto il suo mondo musicale,
composto da vari generi ed umori che, con grande capacità, riesce a far
convivere a dimostrazione della sua apertura verso soluzioni, magari non nuove
ma sicuramente poco battute.
Mon Turin è la sua ultima uscita discografica pubblicata dall’etichetta
Music Force il 30 Dicembre dello scosso anno.
Si
tratta di una suite composta da venti brani sulla città di Torino, che fotografano
momenti importanti vissuti nella città.
Così
ci spiega l’autore nelle pagine di presentazione del disco:
“Il titolo è in francese perché fin da piccolo ho sentito la “francité” di
Torino e del Piemonte. Io, con la mia famiglia, abitammo per ventitré anni nel
quartiere del “Piccolo Parigi”, com'era detto il Cit Turin, a pochi metri da
quella piazza Statuto nota per essere il vertice del triangolo della magia nera
con Londra e San Francisco. E anche nota perché, dagli anni '80 a tuttora,
ritrovo dei mods creato dalla band degli Statuto. Si tratta di una suite di brani
“classicheggianti” perché da ragazzino, dopo essermi innamorato della musica
classica del primo Novecento, desiderai poter fare anch'io della musica come
quella che andavo scoprendo di Stravinsky, Bartòk, Prokofiev, Shostakovic,
Ravel, Debussy, Hindemith, Satie e altri ancora. Era una musica straordinaria
che mi affascinò profondamente. Ma purtroppo non potei studiare la musica,
tanto meno a quei livelli, né permettermi un pianoforte, come avrei tanto
desiderato. La mia famiglia non poteva permettermelo economicamente. Cercai di
rimediare da autodidatta, ma potei disporre solo di una chitarra, con la quale
scrissi invece canzoni rock, sognando un futuro riscatto (apparentemente) più
abbordabile. Il primo pianoforte lo ebbi molto in là negli anni e solo nel 2010
iniziai a comporre qualcosa che ricordasse di quel vecchio sogno, quello cioè
di diventare anch'io un compositore di musica classica, che in qualche modo lo
appagasse. Da quel momento iniziò la
composizione di questa suite, che ha richiesto quindi dodici anni tra abbandoni
e riprese. Il risultato è qualcosa di molto naïf, lungi dal considerarsi
all'altezza non pure dei compositori anzidetti, ma anche solo di essere
pubblicabile. Tuttavia mi pare infine una bella musica con un imprevisto valore
aggiunto appunto di naïveté che accosterei alla outsider music. E oggi c'è molto affetto e interesse verso i
musicisti cosiddetti outsider, partendo dall'alto da Moondog a Harry Partch a
Syd Barett giù fino ai più sgangherati come Daniel Johnston o Wesley Willis.
Perché dunque non esserne anch'io degno? Non posso essere anch'io un
“outsider”? Questa non vuole essere in alcun modo una musica pretenziosa, ma
solo un modo per me di chiudere quel sogno vagheggiato da ragazzino. Ora che
sono “grandicello”, con qualche possibilità in più, è giusto tornare indietro a
darmi una mano. Non sono un pianista degno di questo nome, ma infine penso che
questa musica sia bella così com'è. Nati per solo pianoforte, negli anni questi quadri musicali si sono arricchiti di altra
strumentazione vagamente cameristica od orchestrale”.
L’opera che
potrebbe sembrare ostica in realtà scorre fluida dall’inizio alla fine.
Vi consiglio di ascoltarlo con la dovuta attenzione dalla prima all’ultima
traccia come si fa normalmente per un’opera classica.
Perché, di
fatto, si tratta di musica classica concepita per pianoforte e, con l’aggiunta
di altri suoni e generi(jazz, progressive, elettronica e sperimentazione), viene
servito un piatto ricco di sfumature e colori.
Un gran bel lavoro
dalla lunga gestazione che finalmente l'autore riesce a pubblicare dove, tra brani
cantati, come la bella ballad jazz per pianoforte e voce molto alla Tom Waits “Notturno:
Noctural , A Walk Under Porches”, lo strumentale per pianoforte e
tastiere “Blues Per Il Comandante Diavolo”, la stupenda “Silent
Lights Bejewel The Night”, ancora piano e voce che creano dipendenza
tanto sono belle ed infine il brano più lungo del disco “Letter From
Turin” dove l’elettronica prende campo sicuramente tra le tracce più
ricercate dell’intero lavoro.
Non si può
parlare di “brano migliore” perché il livello compositivo e strumentale è di
ottimo livello per tutta la durata del disco.
Allora vi
consiglio di iniziare questo viaggio emozionante che vi porta a Torino e a
scoprire tutte le emozioni che questa città ha dato al protagonista di questo
gran bel disco.
Tracklist:
01. OUVERTURE: BAROQUE AND
ROLL, BUONGIORNO SIGNORA MASCHERA
02. NOTTURNO: NOCTURNAL, A WALK
UNDER PORCHES
03. JAZZ: UN TRENO PER TORINO
CON LA VALIGIA DI CARTONE
04. PAVANA: CIT TURIN IL
PICCOLO PARIGI
05. VALZER: CAMMINAVO OGNI
GIORNO PER TORINO
06. RONDO': LE GIOSTRE IN
PIAZZA VITTORIO
07. PASSACAGLIA: L'OLTREUOMO A
TORINO
08. BERCEUSE: LA CAPRA NELLA
NEVE, LA TRAGEDIA DELLO STATUTO
09. MORESCA: ASSALTO ALL'ANGELO
AZZURRO
10. TEMA E CONTRASTO PER
ALFREDO CASELLA
11. BLUES PER IL COMANDANTE
DIAVOLO
12. MARCIA DEI 40000 COLLETTI
BIANCHI
13. BAGATELLA: PENSIERI SULLA
TOMBA DI ISA BLUETTE
14. ELEGIA: LA FONTANA ANGELICA
15. HABANERA: COME TU NON MI
VUOI
16. LIED: LOCUTIONS DES PIERROTS
17. SILENT LIGHTS BEJEWEL THE
NIGHT
18. LETTERS FROM TURIN
19. DA QUARTO A TORINO
20. QUANDO IL BAMBINO ERA
BAMBINO
DeaR (Davide Riccio) pianoforte, tastiere e altri strumenti.