lunedì 20 luglio 2026

Manic Vice – Sólo En Nuestra Cabeza (2026): il progressive rock che sorprende | Redapolis Music

Manic Vice – Sólo En Nuestra Cabeza

Manic Vice – Sólo En Nuestra Cabeza (Astronomy Recording Music, 2026)

Un disco che riaccende il piacere della scoperta

L'ingrediente che continua ad alimentare la mia passione per la musica è la curiosità. Dopo tanti anni di ascolti, ciò che mi emoziona di più è ancora la scoperta di dischi capaci di sorprendermi, lavori che non si limitano a riproporre formule già conosciute, ma che riescono a raccontare qualcosa di autentico. È il caso di Sólo En Nuestra Cabeza, esordio della band spagnola Manic Vice.

Ci sono album che sembrano nascere per inseguire un genere e altri che, invece, rivelano un autentico bisogno di esprimersi attraverso quel linguaggio. Sólo En Nuestra Cabeza appartiene decisamente alla seconda categoria. La band iberica sceglie il rock progressivo e la psichedelia come strumenti per raccontare un universo musicale personale, costruito con pazienza nel corso di quattro anni di concerti, prove e continua evoluzione.

La formazione è composta da Martín Cervera Villalobos (chitarra, basso e voce), Celia Martín Navas (tastiere e voce), Nicolás Marquerie Lorenzo (batteria), con Martín Samos Ventureira al basso nel brano Jambalaya. Il disco è stato prodotto e missato da Pablo Solo, capace di mantenere un suono caldo e naturale che richiama le grandi produzioni analogiche senza rinunciare alla definizione contemporanea.

Fin dalle prime battute emerge quanto il gruppo abbia assimilato il patrimonio del progressive britannico e della psichedelia di fine anni Sessanta. Si percepiscono echi della scena di Canterbury, del progressive sinfonico e del rock psichedelico più melodico, ma queste influenze non vengono mai imitate in modo pedissequo. I Manic Vice le trasformano in un linguaggio spontaneo, dove ogni composizione sembra svilupparsi seguendo il proprio respiro.

L’album alterna episodi più brevi a costruzioni musicali articolate, seguendo un percorso dove ogni brano trova il proprio spazio all’interno della narrazione complessiva. L’apertura affidata a Patrocinado por McChrystal’s introduce in poco più di un minuto l’atmosfera surreale e psichedelica del progetto, preparando il terreno alla mini suite Canción de Reencuentro, suddivisa nei tre movimenti Tirar la Toalla”, “No Quieres Ver NáeEl Porvenir. Quest’ultima rappresenta il manifesto della band: cambi di atmosfera, melodie evocative, intrecci raffinati tra tastiere e chitarra e una scrittura che privilegia il racconto emotivo rispetto al semplice virtuosismo. Anche nelle composizioni più estese, i Manic Vice dimostrano una notevole capacità di gestione degli spazi, lasciando che le idee si sviluppino con naturalezza.

Tra i momenti più interessanti troviamo Da Igual, dove emergono immediatamente la sensibilità melodica e la capacità della band di unire immediatezza e ricerca sonora, e Jambalaya, brano dal carattere più dinamico e vivace. Comic Boy aggiunge un ulteriore elemento di varietà, mentre Tu Palabra No Valía Nada e La Estela del Navegante Solitario rappresentano due episodi centrali del disco, capaci di alternare momenti più contemplativi a improvvise aperture progressive.

Il doppio capitolo di El Fin accompagna l’ascoltatore verso una dimensione più intensa e dilatata, costruita attraverso cambi di atmosfera e un crescendo emotivo ben calibrato. La particolare La Mujer Esquizofrénica del S. XXI introduce una sfumatura più inquieta e sperimentale, prima della conclusione affidata alla title track Sólo en Nuestra Cabeza, brano che raccoglie idealmente tutte le anime del progetto: psichedelia, progressive rock, ricerca sonora e una forte identità personale.

Manic Vice

Particolarmente riuscito è il dialogo continuo tra le tastiere di Celia Martín Navas e la chitarra di Martín Cervera Villalobos, impreziosito da armonizzazioni vocali curate e mai invasive. Nessuno dei degli strumenti cerca di prevalere sull'altro: si inseguono, si completano e danno vita a paesaggi sonori ricchi di sfumature, sostenuti da una sezione ritmica solida, essenziale e sempre al servizio delle composizioni.

Anche la produzione contribuisce in modo decisivo alla riuscita dell'opera. Pablo Solo sceglie una registrazione dinamica e organica, evitando compressioni eccessive e lasciando spazio alla profondità degli arrangiamenti. Il risultato è un disco che invita all'ascolto dall'inizio alla fine, proprio come accadeva con molti album classici del progressive.

Sólo En Nuestra Cabeza non cerca scorciatoie né rincorre le mode. È un lavoro costruito con convinzione, che guarda al passato come fonte d'ispirazione senza rimanerne prigioniero. I Manic Vice dimostrano di conoscere profondamente quella tradizione e, soprattutto, di possedere la maturità necessaria per trasformarla in qualcosa di vivo e personale.

Per chi ama il progressive rock, la psichedelia e le atmosfere della scena di Canterbury, questo debutto rappresenta una scoperta capace di regalare un ascolto coinvolgente e sincero. Più che un semplice omaggio ai grandi dischi degli anni Settanta, è l'inizio di un percorso artistico che lascia intuire sviluppi ancora più interessanti.

Bravi ragazzi, avanti così !

Tracklist: Patrocinado por McChrystal's, Canción de Reencuentro (I. Tirar la Toalla; II. No Quieres Ver Ná; III. El Porvenir), Da Igual, Jambalaya, Comic Boy, Tu Palabra No Valía Nada, La Estela del Navegante Solitario, El Fin (pt.1), El Fin (pt.2), La Mujer Esquizofrénica del S. XXI, Sólo en Nuestra Cabeza 

 English version

Manic Vice – Sólo En Nuestra Cabeza (Astronomy Recording Music, 2026)

 A record that rekindles the joy of discovery

The ingredient that continues to fuel my passion for music is curiosity. After so many years of listening, what still excites me the most is discovering albums capable of surprising me, works that do not simply reproduce already familiar formulas, but manage to tell something authentic. This is the case with Sólo En Nuestra Cabeza, the debut album by the Spanish band Manic Vice.

There are albums that seem to be born from the desire to follow a genre, and others that reveal a genuine need to express themselves through that language. Sólo En Nuestra Cabeza definitely belongs to the second category. The Iberian band chooses progressive rock and psychedelia as tools to tell a personal musical story, patiently built over four years of concerts, rehearsals and continuous evolution.

The line-up features Martín Cervera Villalobos (guitar, bass and vocals), Celia Martín Navas (keyboards and vocals), Nicolás Marquerie Lorenzo (drums), with Martín Samos Ventureira on bass on the track Jambalaya. The album was produced and mixed by Pablo Solo, who manages to preserve a warm and organic sound that recalls the great analogue productions while maintaining a contemporary clarity.

From the very first notes, it becomes clear how deeply the band has absorbed the heritage of British progressive rock and late-sixties psychedelia. Echoes of the Canterbury scene, symphonic progressive rock and the more melodic side of psychedelic music can be heard throughout the album, yet these influences are never copied mechanically. Manic Vice transform them into a spontaneous language, where each composition seems to develop according to its own natural flow.

The album alternates shorter episodes with more elaborate musical structures, creating a journey where every song finds its place within the overall narrative. The opening track Patrocinado por McChrystal’s introduces the project’s surreal and psychedelic atmosphere in just over a minute, preparing the ground for the mini-suite Canción de Reencuentro, divided into the three movements “Tirar la Toalla”, “No Quieres Ver Ná” and “El Porvenir”. This piece represents the band’s manifesto: changes of mood, evocative melodies, refined interplay between keyboards and guitar, and a writing style that favours emotional storytelling over pure virtuosity. Even in the longer compositions, Manic Vice demonstrate a remarkable ability to manage space, allowing their ideas to develop naturally.

Among the most interesting moments we find Da Igual, where the band’s melodic sensitivity and ability to combine immediacy with sonic exploration immediately emerge, and Jambalaya, a more dynamic and lively track. Comic Boy adds another element of variety, while Tu Palabra No Valía Nada and La Estela del Navegante Solitario represent two central moments of the album, balancing introspective passages with sudden progressive openings.

The two-part suite El Fin leads the listener towards a more intense and expansive dimension, built through changes of atmosphere and a carefully crafted emotional crescendo. The intriguing La Mujer Esquizofrénica del S. XXI introduces a darker and more experimental shade before the album reaches its conclusion with the title track Sólo en Nuestra Cabeza, a song that ideally gathers all the different souls of the project: psychedelia, progressive rock, sonic exploration and a strong personal identity.

Particularly successful is the constant dialogue between Celia Martín Navas’ keyboards and Martín Cervera Villalobos’ guitar, enriched by carefully crafted and never intrusive vocal harmonies. Neither instrument tries to dominate the other: they chase each other, complete one another and create soundscapes full of nuances, supported by a solid and essential rhythm section that always serves the compositions.

Production also plays a decisive role in the success of the album. Pablo Solo chooses a dynamic and organic recording approach, avoiding excessive compression and leaving room for the depth of the arrangements. The result is a record that invites repeated listening from beginning to end, just as many classic progressive albums of the past did.

Sólo En Nuestra Cabeza does not look for shortcuts or chase trends. It is a work built with conviction, looking at the past as a source of inspiration without becoming trapped by it. Manic Vice demonstrate a deep knowledge of that tradition and, above all, the maturity needed to transform it into something alive and personal.

For those who love progressive rock, psychedelia and the atmospheres of the Canterbury scene, this debut represents a discovery capable of offering a sincere and engaging listening experience. More than a simple tribute to the great albums of the Seventies, it is the beginning of an artistic journey that suggests even more exciting developments in the future.

Well done, guys. Keep going !

TracklistPatrocinado por McChrystal's, Canción de Reencuentro (I. Tirar la Toalla; II. No Quieres Ver Ná; III. El Porvenir), Da Igual, Jambalaya, Comic Boy, Tu Palabra No Valía Nada, La Estela del Navegante Solitario, El Fin (pt.1), El Fin (pt.2), La Mujer Esquizofrénica del S. XXI, Sólo en Nuestra Cabeza